Previsioni del tempo in Italia dal 9 all’11 febbraio
Febbraio 9, 2008 by giulio.detti
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Situazione: campo di alta pressione in rinforzo sulle Isole Britanniche, con infiltrazioni di aria fredda continentali sull’Italia, specie sul lato adriatico, a cui saranno associati deboli precipitazioni, nevose a quote collinari al centrosud. Temperature in diminuzione in maniera moderata sotto la media del periodo e ventilazione settentrionale.Prospettive di alta pressione anche intorno la metà del mese, ma in erezione progressiva verso nord con area gelida depressionaria di aria artica, in successiva evoluzione meridiana dalla Scandinavia.
Previsore Roberto Madrigali
Previsioni del tempo in Italia dal 5 al 8 febbraio
Febbraio 5, 2008 by giulio.detti
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Situazione: dopo il transito dell’ultima perturbazione oceanica di lunedì/martedì, andremo incontro ad un periodo di stabilità atmosferica, che sarà innescato dall’aumento di pressione in area mediterranea, per il nuovo rinforzo di subtropicale afro-oceanica, con rialzo termico in quota e nelle massime fino alla giornata di giovedì specie versante occidentale. Da venerdì 8 febbraio erosione del campo di alta sul bordo orientale, con prime infiltrazioni fredde continentali, che porteranno la temperatura in progressiva flessione poco al di sotto delle medie invernali. La tendenza nel long range vede l’affermarsi di un campo altopressorio afro-oceanico in rinforzo ovest Irlanda, con cedimento costante sul suo bordo orientale ed esaltazione su quello occidentale, alimentato da onda latente ovest Gibilterra, con i presupposti di circolazione rilevante artica in “possibile” avvento dal 15 del mese.
Previsore Roberto Madrigali
Dopo il peggioramento di inizio settimana, in arrivo subtropicale afro-oceanica e tempo mite sopramedia, ma attenti da metà febbraio, poiché l’inverno sembra ritornare più agguerrito che mai.
Febbraio 2, 2008 by giulio.detti
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Eccomi nuovamente pronto ad analizzarvi con il mio consueto editoriale, l’evoluzione meteoclimatica nel medio-lungo periodo, partendo dalla esigua entrata della esondazione artica che ha interessato buona parte dell’Europa oltralpe. Indubbiamente rimane la consapevolezza che ancora una volta l’area italiana non è rientrata nei disegni configurativi della natura, riguardo il trasporto di masse d’aria artiche rilevanti, e dopo l’effimero interessamento del nostro “bel paese” riguardo il fronte di irruzione artica marittima che penetrerà con decisione dalle Alpi verso nord, saremo interessati da un nuovo fronte perturbato polare marittimo ad inizio settimana.
Certamente la mancanza di un’alta delle Azzorre salda e convinta come i mesi autunnali, sta lasciando il segno, riguardo l’ingresso di una stagione invernale astronomica irrilevante e sopramedia specialmente in quota, dove hanno imperversato costantemente in questo mese di gennaio appena concluso, masse di aria miti di natura anche afromediterranea.
Una subtropicale atlantica che dopo essere stata tonica e presente nei mesi conclusivi del 2007, organizzando configurazioni da parte del jet strema più similari ad un inverno che ad un autunno, non cedendo minimamente agli assalti agguerriti di un VP canadese pimpante, è calata progressivamente nel momento top della stagione, quale la parte conclusiva di dicembre e tutto gennaio.
L’inverno iniziale del dicembre 2007 è stato salvato e non per tutti, dalla depressione rigida di -42° penetrata retrograda dai Balcani, che sempre per la latitanza di un’azzorriana ben salda e convinta in Oceano verso l’Europa occidentale, si allontanò rapidamente verso nordovest, in direzione del Golfo del Leone.
Ritornando anche all’azione artica in avvento sul Vecchio Continente del primo weekend del mese (febbraio), la mancanza sempre della subtropicale oceanica ben presente in Atlantico in estensione sull’Iberia e le coste europee occidentali, ha incrementato l’azione marginale per l’area italiana, anche se gli effetti saranno comunque sempre attivi al nord e parte del centro con isoterme comunque più interessanti, mentre il sud sarà preso in maniera molto più marginale.
Avremo anche l’avvicendarsi di un ultimo impulso polare marittimo fra il lunedì e il martedì della prima settimana del mese di febbraio, che avrà il pregio di contribuire ad apportare nuove precipitazioni sempre importanti, come altra neve sui rilievi. A seguire una nuova onda stabilizzante (Rossby) a connotazioni afro-oceaniche, con elevazione termica progressiva, sopra le medie del periodo, questo specie in quota e sul versante occidentale, con stabilità atmosferica fino al prossimo weekend.
Il tutto per la assenza di una azzorriana convinta, che lascerà il passo ad una solita presenza di falla barica ovest Canarie, che enfatizzerà come sempre, una causa-effetto stabilizzante di matrice continentale, che farà sentire i suoi effetti termici sull’Italia per tutta la prima decade del mese, salvo deboli interferenze più fredde dall’Arco Alpino nordorientale ai limiti delle coste adriatiche, per una erosione della subtropicale ad opera del getto polare in penetrazione sui Balcani verso il prossimo fine settimana.
Comunque questa erosione della subtropicale afro-oceanica sarà un primo campanello di allarme meteoclimatico, che tenderà a lampeggiare con insistenza in direzione della prima quindicina di febbraio, quando intorno il 13/15 del mese, avremo la presa di posizione più convinta della subtropicale oceanica, per il colmamento della falla depressionaria relativa ovest Canarie e per l’avanzamento in erosione da est-nordest di area rigida artico-continentale, mentre sul bordo occidentale della subtropicale oceanica, l’avvicinamento di una depressione canadese, ne favorirà l’elevazione in enfasi stabilizzante verso il grande nord. Questa configurazione ad omega, sarà il preludio di una avvezione artica che “potrebbe” avere ripercussioni anche eclatanti per l’area dello Stivale, confermando le anticipazioni di un inverno che ha ancora molto da manifestare, anche se sarà da monitorare e confermare la piena azione per l’area italica.
Comunque si stanno concretizzando i presupposti “di base” per un ritorno in grande stile della stagione fredda e la tendenza palesata dagli scorsi inverni del nuovo millennio, eccetto il 2006/7, è la conferma di una stagione invernale spesso in ritardo (Fine gennaio-febbraio) ma incidente, che penetra frequentemente e volentieri nella prima parte della primavera. In più una configurazione futura che promette situazioni anche rilevanti, poiché se sarà confermata l’omega con alta azzorriana in Oceano e l’Europa occidentale, e la pressione della depressione canadese da ovest con quella rigida asiatica da est, avremo la scontata elevazione dell’alta atlantica con persistenza tipica meteoclimatica, di queste situazioni “bariche”, favorevoli ad esondazioni artiche anche molto “intense” e persistenti, come di clima mite sopramedia a chi si ritroverà preso nella cresta anticiclonica.
Roberto Madrigali
Previsore e analista modelli fisico/matematici-studioso ed esperto clima e microclimaMeteoman Toscana Channel sat-Maremma Channel sat-VideoFirenze-emittenti toscane

