Previsioni meteo Italia per il 01-04 gennaio 2012
Dicembre 30, 2011 by scolari
Filed under Previsioni
Previsioni meteo Italia per il 01-04 gennaio 2012
Domenica 01 gennaio 2012
Prevalenza di bel tempo su gran parte delle regioni, dal pomeriggio nuvolosità in aumento sulle regioni Settentrionali e sulla Sardegna e possibilità di qualche fiocco di neve lungo le Alpi di confine nel corso della seconda parte della giornata.
Venti da deboli a moderati, dai quadranti Settentironali sul medio-basso Adriatico, dai quadranti Nord Orientali sul medio-alto Adriatico, dai quadranti Sud Orientali sul medio-alto Tirreno, dai quadranti Nord Occidentali sul basso Tirreno e sul mar Ionio, possibili rinforzi dei venti Nord Occidentali il mattino sul mar Ionio.
Temperature in generale lieve aumento.
Attendibilità: media.
Lunedi 02 gennaio 2012
Cielo prevalentemente poco nuvoloso sulla Puglia, sulla Basilicata e sulla Calabria, parzialmente nuvoloso sulla Sicilia, sulla Sardegna, sulla Campania, su Abruzzo e Molise, nuvolosità da variabile a intensa sulle restanti regioni centrali e sulle regioni Settentrionali per il transito di una rapida perturbazione Atlantica.
Alcune deboli precipitazioni sulle regioni Settentrionali, più probabili dal mattino sulla Lombardia, sulla Liguria e sulla Toscana, dal pomeriggio precipitazioni sparse anche sul Triveneto e sull’Emilia Romagna.
Venti da deboli a moderati, dai quadranti Sud Orientali sul medio-basso Adriatico, dai quadranti Meridionali sul medio-alto Adriatico, dai quadranti Occidentali sul medio-basso Tirreno, dai quadranti Sud Occidentali sul medio-alto Tirreno e sul mar Ionio, dal pomeriggio rinforzo dei venti Sud Occidentali sul mar Ligure.
Temperature in generale lieve aumento.
Attendibilità: media.
Martedi 03 gennaio 2012
Cielo prevalentemente poco nuvoloso su gran parte delle regioni, il mattino nuvolosità variabile sulla Calabria, sulla Puglia e sulla Basilicata con deboli precipitazioni residue in esaurimento entro la tarda mattinata.
Venti perlopiù moderati, dai quadranti Occidentali sull’alto Tirreno, dai quadranti Sud Occidentali sul medio-alto Adriatico, dai quadranti Nord Occidentali sul medio-basso Tirreno, sul medio-basso Adriatico e sul mar Ionio, rinforzi dei venti Nord Occidentali possibili sopratutto il mattino sul canale di Sicilia, sul mar Ionio e sul basso Adriatico.
Temperature perlopiù stazionarie o il lieve aumento su tutte le regioni.
Attendibilità: bassa.
Mercoledi 04 gennaio 2012
Cielo in prevalenza poco nuvoloso sul Piemonte e sulla Toscana, parzialmente nuvoloso sulla Liguria, sull’Emilia Romagna e sulla Sardegna.
Variamente nuvoloso sul Triveneto, sulle regioni centrali e Merisionali, come pure sulla Sicilia e alcune deboli precipitazioni sparse più probabili dal pomeriggio.
Venti perlopiù moderati, dai quadranti Nord Occidentali sul mar Tirreno e sul basso Adriatico, dai quadranti Sud Occidentali sul mar Ionio, dai quadranti Settentrionali sul medio Adriatico, dai quadranti Nord Orientali sull’alto Adriatico.
Temperature in generale calo.
Attendibilità: bassa.
Previsione elaborata il: 29 dicembre 2011
Flavio Scolari
Previsore STAFF meteogelo.com
Una possibile combinazione di indici a definire la sorti degli inverni Europei
Dicembre 30, 2011 by scolari
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari
La variazione della direzione dei venti stratosferici sopra l’equatore, relegati all’indice QBO, si propaga dall’alto verso il basso, ossia la direzione dei venti e dunque l’indice stesso inverte il proprio valore a cominciare dai 10 hPa circa. Recenti studi cercano di evidenziare l’effetto dall’attività solare combinata con lo stato dell’indice QBO sul VP statosferico, la fase negativa dell’indice QBO ossia la circolazione esterly che presenta un’inclinazione ascendente che riguarda la medio-bassa stratosfera equatoriale, crea un sollevamento ed un raffreddamento della sottostante tropopausa sempre sulle latitudini equatoriali che risulta essere molto più evidente in presenza di una scarsa attività solare, viceversa avviene in presenza dell’indice QBO positivo, dove la circolazione westerly presenta un’inclinazione discendente favorendo un abbassamento e un riscaldamento della tropopausa equatoriale, più evidente in presenza di un’elevata attività solare. Ora volevo evidenziare che l’ascendenza del moto che riguarda le latitudini equatoriali, crea un raffreddamento adiabatico dell’aria (indotto dall’espansione della massa d’aria) all’interno della tropopausa, mentre viceversa la discendenza del moto che si ha tra le medie latitudini e il polo, crea un riscaldamento adiabatico (indotto dalla compressione della massa d’aria) tra la bassa stratosfera e la tropopausa, di fatto questo porta ad avere temperature più elevate di alcune decine di gradi all’interno della tropopausa e della bassa stratosfera delle medie-alte latitudini, rispetto alla tropopausa e alla bassa stratosfera equatoriale, la differenza di temperatura tra le basse e le alte latitudini influisce sulla circolazione BDC che oltre a contradistinguere lo scambio Meridiano e i moti convettivi sull’equatore e ai poli all’interno della stratosfera, trasporta ozono dalle basse latitudini ai poli, come dicevo recenti studi hanno evidenziato che la fase negativa dell’indice QBO crea un’ inalzamento e raffreddamento della tropopausa equatoriale che risulta essere molto più evidente se combinata con una scarsa attività solare, questo comporta ad un rafforzamento della circolazione Meridiana BDC con il conseguente rafforzamento dei moti convettivi al polo e all’equatore, il rafforzamento del moto discendente tra le medie latitudini e il poli, porta ad avere un maggior riscaldamento adiabatico (indotto dalla compressione della massa d’aria) che puòportare le temperature nella stratosfera polare oltre il valore di equilibrio indebolendo di conseguenza di VP, inoltre un rafforzamento della circolazione BDC aumentando gli scambi meridiani, comporta ad un maggior afflusso di ozono dalle basse latitudini al polo, di conseguenza i primi raggi del sole verso fine stagione, favoriscono un ulteriore maggior riscaldamento dell’aria all’interno della stratosfera polare poichè l’ozono si profuce attraverso la fotolisi dell’ossigeno grazie all’assorbimento della radiazione UV. Un VP più debole, è di conseguenza più soggetto all’ondulazione indotto delle onde stazionarie (che ovviamente si propagano oltre per estensione, anche per altezza) e ad episodi di stratwarming, viceversa in presenza di un VP più compatto, non si creano onde planetarie tali da poter creare importanti ondulazioni del VP poichè l’intensitâ delle westerly sopra le medie latitudini è tale da inibire la propagazione vericale della onde troposferiche, la tropopausa in tal senso si comporta come una sorta di coperchio, se il flusso zonale è molto forte tale coperchio risulterà più saldo e la propagazione verticale delle onde planetarie sarà pressochè impossibile, viceversa un VP meno compatto qui è associato un flusso zonale meno intenso, consentirà la propagazione verticale delle onde planetarie con la conseguente formazione di onde cosidette lunghe. L’effetto indotto dalla conbinazione dell’indice QBO e l’attività solare, spiega come mai durante la PEG si avevano inverni molto piû freddi rispetto agli ultimi decenni, qui si presentano mediamente ben altri tipi di configurazioni bariche, il fatto che durante la PEG l’attività solare era scarsa, la combinazione QBO negativa e bassa attività solare era molto più frequente, rispetto agli ultimi decenni contraddistinti da un’attività solare mediamente molto più elevata, in tal senso le combinazioni QBO negativa con bassa attività solare sopratutto negli ultimi decenni sono molto più rare, viceversa sono molto più frequenti le combinazioni QBO positivo combinata con un’elevata attività solare. Ovviamente quella descritta da me è solo una situazione media. Non dobbiamo tuttavia sottovalutare il fatto che in presenza di un cambiamento climatico, variano alcuni aspetti climatici fondamentali. In sostanza in presenza di un cambiamento climatico come quello attuale, cambiano la frequenza e l’intensità qui si verificano certi eventi poichè cambiano le energie in gioco, questo indipendentemente se il ricaldamento climatico sia prevalentemente antropico o naturale, ad ogni variazione climatica mediamente ne risente la posizione latitudinale delle fasce climatiche, la temperatura degli oceani, le differenze di temperatura tra le diverse latitudini poichè la variazione di temperatura è più accentuata alle alte latitudini, praticamente ne risente tutto il sistema, il comportamento degli indici e della circolazione atmosferica alle nostre latitudini, anche la variazione delle concentrazioni dell’ozono stratosferico mediamente sono diminuite favorendo alle alte latitudini un raffreddamento nello strato sovrastante la troposfera (stratosfera), questo in inverno influenza fortemente l’intensità del VP e dunque sulla circolazione sottostante.
Inoltre sopratutto durante la PEG molti inverni gelidi, seguirono anche grosse eruzioni vulcaniche, tra l’altro indice QBO influisce anche sulle polveri emesse dai vulcani all’interno della stratosfera, la fase positiva favorisce una maggior sospensione delle polveri all’interno della stratosfera equatoriale dovuto all’inclinazione ascendente della circolazione esterly, mentre la circolazione westerly relegata alla fase positiva dell’indice QBO favorisce un maggior decadimento delle particelle dovuta all’inclinazione discendente, ma questo è un altro discorso, ad ogni modo dopo la PEG vi furono cicli solari anche piuttosto intensi, poi seguì il minimo di Dalton qui sono relegati cicli più deboli, mediamente anche durante la PEG i cicli solari furono meno intensi rispetto a quelli degli ultimi decenni e questo potrebbe spiegare come mai durante la PEG la combinazione tra QBO negativa e bassa attività solare mediamente fù molto più frequente rispetto agli ultimi decenni, inoltre a influenzare l’andamento climatico in Europa vi è ad esempio anche l’indice ENSO che durante le fasi NINA e NINO strong ha una certa influenza anche per le nostre latitudini.
Inoltre anche la MJO e l’indice ENSO stesso (con episodi di NINO e NINA) possono comportare alla variazione dell’altezza della tropopausa alle latitudini equatoriali influenzando di conseguenza la circolazione BDC con lo stesso processo sopra descritto!
L’Europa risente anche l’effetto di altri indici quali ENSO, PDO ed AMO, ma quali sono gli indici oceanici più incisivi?
L’indice AMO ha un influenza marginale della disposizione dell’anticiclone delle Azzorre favorendone od ostacolandone la propensione ad elevazioni lungo i meridiani con conseguenze influenza sul clima in Europa e sul Nord America, le peggiori siccità sul Nord America sono generalmente associabili ad eventi di AMO positivo che favorisce un aticiclone sub tropicale più invadente, l’indice PDO che tuttavia risente almeno in parte gli effetti dall’indice ENSO invece ha un influenza piuttosto marginale sul clima delle coste Occidentali del Nord America. Tutto questo sopratutto in assenza di altri fenomeni prevalenti, come ad esempio una NINA o NINO moderata/forte, l’indice ENSO proprio per la propria posizione latitudinale in presenza di anomalie marcate può avere effetti più rilevanti dell’indice AMO in Europa, l’indice AMO risente meno dello stato dell’indice ENSO rispetto all’indice PDO, qui lo stato sembra essere in buona parte relegabile ad episodi di NINA o NINO. L’indice AMO sembra presentare una propria ciclicità più indipendente, tuttavia si riscontrano alcune interazioni in presenza di rilevanti episodi di NINA, Infatti in presenza di forti anomalie dell’indice ENSO, anche l’indice AMO sembra risentire di alcune interazioni con lo stato degli indici ENSO e PDO, in questi tempi l’indice AMO si trova in fase positiva nel proprio ciclo multidecennale e si calcola che lo resterà ancora per una quindicina di anni. L’indice AMO in tal senso sembra risentire dell’indice ENSO attraverso l’influenza che quest’ultimo durante le fasi di NINA moderata/forte ha per lungo termine sulla disposizione delle figure bariche e delle precipitazioni anche alle medie latitudini, spesso infatti si associano le disposizioni delle figure bariche alla disposizione delle anomalie oceaniche in sede Atlantica, senza considerare che allo stesso tempo sono le anomalie oceaniche a risentire degli effetti delle disposizioni bariche, in questo senso è lecito domandarsi: “È nato prima l’uovo o la gallina?”
Effetti del NINO
Gennaio/Febbraio
Luglio/Agosto
Effetti della NINA
Gennaio/Febbraio
Luglio/Agosto
Osservando l’andamento stegionale sia in inverno che in estate, si riscontrano maggiori correlazioni con quello che è lo stato dell’indice ENSO piuttosto che con lo stato dell’indice AMO anche in sede Europea, in genere in Europa gli estremi dell’indice ENSO non portano mai risultati favorevoli sopratutto dal punto di vista precipitativo, episodi di NINO stong favoriscono inverni piuttosto miti, ma sopratutto estati tendenzialmente più calde, grazie ad una maggiori invadenza dell’alta pressione (Nord Africana) sull’area del mediterraneo, mentre episodi di NINA strong sopratutto in inverno favoriscono periodi di siccità sull’area del Mediterraneo centro-Occidentale anche in questo caso dovuti ad una maggior ingerenza anticiclonica sull’Europa centro-Occidentale, in ogni caso proprio per la propria posizione latitudinare, l’indice ENSO ha effetti che non si limitano certamente all’area del Pacifico, ma che si estendono su scala globale e anche in Europa qualora presenti valori accentuati delle anomalie termiche, ossia durante episodi di NINO e NINA moderati o forti, i propri effetti possono certamente superare quelli indotti dall’indice AMO.
La MJO (Madden Julian Oscillation) è un’altro importante indice climatico che ha un’influenza sul clima globale, di conseguenza anche il clima alle nostre latitudini in quanto influenza la posizione latitudinare della cella di Handley, di conseguenza la modulazione delle onde di Rossby alle medie latitudini, la MJO influenza anche sull’altezza della tropopausa equatoriale interagendo in questo modo anche sulla circolazione BDC stretosferica. Questo indice compie un ciclo completo mediamente in circa 40-50 giorni, si tratta di una sorta di onde temporalesche che percorrono il globo da Ovest verso Est, risulta essere particolarmente attiva tra l’oceano Indiano e l’oceano Pacifico e poco attiva sul settore Atlantico, tale indice è strettamente legato ad altri indici, come all’indice QBO e sopratutto all’indice ENSO, sia per la propria intensità, sia per la propria durata, di conseguenza la combinazione di questi importanti indici non sempre da gli stessi identici effetti alle nostre latitudini. Fino al 1971 si credeva che le dinamiche meteorologiche alle latitudini equatoriali fosse casuali, nel 1971 Roland Madden e Paul Julian notarono un oscillazione periodica di 40-50 giorni misurando le anomalie dei venti zonali sul Pacifico equatoriale, oggi il ciclo viene suddiviso in 8 fasi e forniscono informazioni sulla direzione dei venti, sulle precipitazioni, sulle temperature superficiali del mare e sull’evaporazione. Le otto fasi in qui si declina rappresentano una specifica localizzazione della convenzione tropicale.
Queste animazioni rendono bene l’idea del processo della MJO, di come la propria influenza non sia limitata alle regioni tropicali ma bensì si estenda a livello globale, nella seconda immagine la linea continua rappresenta una diminuzione delle precipitazioni mentre la linea tratteggiata determina un aumento, inoltre rappresenta il settore dei venti e la funzione di corrente (stream function) nell’alta troposfera mentre in questa prima immagine il blu rappresenta l’area di convenzione a causa di un inversione degli Alissei, venti Occidentali in contrasto con gli Alissei, più intensi (area rossa).
Flavio Scolari
Previsioni meteo Italia dal 28 dicembre 2011 al 01 gennaio 2012
Dicembre 26, 2011 by scolari
Filed under Previsioni, Previsioni Fine Settimana
Previsioni meteo Italia dal 28 dicembre 2011 al 01 gennaio 2012
Mercoledi 28 dicembre 2011
Prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso sulle regioni Settentrionali, lungo le regioni del medio-alto Tirreno e sulla Sardegna, parzialmente nuvoloso lungo il medio-basso Adriatico e sulla Campania con schiarite più ampie dal pomeriggio.
Nuvolosità più intensa sulla Sardegna e sulla Calabria con precipitazioni anche a carattere temporalesco.
Venti da deboli a moderati, prevalentemente dai quadranti Orientali o Sud Orientali sul mar Ionio, prevalentemente dai quadranti Nord Orientali sul mar Tirreno, dai quadranti Settentrionali sul medio-basso Adriatico, dai quadranti Nord Occidentali sul medio-alto Adriatico.
Temperature in generale aumento, sopratutto sulle regioni del centro-Nord e sulla Sardegna.
Attendibilità: media.
Giovedi 29 dicembre 2011
Rapido peggioramento sulle regioni di Nord Est, sulla Toscana, sulla Liguria e sull’Emilia Romagna con pioggie sparse già dalla mattinata.
Parzialmente nuvoloso sulle regioni di Nord Ovest, sulle regioni centrali, sulla Sardegna e lungo le regioni del medio-basso Adriatico con schiarite più ampie il mattino, nel corso del pomeriggio prime precipitazioni anche sulle regioni centrali e sulla Sardegna Occidentale.
Nuvolosità da variabile a intensa sulla Sicilia e sulla Calabria con alcune precipitazioni sparse, più probabili sulla porzione Occidentale e Settentrionale della Sicilia e sulla Calabria Tirrenica.
Venti perlopiù deboli, dai quadranti Sud orientali sul mar Ionio e sul medio-basso Adriatico, dai quadranti Sud Occidentali sul medio-alto Tirreno, di direzione variabile sul medio-basso Tirreno e sul medio-alto Adriatico.
Temperature in generale calo, sopratutto dalla sera.
Attendibilità: media.
Venerdi 30 dicembre 2011
Prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte delle regioni Settentrionali, qualche annuvolamento sulla Toscana il mattino, sul Triveneto e lungo le pre-Alpi, nuvolosità più importante sul Settore Alpino con nevicate portate da Nord lungo le Alpi di confine.
Nuvolosità da variabile a intensa sulle regioni del centro-Sud e sulle isole maggiori, precipitazioni sparse sulle regioni Meridionali, sulla Sardegna Occidentale e sulla Sicilia, possibili il mattino anche lungo le regioni del medio-Adriatico con neve in calo fino a basse quote.
Deboli venti Sud Occidentali sul mar Ionio, venti moderati sul mar Adriatico, prevalentemente dai quadranti Nord Occidentali sul medio-basso Adriatico, dai quadranti Settentrionali sul medio-alto Adriatico, venti Settentrionali moderati sul medio-alto Tirreno, venti Nord Occidentali forti sul medio-basso Tirreno.
Venti Nord Occidentali da forti a tempestosi sul canale si Sardegna e sui mari ad Ovest della Sardegna.
Temperature in generale calo.
Attendibilità: media.
Sabato 31 dicembre 2011
Prevalentemente poco nuvoloso lungo le regioni del medio Adriatico, parzialmente nuvoloso sulle restanti regioni del centro-Nord, sulla Campania, sulla Basilicata e sulla Puglia con annuvolamenti alternati ad ampie schiarite.
Variamente nuvoloso sulla Calabria, sulla Sardegna e sulla Sicilia con precipitazioni sparse più probabili sulla Calabria Tirrenica, sul Nord della Sicilia e sulla Sardegna, alternate a poche e brevi schiarite più probabili sulla Calabria Ionica e sul Sud della Sicilia.
Annuvolamenti a tratti estesi anche lungo le pre-Alpi, nuvolosità più intensa sul settore Alpino con nevicate portate da Nord lungo le Alpi di confine.
Venti da deboli a moderati, dai quadranti Meridionali sul medio-alto Tirreno, dai quadranti Nord Occidentali sul medio-basso Tirreno, sul mar Adriatico e sul mar Ionio, venti Nord Occidentali forti sul canale di Sardegna e sui mari ad Ovest dell’isola.
Temperature in generale lieve aumento.
Attendibilità: media.
Domenica 01 gennaio 2012
Migliora sulle regioni del centro-Sud, sulla Toscana e sull’Emilia Romagna con prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso già dalla mattinata, ultimi annuvolamenti residui sul versante Adriatico il mattino, parzialmente nuvoloso sulla Sardegna ma senza precipitazioni significative.
Annuvolamenti sulle regioni Settentrionali per il transito di una nuova perturbazione a Nord delle Alpi, annuvolamenti più estesi dal pomeriggio sul Nord del Piemonte, Nord della Lombardia e sul Triveneto, nuvolosità più intensa sul settore Alpino con nevicate portate da Nord sopratutto dal pomeriggio sulle Alpi di confine.
Venti da deboli a moderati, dai quadranti Settentrionali sul medio-basso Adriatico, dai quadranti Nord Orientali sul medio-alto Adriatico, dai quadranti Sud Orientali sul medio-alto Tirreno, dai quadranti Nord Occidentali sul basso Tirreno.
Venti Nord Occidentali da moderati a forti sul mar Ionio, forti sul canale di Sardegna e sui mari ad Ovest dell’isola.
Temperature in generale lieve aumento.
Attendibilità: bassa.
Previsione elaborata il: 26 dicembre 2011
Flavio Scolari
Previsore STAFF meteogelo.com





















