UNO SGUARDO AI MODELLI
A breve viene confermata l’intensa ondata di maltempo che colpirà quasi tutta la penisola, nord e tirreniche in primis. Essa sarà causata da un’intensa depressione centrata dapprima tra il Golfo del Leone e quello di Genova.
In questa prima fase le piogge maggiori le ritroveremo al nord e sulle tirreniche a causa dell’intenso richiamo sciroccale
Successivamente la struttura evolverà verso est estendendo le precipitazioni sul resto della penisola
Nel medio dovremmo assistere ad una distensione del getto che ci porterebbe ad una breve fase di Nao + con circolazione classica: Hp sui paralleli bassi e Lp su quelli alti.
Andando sul long possiamo notare come sia sempre prevista la fase di AO- ma essa pare ridotta come entità.
E’ evidente come il Vp sia meno disturbato di quanto previsto nei giorni scorsi.
Giudico positivo questo fatto poiché un intenso picco negativo ora poteva significare avere per più di 40 giorni valori negativi di AO ( studio di B/D) la situazione avrebbe poi avuto un capovolgimento di fronte nei mesi più produttivi: fine dicembre/metà febbraio. Sembra ci sia comunque, la possibilità di avere qualcosa di più fresco verso la metà del mese, ed è evidente dalle carte postate, ma io ci andrei con i piedi di piombo vista ormai la tendenza all’”iberizzazione” di ogni affondo meridiano. Credo che ci sarà un raffreddamento ma niente di eclatante. In fin dei conti possiamo aspettare
Pasquale Contento
I buchi neri
Ottobre 20, 2008 by quebec
Filed under Astronomia
Il nome Buco Nero ha sempre suscitato in me un qualcosa di misterioso e affascinante, quasi volesse indicare qualcosa di mostruso.
In fin dei conti però le mie sensazioni non erano molto distante dalla verità poiché i buchi neri sono oggetti misteriosi, in realtà nessuno li ha mai visti, e veri mostri dell’universo.
Ma cos’è in realtà un buco nero?
Esso è un certo tipo di stella che ha raggiunto la fase finale della sua vita.
Ho specificato “un certo tipo” poiché non tutte le stelle, giunte alla fine di quella che viene denominata” sequenza principale” si trasforma in un buco nero. Tutto dipende dalla dimensione iniziale della stella stessa.
Le stelle vivono trasformando l’idrogeno, il loro componente principale, in elio. Questa trasformazione avviene fondendo 4 atomi di idrogeno per formare un atomo di elio. L’idrogeno ha un peso atomico di 1.00794 amu ( unita di massa atomica) che moltiplicato per 4 fa 4.03176 amu. Ma un atomo di elio pesa 4.002602 amu, mancano all’appello 0.029158 amu.
Questa massa mancante è quella che viene trasformata in energia seguendo la famosa formula di Einstein E=M*C² dove E sta per energia M è la massa e C è la velocità della luce al quadrato. Esso è il motore dell’universo a noi noto e rappresenta il miglior modo per produrre energia pulita finora conosciuto: la fusione nucleare.
Per vincere la forza repulsiva degli elettroni e dei protoni presenti nei singoli atomi di idrogeno, si ha bisogno di molta energia, essa è data dal calore del nucleo stellare che si trova a temperatura di diversi milioni di gradi centigradi.
In realtà le stelle, come molte altre cose, si reggono sul bilancio di due forze contrapposte: quella gravitazionale che tende a far collassare la stella, e quella dell’immensa energia proveniente dal nucleo che tende a farla espandere. Le alte temperature del “core” vengono raggiunte sfruttando il collasso gravitazionale che comprimendo il gas fa aumentare a dismisura la sua temperatura.
Una volta raggiunta la temperatura di innesco, parte la fusione che arresta il collasso gravitazionale e mette l’intera struttura in equilibrio.
Tale stato dura fin quando nella stella c’è idrogeno da fondere. Al contrario di quanto si possa pensare le stelle medio-piccole come il nostro sole, sono molto parsimoniose e impiegano diversi miliardi di anni per esaurire le proprie riserve. Le stelle molto grandi( giganti azzurre) invece bruciano la loro energia in molto meno tempo.
Comunque ad un certo punto il combustibile finisce e con esso termina la fusione, la stella subisce un violento collasso che fa aumenta re a dismisura la temperatura innescando la fusione dell’elio. Tale comportamento si ripete numerose volte ma più gli atomi da fondere sono pesanti più elevata e l’energia necessaria e minore e quella ricavata. Dopo la fusione del ferro l’energia necessaria è maggiore di quella ricavata, l’equilibrio non regge più e il collasso gravitazionale non ha ostacoli.
Qui entra in gioco la massa iniziale. Se parliamo di stelle fino a 1.5 masse solari il collasso continua fino a quando tutti gli elettroni vengono svincolati dalla forza attrattiva degli atomi, essi liberi di rimbalzare dovunque danno equilibrio alla struttura. Il risultato è una nana bianca, grande come un pianeta ma avente la stessa massa iniziale e una temperatura elevatissima.
Se la massa è invece superiore a 1.5 masse solari il violento collasso farà esplodere la parte superiore della stella formando quel meraviglioso quanto terribile spettacolo, conosciuto come supernova. Gli elettroni liberi non sono sufficienti ad arrestare la caduta gravitazionale che si fermerà solo quando sia gli elettroni che i protoni perderannoo la loro carica trasformando la stella in un ammasso di neutroni che liberi da ogni vincolo elettromagnetico che riusciranno a fermare il collasso gravitazionale. Il risultato è una stella di neutroni che contiene l’equivalente di due o tre soli nella dimensione di una montagna. Potete immaginare quanto sia potente la sua attrazione gravitazionale. Da notare che per il principio di conservazione del momento angolare” in un corpo ruotante il prodotto tra il suo raggio e la sua velocità di rotazione è una costante”, la velocità a cui ruotano queste stelle è quasi relativistica essendosi il suo raggio ridotto in maniera abnorme.
Ma se la massa iniziale supera le tre masse solari? Nulla arresterà il collasso la stella si ridurrà talmente tanto che la velocità di fuga supererà quella della luce e quindi sparirà dalla vista. Solo l’immane attrazione gravitazionale sarà il segno della sua presenza. Si è fermato un buco nero che attrarrà a se ogni cosa passi nelle sue vicinanze.
In base alla teoria della relatività ogni corpo avente massa, curvo lo spazio/tempo intorno a se, ora una massa enorme concentrata in un piccolo spazio, come un buco nero esercità una curvatura infinita dello spazio/tempo. Praticamente se potessimo avvicinarci, rimanendo illesi, ad un simile oggetto, il tempo si fermerebbe o potrebbe addiruttura tornare indietro. Ciò è possibile poichè, sempre secondo Einstein, il tempo non è una costante ma è inversamente proporzionale alla velocità. A 300.000 km/sec. esso è uguale a zero. Siccome i buchi neri probabilmente ruotano a velocità superiori, si potrebbero creare quelli che i fisici chiamano “cunicoli temporali” mediante i quali sarebbe possibile tornare indietro nel tempo. C’è ancora molto da scoprire sui buchi neri ma , anche con quello che si conosce, essi sono gli oggetti più affascinanti nell’universo a noi noto.
Pasquale Contento
Previsioni Meteo Estate 2008
Maggio 27, 2008 by quebec
Filed under Previsioni
In questo articolo vorrei provare a fare, quasi per gioco, una previsione sul possibile comportamento della prossima estate.
Innanzitutto c’è una grossa differenza tra una previsione a breve /medio raggio e una stagionale. La prima è del tipo DETERMINISTICO, cioè si inizializza un modello matematico con il max dei dati a disposizione e poi lo si fa girare (run).
Le migliaia di equazioni matematiche che lo compongono alla fine in base ai dati di input, DETERMINANO quale sarà il futuro previsionale. E’ ovvio che più si va in la con il tempo più l’approssimazione e gli errori aumentano, ne consegue che oltre un certo punto( 10/15gg) il risultato non ha più senso. Le previsioni stagionali qundi non possono sfruttare i principi deterministici e si affidano principalmente alla statistica. Si ,prendono in esame anni passati le cui condizioni sono abbastanza simili a quello in corso e si cerca di estrapolare la tendenza futura. E’ ovvio che in questo caso le difficoltà sono anche maggiori poichè statisticamente, si può risalire indietro di circa 60 anni che sono un’inezia rispetto alla durata e alla complessità dei cambiamenti climatici, comunque proviamoci anche qua a meteogelo.
Uno dei parametri che più influenzano le varie disposizioni bariche, che poi determinano il tempo che fa, sono le temperature oceaniche. Di conseguenza ho pensato di utilizzare le variazioni ENSO, PDO e AMO. Ce ne sarebbero tanti altri, come MJO, ma, le continue variazioni e la piccola mole di dati in possesso non le rende utilizzabili al momento. Ciò non toglie che potremmo utilizzarle quando ci avvicineremo al periodo in oggetto utilizzando gli outlook previsionali a disposizione. Un altro paramentro che ha grossa influenza è la QBO per cui mettiamo anche essa nel calderone.
Dopo un analisi è emerso che sei anni hanno un andamento Enso e QBO simile al 2008, ovviamente simile perchè di uguale a partire dagli anni 50 non ve ne è. Essi sono il 1951, 1971, 1975, 1985, 1989, 1999.
Se analizziamo il comportamento della presione a 500hpa da inizio anno fino al 20 maggio, emerge che gli anni più simili al 2008, sono stati il 1975 e l’89. Entrambi ebbero estati fresche specie il 75 nel quale, un’alta pressione con massimi tra l’Inghilterra e la Norvegia, lasciò tutto il bacino del mediterraneo in balia delle basse pressioni. Nel 1989 l’alta si dispose lungo i meridiani, con massimi sulle isole britanniche, i mesi più freschi furono iugno ed agosto, mentre luglio fu più caldo e soleggiato. In complesso fece, però, meno fresco del 1975.
Se inseriamo anche i valori AMO e PDO, la situazione cambia. Nel 1975 entrambi furono negativi per tutto l’anno, mentre nel 1989 il primo risultò negativo fino a maggio, il secondo fino ad aprile. Nel 2008 l’AMO è stato positivo, anche senza valori eccezionali, per tutti i primi 4 mesi ( maggio non è ancora disponibile) mentre il PDO è invece negativo.
In conseguenza di quanto detto l’anno, tra quelli in oggetto, che più assomiglia al 2008, dal punto di vista teleconnettivo, è il 1999. L’estate di allora fu leggermente più calda della norma specie al centro sud, soprattutto nei mesi di giugno ed agosto. In luglio i valori più elevati di gtp e il caldo furono appannaggio del nord.
Considerando quanto detto penso che l’estate prossima sarà anche essa leggermente più calda della norma, specie nel mese di giugno, dove, complice una ITCZ molto più bassa della norma intorno ai 15° di latitudine ovest( al largo delle coste portoghesi) sarà favorita la presenza della falla iberico-portoghese con le conseguenze note ai più.
Questa situazione dovrebbe allentarsi in luglio e agevolare l’ingresso di correnti più fresche che porteranno diffusi fenomeni temporaleschi ed un rientro delle temperature nella norma.
In agosto la situazione è più complicata perchè statisticamente si presenta il massimo del caldo, specie nella seconda decade, credo però che, stante un valore ENSO molto più basso del 1999 e un PDO anch’esso minore, le condizioni instabili del mese precedente possano essere accentuate dando al mese una componente marcatamente temporalesca, specie lungo le dorsali montuose. Ai posteri l’ardua sentenza.
Pasquale Contento














