Alta pressione Russo-Siberiana
Alta pressione Russo-Siberiana dominatrice assoluta della scena Europea nei prossimi giorni.
Orso Russo decisamente aggressivo e minaccioso. Anche l’Italia potrebbe essere interessata da una fase gelida e nevosa rilevante tra la fine del mese e la prima parte di Febbraio.
Temperature massime attualmente previste per venerdi 03 febbraio 2012.
Temperature minime attualmente previste per venerdi 03 febbraio 2012.
Al momento probabilita’ in deciso aumento circa il verificarsi di un lungo periodo estremamente rigido (60%), ma c’è ancora qualche nodo da sciogliere, come è normale che sia in queste situazioni bariche piuttosto rare e particolari.
Ben ritrovati a tutti.
E’ con forte emozione che mi appresto a scrivere questo intervento. Tutti coloro che seguono la Meteo sanno benissimo che questi sono giorni di passione per i freddofili-nivofili italiani, perchè dopo tantissimi anni, è tornato prepotentemente alla ribalta sullo scacchiere Europeo il famigerato “Orso Russo” (Alta Pressione Russo-Siberiana).
Mentre io scrivo queste righe, il “Mostro gelido” sta iniziando a prendere possesso di gran parte dell’Europa orientale, con valori termici che nei prossimi giorni saranno da record e accompagnati da fenomeni nevosi assai intensi, in molte circostanze si trattera’ di veri e propri “Blizzard” (Tormente di neve).
L’evento, che in molti cercano egoisticamente solo nel proprio “Giardino”, in realta’ è gia’ arrivato, si, perchè a prescindere dagli effetti che si avranno sul Mediterraneo e sull’Italia, è davvero raro vedere isoterme tra i -24 ed i -28 a 850 hpa (1200 mt circa) appena ad Est della nostra penisola:
L’assalto gelido potrebbe dunque con tutta probabilita’ assumere i caratteri di vero e proprio evento storico eccezionale per molte nazioni Europee e potrebbe trattarsi dell’ondata di gelo e neve piu’ intensa degli ultimi 50 anni, con tutte le conseguenze del caso, purtroppo anche negative per molti.
Ora, dopo una doverosa panoramica a livello generale, cerchiamo di capire se anche la nostra mite Italia piombera’ nel gelo tra qualche giorno.
Ebbene, i principali centri di calcolo, mostrano al momento una precisa linea previsionale, condivisa da tutti, almeno sino alle 120 ore, con Orso in avanzamento verso Ovest e con una bassa pressione attiva sul Mediterraneo che potrebbe fungere da calamita al grande gelo:
Dopo questo range temporale, molti modelli divergono: Alcuni vedono un interessamento diretto dell’Italia, ed in questo caso i disagi per gelo e neve potrebbero essere molti, altri invece propenderebbero per uno scivolamento piu’ a Nord del nocciolo gelido, con principale interessamento delle regioni Settentrionali e del centro Europa.
Da cosa dipendono queste divergenze?
L’ago della bilancia sara’ rappresentato dall’asse che andra’ ad assumere l’Hp delle Azzorre e dall’attivita’ del VC (Vortice Canadese). Al momento, sembra che il Canadese tendera’ ad arricciarsi su se stesso, favorendo una pulsazione dinamica verso Nord dell’Hp delle azzorre che andrebbe cosi ad unirsi al potente anticiclone Russo. In questo caso, la retrogressione sarebbe cosa fatta, ed in molte zone d’Italia si potrebbero battere diversi record di freddo con annesse estese nevicate su gran parte del territorio nazionale, anche in pianura:
Vi è comunque sempre la possibilita’ che il ponte possa non tenere sufficientemente, in quel caso, il grande gelo non arriverebbe, ma si potrebbe comunque beneficiare di qualche episodio invernale degno di nota. Detto in tutta onesta’, non credo assolutamente ad un “Nulla di fatto”, a mio parere,l’inverno stavolta colpira’, potrebbe colpire duro, ma anche durissimo, quando l’Orso si affaccia cosi deciso verso Ovest, lascia sempre il segno.
A Novembre parlai dell’Ombra Dell’Orso, alcuni giorni fa scrissi un editoriale intitolato “Il Respiro Dell’Orso” ed oggi eccomi qui a presentarvi “Il Ruggito Dell’Orso”. Io mi auguro di scrivere presto l’ultimo editoriale di questa straordinaria serie, ossia “La Zampata Dell’Orso”, perchè cio’ significherebbe che l’evento sara’ davvero imminente, questa volta non a livello Europeo, ma proprio nella nostra amata Italia.
Il respiro dell’Orso iniziera’ a farsi sentire in Italia gia’ nel Week End, quando inizieranno a fluire sulla nostra penisola venti orientali che associati ad uno scorrimento di aria umida al di sopra di essi causeranno un importante peggioramento nevoso sul Nord Italia, specie sul settore di Nord Ovest, con forti nevicate e accumuli anche consistenti (In Piemonte si potrebbero avere tra sabato e lunedi 20-25 cm di Neve in pianura).
Ma noi siamo qui, tra sogno e realta’, ad attendere la ben piu’ pesante azione dell’Orso, “La Zampata Dell’Orso” per l’appunto, magari anche con un po’ di egoismo, perchè per noi sarebbe facile goderci la neve dalle finestre delle nostre case calde, ma chi una casa non ce l’ha, potrebbe soffrire e tanto in simili condizioni atmosferiche. Quindi un pensiero va a tutte quelle persone che non hanno una dimora e che nei prossimi giorni potrebbero patire non poco gli effeti di un’ondata di freddo che potrebbe presentare anche caratteristiche di eccezionalita’.
In quanto a noi, amanti sfegatati della Dama Bianca, non ci resta che attendere, qualcosa di molto grosso è dietro l’angolo, ma vi dico in tutta onesta’, che se alla fine entrasse anche solo una minima parte di quell’aria gelida, ci sarebbe comunque modo di divertirsi lo stesso:
Ed ora il calcolo delle probabilita’ degli eventi:
Probabilita’ evento freddo rilevante: 35%
Probabilita’ evento freddo eccezionale: 25%
Probabilita’ evento freddo storico: 20%
Probabilita’ evento freddo debole: 10%
Probabilita di totale assenza di episodi freddi: 10%
Allacciate le cinture, l’inverno sta partendo, e potrebbe andare molto, molto forte….
Auguro a tutti, “bianchi” giorni di passione.
Autore: WALTER LANCIANI
Il Respiro Dell’Orso
Preparatevi, presto potrei farvi una bella visita !!!
Orso Russo in decisa affermazione sull’Est Europa, molti fattori inducono a pensare che il suo respiro possa arrivare fino al Mediterraneo tra la fine del mese e l’inizio di Febbraio
Ipotesi suggestiva ma non remota, il Canadese dovrebbe perdere d’intensita’ favorendo l’affermazione dell’Alta Russa su gran parte dell’Europa
Salve a tutti.
A Novembre effettuai una proiezione riguardo la possibile affermazione ed espansione della figura barica piu’ amata dai freddofili-nivofili italiani: L’alta pressione russo-siberiana, denominata in gergo meteorologico “Orso”.
Ricordo che diedi un nome ben preciso alla mia analisi, per rendere maggiormente l’idea di cio’ che volevo intendere, il titolo dell’articolo era “L’Ombra Dell’Orso”, in quanto questa figura era ancora assai lontana e lasciava solo intravedere alcuni suoi possibili movimenti futuri sullo scacchiere Europeo, un qualcosa di ancora molto lontano, che poi, anche a causa delle vicende stratosferiche non ebbe modo di mostrare per l’appunto nemmeno la sua ombra.
Tutti infatti siamo a conoscenza del fatto che la prima parte d’inverno è stata fortemente compromessa a causa del potente cooling stratosferico che ha causato il superamento critico della soglia del Nam con successivo precondizionamento dei seguenti 60 giorni. Nella mia analisi di Novembre pero’, oltre ad indicare , come possibile periodo clou per l’arrivo dell’Orso, il periodo compreso tra il 15 Dicembre ed il 10 Gennaio, feci anche un chiaro ed inequivocabile riferimento a Febbraio, lasciando intendere che la tanto agognata alta russa, avrebbe potuto influenzare le sorti meteorologiche Europee anche e soprattutto nella seconda parte dell’Inverno.
Ma veniamo al punto: Perchè dall’ombra siamo passati al respiro?
Perchè da alcuni giorni, i principali Gm mostrano per la fine del mese (Dal 26 in poi) la formazione e la decisa affermazione dell’Orso sull’Est Europa, con possibile successvia espansione verso l’Europa centrale e con probabile coinvolgimento anche del Mediterraneo (ancora ovviamente da confermare).
Questo lo scenario mostrato dal prestigioso modello Europeo di Reading: Alta pressione Russa in grande spolvero:
Anche il famoso modello Americano Gfs vede la formazione di un’alta russa d’altri tempi:
Nogaps, modello americano della marina statunitense, concorda con i due principali centri di calcolo:
Un altro modello assai attendibile, Ukmo, intraprende la stessa strada degli altri 3 modelli appena elencati:
Ma da cosa potrebbe dipendere l’arrivo di questa figura?
Innanzitutto da un calo delle vorticita’ zonali, indotte da un Canadese indomito e sempre pronto a sfornare basse pressioni guastafeste, poi, volendo parlare di indici, balza all’occhio il calo della Ao, la neutralita’ della Nao, la Mjo in fase 6 (Prossimamente con tutta probabilita’ in magnitudo 7), un quadro delle SSTA in via di miglioramento, ed il cambio definitivo di segno della Qbo da positivo a negativo a tutte le quote.
Lo svuotamento dei centri depressionari presenti sul Canada permetterebbe all’anticiclone delle azzorre di ergersi finalmente verso Nord, andando a stringere la mano al collega russo, formando il tanto desiderato ponte di Wejkoff (Unione tra alta pressione delle azzorre ed alta pressione russa per l’appunto). Questa configurazione è quella piu’ desiderata in inverno dagli amanti della neve poichè consente con la sua particolare disposizione barica la retrogressione di nuclei di aria gelida che stazionano ad Est.
Talvolta le retrogressioni possono risultare molto intense, apportando ondate di freddo e neve anche rilevanti. L’esempio piu’ recente di influenza dell’orso russo risale pensate all’ormai lontanto 1996. Era il mese di Dicembre e il Burian (il vento gelido proveniente dalle steppe siberiane) interesso’ gran parte della penisola, specialmente le regioni centro settentrionali, dove le temperature restarono sotto zero anche nelle ore centrali della giornata.
Andando piu’ a ritroso nel tempo, non si puo’ di certo dimenticare l’inimitabile Febbraio del 1956, quando un Orso veramente prepotente regalo’ agli annali della meteo l’evento nevoso piu’ intenso e duraturo. Il 1956 risulta eccezionale anche per l’estensione e la ripetitivita’ dei fenomeni nevosi, che colpirono praticamente l’intera penisola, senza risparmiare neppure le isole.
Tornando al punto del discorso, l’affievolimento del Canadese, anche fisiologico per certi versi, spianerebbe dunque la strada al “Mostro Bianco”
Ma se il Canadese non dovesse cedere?
Al momento in realta’ crediamo e credo personalmente che il Vortice Canadese non potra’ continuare questa sua attivita’ ancora a lungo, ma se la natura vorra’ che perseveri nella sua azione allora le chanches dell’arrivo dell’Orso diminuirebbero esponenzialmente, per ovvi motivi.
In conclusione, la seconda parte della stagione sembra gettare le basi per un arrivo, seppur assai in ritardo, del vero inverno. L’orso corre verso Ovest, quasi come a rendersi conto che è in imperdonabile ritardo sulla tabella di marcia invernale, speriamo che nella sua corsa non trovi nessun ostacolo e confidiamo che dopo l’ombra ed il respiro, tra qualche giorno si possa parlare del ruggito dell’orso, perchè significherebbe che, il candido animale, sarebbe finalmente tornato dopo tanti anni a farci visita.
Noi, appassionati di neve ed amanti del freddo, lo attendiamo ovviamente a braccia aperte, e chissa’ che non possa regalarci bianche emozioni d’altri tempi.
Autore: WALTER LANCIANI
Catena sottomarina all’ origine dello scioglimento dei ghiacci in Antartide?
Gennaio 15, 2012 by natoxcorrere
Filed under Clima, Modelli
L’ assottigliamento dei ghiacci nell’ Antartide occidentale è sotto i riflettori, e sta contribuendo ad un innalzamento del livello del mare. Gli scienziati hanno identificato nel Pine Island Glacier ( PIG) come una delle principali fonti di quanto sta avvenendo.
Una nuova scoperta del “British Antartic Survey” aggiunge un contributo interessante a questo fenomeno.

Temperature globali negli ultimi 4 milioni di anni
La scoperta è stata fatta nel mare di Amudsen, utilizzando “Autosub”, un veicolo sottomarino, che ha esplorato i fondali del PIG. In sostanza, è stata scoperta una catena montuosa sottomarina, che, secondo le misure del centro, si è innalzata di 300 m dal fondo del mare.
Sembrerebbe che gli effetti siano stati la maggior velocità di movimento del ghiacciaio, negli ultimi 10 anni.
Questo ha permesso all’ acqua di mare , relativamente calda, di scorrere oltre il crinale, in una cavità, esponendo, in questo modo, un’ area doppia della banchisa, verso l’ Oceano.
Uno degli autori principali della scoperta è il Dr. Adrian Jenkins, scevro da ogni sospetto di “scetticismo”.
In un’ intervista ha dichiarato :” La scoperta della dorsale ha sollevato nuovi interrogativi sul fatto che l’attuale perdita di ghiaccio da Pine Island Glacier è causato dai cambiamenti climatici. C’è da capire se i recenti cambiamenti potrebbero essere la continuazione di un processo a lungo termine che ha avuto inizio quando il ghiacciaio staccato dalla cresta. Noi non sappiamo cosa abbia datol’ avvio alla ritirata iniziale dalla cresta, ma sappiamo che è iniziato qualche tempo prima del 1970. Da osservazioni dettagliate di Pine Island Glacier, la ritirata è iniziata solo nel 1990; ora abbiamo bisogno di utilizzare altre tecniche come l’analisi del nucleo del ghiaccio e modelli al computer per guardare molto più avanti nella storia del ghiacciaio, al fine di capire se quello che vediamo oggi fa parte di una lunga tendenza a lungo termine di contrazione del ghiaccio. Questo lavoro è di vitale importanza per valutare il rischio di potenziale diffuso collasso del e Ovest dei ghiacciai antartici “.
Il Co-autore Stan Jacobs aggiunge: “Dal momento che le nostre misurazioni sono le prime nel Mar Amundsen, e stimando i contributi recenti in Antartide, si è osservato un aumento del livello del mare, che è passato da quasi zero a valori significativi e risulta in aumento”.
Questa scoperta aggiunge un altro tassello alla conoscenza della problematica, e potrebbe dare un importante contributo alle discussioni sul tema.
Fabio Febbraio













