Un bianco febbraio

Gennaio 30, 2012 by scolari  
Filed under Clima, Modelli

NEVE E GELO FORTI IN ARRIVO !!!

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Siamo di fronte ad uno degli eventi meteo piu’ significativi della storia recente della Meteorologia.

Un lago gelido di proporzioni immani prendera’ possesso di tutta l’Europa. In Italia attese temperature record e nevicate, anche in pianura su moltissime regioni, specialmente su quelle centrali. Possibili nevicate anche sulla Capitale. Un evento che si candida ad essere il piu’ freddo degli ultimi 50 anni e paragonabile , come dinamica barica,al mitico 1956.

SanPietro

La cupola di San Pietro innevata, la vedremo cosi nei prossimi giorni?

Un carissimo saluto a tutti.

Ebbene si, ci siamo. Non nascondo la mia emozione, mentre scrivo questa mia analisi. Siamo alle porte di un vero e proprio evento con la “E” maiuscola, un evento che aspettavamo da anni, quell’evento che si ricerca freneticamente ogni giorno d’inverno nelle varie emissioni modellistiche, quando per sfuggire alla cruda realta’ dell’Hp , si fantastica con la mente e si vanno a cercare ondate di gelo che i modelli presentano spesso, ma solo nei Fantameteo piu’ “Hard”, sogni che poi svaniscono, sistematicamente, ogni volta che ci si avvicina all’evento. E allora ecco che inizia lo schizzofrenico balzo da un modello all’altro, da un forum all’altro, alla ricerca della notizia che faccia sperare, che faccia sognare. Ma finalmente , dopo anni di delusioni, di attese, di sogni infranti, l’italia, per la grande gioia dei Freddofili – Nivofili italiani, si appresta a vivere una delle fasi fredde e nevose piu’ cruente degli ultimi 50 anni.

Laddove non vi sara’ Neve, ci saranno temperature da gelo record, pertanto l’evento potrebbe tranquillamente assumere caratteri diversi, a seconda delle regioni. Potrebbero cadere record di freddo storici (Questo per quanto concerne le regioni del Nord), mentre per quelle centrali il record potrebbe essere rappresentato dagli accumuli nevosi, consistenti anche al piano e localmente sulle coste. Per il meridione la fase fredda sembra essere al momento meno intensa, ma anche qui non mancheranno occasioni per nevicate, anche a quote molto basse.

Ma da cosa dipendera’ questa fase gelida?

A Novembre, in una mia analisi dissi che L’Orso Russo, si sarebbe affacciato con tutta probabilita’ sull’Europa nel mese di Febbraio ed oggi confermo cio’ che dissi tre mesi fa: Un’imponente alta pressione Russa, si portera’ con prepotenza verso Ovest, con un movimento veramente d’altri tempi e con valori pressori notevoli (Intorno ai 1060 hpa!). Sul suo bordo meridionale, scorrera’ una massa d’aria gelidissima, il Burian. Il Burian è un vento che proviene dalle lontane steppe siberiane e che accompagna le tormente di neve soffiando impetuosamente col suo alito gelido. Questa tipologia d’aria presenta una particolare caratteristica: Essendo densa e pellicolare, sono gli strati piu’ bassi e non quelli piu’ alti a baneficiare di temperature bassissime che, sovente, grazie a questo fenomeno assai raro negli ultimi anni dalle nostre parti, risultano per l’appunto piu’ basse al suolo che in quota (850 hpa). Questa è in assoluto la configurazione piu’ gelida e nevosa, con l’Hp delle Azzorre che si erge verso Nord e va ad unirsi al collega Russo Siberiano, favorendo la retrogressione verso Ovest di masse d’aria estremamente gelide, responsabili di tormente di neve su molte zone del vecchio continente. Quando il Burian si affaccia sull’Europa, è capace di portare giornate di ghiaccio con temperture negative anche nelle ore centrali del giorno, anche in citta’ dove solitamente si fatica a scendere sotto zero perfino di notte.

In Italia, grazie a questa particolare disposizione barica sopra descritta, gia’ da domani inizieranno a fluire correnti gelide da Est che poi si intensificheranno nel corso della settimana, raggiungnedo l’apice probabilmente tra Domenica e Lunedi prossimi quando al Nord, in alcune localita’, si potrebbero registrare valori prossimi ai -20° C anche in pianura!

Se il Nord sara’ alle prese con un gran gelo, al Centro Sud non andra’ certo meglio. Qui sara’ la Neve la vera protagonista della settimana, con episodi rilevanti che potrebbero tra l’altro imbiancare molte citta’, tra cui anche la Capitale.

A dire il vero, anche il Nord, specialmente il settore di Nord Ovest, dopo una temporanea tregua, vivra’ nuove occasioni per nevicate anche importanti nei prossimi giorni, con accumuli che potrebbero essere assai consistenti specie in Piemonte, Valle D’Aosta e Entroterra Ligure. La Neve dovrebbe poi estendersi anche all’Emilia Romagna, fino ad interessare anche le regioni di Nord Est, anche se qui non ci prevedono quantitativi significativi, almeno al momento.

Al centro, tra martedi e giovedi, la neve dovrebbe assestarsi sui 200-300 mt sul Lazio, ma con alta probabilita’ di scedere anche al piano nelle ore piu’ fredde. Nevichera’ invece fino in pianura su Toscana, Umbria e Marche, Abruzzo, con possibile nuova fase ancor piu’ gelida nel week end quando la neve potrebbe scendere copiosa anche su Roma.

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Firenze sotto la neve. Uno scenario che nei prossimi giorni sara’ facile da vedere, non solo nel capoluogo Toscano ma in molte citta’ della regione.

Al Sud la quota neve scendera’ durante la fase piu’ fredda di questa irruzione, e potrebbe anche raggiungere localita’ dove questo fenomeno risulta essere davvero inusuale.

Al momento, la difficile individualizzazione dell’esatta posizione dei minimi barici in formazione ed il loro successivo spostamento, non mi consente per ovvie ragioni di essere piu’ preciso riguardo le quote neve e le zone interessate dai fenomeni nevosi, ma come gia’ detto, si vivranno giorni di passione in moltissime regioni.

Attenzione pero’ perchè questa fase fredda estrema, vista da noi appassionati di gelo e neve come un qualcosa di meraviglioso potrebbe causare non pochi disagi, con possibili interruzioni di linee elettriche, telecomunicative, e soprattutto con seri problemi per chi è costretto a vivere per strada.

L’evento che attendavamo da anni è davvero vicinissimo. Un pensiero a tutti quelli che, come me, hanno sempre sperato di poter vivere una cosa cosi. Godiamocelo tutto questo evento, la natura sta per ripagarci di tante delusioni. Mettetevi comodi signori e signore, lo spettacolo sta per avere inizio, mi raccomando, massimo silenzio in sala.

Febbraio 2012 sara’ ricordato a lungo da tutti noi.

Buona neve e buon gelo a tutti.

Autore: WALTER LANCIANI

Queste evoluzioni, le rivedremo tra molto tempo

Gennaio 24, 2012 by scolari  
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari

Queste evoluzioni, le rivedremo tra molto tempo e intanto piovono record di caldo per il 2011!
Freddo o gelo tra fine gennaio e inizio gennaio, attualmente non si esclude l’evento più significativo degli ultimi 30 anni!

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Gli effetti dello stratwarming che si è manifestato nei giorni scorsi all’interno della stratosfera polare, dovrebbero riuscire a propagarsi almeno in parte all’interno della troposfera coinvolgendo stavolta più direttamente anche l’area Europea, infatti ancora attualmente i modelli continuano a “sfornare” emissioni da sogno per chiunque attende l’inverno in tutto il proprio fascino. Se si verificasse l’evoluzione proposta da diversi giorni dai vari modelli, si rischierebbe di avere una situazione di blocco (pressorico e circolatorio) tra le più significative degli ultimi 30 anni con conseguente “massiccio” afflusso di aria fredda di estrazione continentale, dal punto di vista delle precipitazioni l’evoluzione risulta essere attualmente incerta, precipitazioni nevose più significative sulle nostre regioni ora le si avrebbero in base all’evoluzione prevista da reading, mentre secondo il modello Americano (GFS) qualche precipitazione con neve fino a basse quote le si avrebbero più probabilmente per la giornata di sabato, poi piuttosto freddo, spesso nuvoloso ma senza precipitazioni di rilievo. Attendibilità: media nei prossimi giorni, bassa per l’inizio del mese di febbraio.
Situazione attuale nelle Alpi e in Europa:
A Nord delle Alpi invece sta vivedo una buona stagione sopratutto per quanto riguarda le abbondanti precipitazioni, nelle Alpi centrali (regione del S.Gottardo e Alpi del canton Uri) si sfiorano i 4 metri di neve, mentre nelle Alpi Vallesane, si sono raggiunti i 4 metri e 13 cm, le temperature per contro, dicembre è stato più caldo di circa 3°C a Nord delle Alpi, di 1-2°C a Sud delle Alpi, annualmente il 2011 in Svizzera, in Francia e in Gran Bretagna è stato un anno da primato per quanto riguarda le temperature annue più calde della media, è stato anche un anno molto secco sopratutto al Sud delle Alpi, il 2012 è iniziato molto caldo in Spagna, Sud della Francia e sul Nord Italia, piovosissimo a Nord delle Alpi con precipitazioni portate da Nord che a tratti non hanno risparmiato il versante Sud Alpino con ben 2 eventi di “sfondamento” delle precipitazioni che da Nord riuscivano a valicare le Alpi come se queste non vi fossero, evento piuttosto raro ma che in questo gennaio si è manifestato con frequenza portando addirittura in 2 occasioni anche precipitazioni significative sul versante sottovento, ossia al Sud delle Alpi.

Il caldo 2011 in Svizzera e sulla vicina Italia del Nord:

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Gennaio leggermente fresco con un deficit di -0,5°C, precipitazioni scarse. Febbraio più caldo della media con +2°C. La primavera è risultata essere caldissima con marzo, maggio più caldi di circa +3°C rispetto alla media, mentre aprile è stato un mese da caldo record con +4,8°C superiori alla media, piovosità scarsissima con la siccità più significativa degli ultimi secoli su tutto il terrorio.Giugno leggermente più caldo della media di +0,5°C, piuttosto nuvoloso e instabilà atmosferica frequente, ma piovosità più rilevante nella seconda parte del mese con i primi violenti temporali, luglio invece è stato un mese piovoso e più fresco della media di circa -0,5°C con punte di -1,5°C a Nord delle Alpi, a Sud delle Alpi ha piovuto il triplo di quello che normalmente piove nel periodo con temporali violenti frequenti sia a Nord che a Sud delle Alpi. Agosto caldo con temperature mensili superiori alla media di +3°C, ultimi temporali a inizio mese poi piuttosto secco.

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Complessivamente l’estate 2011 è stata più calda della media in Svizzera di circa +1°C.

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Autunno anche molto caldo ma non da record con temperature superiori alla media di +1,5°C/+2°C superiore alla media, piovosità ridotta, sopratutto a Sud delle Alpi, salvo l’evento contraddistinto da intense precipitazioni per inizio novembre, che tra l’altro ha provocato un evento alluvionale significativo sulla Liguria. L’inverno lo stiamo vivendo attualmente. La stessa evoluzione del 2011 è toccata a molte altre regioni dell’Europa Nord Occidentale come in Francia e in Gran Bretagna per un’area di alta pressione piuttosto invadente sul continente, mentre l’inverno è cominciato in presenza di un VP particolarmente freddo e compatto e dunque una circolazione zonale molto intensa e persisistente alle medie-alte latitudini che tra l’altro ha favorito un inconsueto flusso di violente tempeste extratropicali sul Nord Europa, che hanno anche lambito la Svizzera, come la violenta tempesta Andrea responsabile di numerosi disagi nel periodo dell’epifania, anche il Sud ha visto molte precipitazioni portate dai violenti venti Nord Occidentali in quota associate alla tempesta, per contro la persistenza dell’area di alta pressione dinamica delle Azzorre spesso disposta lungo i paralleli sull’area del Mediterraneo, coinvolgendo più direttamente la porzione centrale e Occidentale dell’area Mediterranea. Gli effetti dello stratwarming che si è manifestato nei giorni scorsi all’interno della stratosfera polare, dovrebbero riuscire a propagarsi all’interno della troposfera coinvolgendo stavolta più direttamente anche l’area Europea, percontro la NINA sta toccando valori Strong, nel corso dell’inverno l’anomalia negativa dovrebbe diminuire ma secondo le proiezioni, anche il 2012 sarà tutto all’insegna della NINA, il che favorisce un attenuazione del GW (oscillazione climatica)!

Cartine climatiche inerenti al 2011 tratte da: Meteosvizzera.ch

Flavio Scolari

Il Respiro Dell’Orso

Gennaio 21, 2012 by scolari  
Filed under Clima, Modelli

Preparatevi, presto potrei farvi una bella visita !!!

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Orso Russo in decisa affermazione sull’Est Europa, molti fattori inducono a pensare che il suo respiro possa arrivare fino al Mediterraneo tra la fine del mese e l’inizio di Febbraio

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Ipotesi suggestiva ma non remota, il Canadese dovrebbe perdere d’intensita’ favorendo l’affermazione dell’Alta Russa su gran parte dell’Europa

Salve a tutti.

A Novembre effettuai una proiezione riguardo la possibile affermazione ed espansione della figura barica piu’ amata dai freddofili-nivofili italiani: L’alta pressione russo-siberiana, denominata in gergo meteorologico “Orso”.

Ricordo che diedi un nome ben preciso alla mia analisi, per rendere maggiormente l’idea di cio’ che volevo intendere, il titolo dell’articolo era “L’Ombra Dell’Orso”, in quanto questa figura era ancora assai lontana e lasciava solo intravedere alcuni suoi possibili movimenti futuri sullo scacchiere Europeo, un qualcosa di ancora molto lontano, che poi, anche a causa delle vicende stratosferiche non ebbe modo di mostrare per l’appunto nemmeno la sua ombra.

Tutti infatti siamo a conoscenza del fatto che la prima parte d’inverno è stata fortemente compromessa a causa del potente cooling stratosferico che ha causato il superamento critico della soglia del Nam con successivo precondizionamento dei seguenti 60 giorni. Nella mia analisi di Novembre pero’, oltre ad indicare , come possibile periodo clou per l’arrivo dell’Orso, il periodo compreso tra il 15 Dicembre ed il 10 Gennaio, feci anche un chiaro ed inequivocabile riferimento a Febbraio, lasciando intendere che la tanto agognata alta russa, avrebbe potuto influenzare le sorti meteorologiche Europee anche e soprattutto nella seconda parte dell’Inverno.

Ma veniamo al punto: Perchè dall’ombra siamo passati al respiro?

Perchè da alcuni giorni, i principali Gm mostrano per la fine del mese (Dal 26 in poi) la formazione e la decisa affermazione dell’Orso sull’Est Europa, con possibile successvia espansione verso l’Europa centrale e con probabile coinvolgimento anche del Mediterraneo (ancora ovviamente da confermare).

Questo lo scenario mostrato dal prestigioso modello Europeo di Reading: Alta pressione Russa in grande spolvero:

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Anche il famoso modello Americano Gfs vede la formazione di un’alta russa d’altri tempi:

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Nogaps, modello americano della marina statunitense, concorda con i due principali centri di calcolo:

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Un altro modello assai attendibile, Ukmo, intraprende la stessa strada degli altri 3 modelli appena elencati:

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Ma da cosa potrebbe dipendere l’arrivo di questa figura?

Innanzitutto da un calo delle vorticita’ zonali, indotte da un Canadese indomito e sempre pronto a sfornare basse pressioni guastafeste, poi, volendo parlare di indici, balza all’occhio il calo della Ao, la neutralita’ della Nao, la Mjo in fase 6 (Prossimamente con tutta probabilita’ in magnitudo 7), un quadro delle SSTA in via di miglioramento, ed il cambio definitivo di segno della Qbo da positivo a negativo a tutte le quote.

Lo svuotamento dei centri depressionari presenti sul Canada permetterebbe all’anticiclone delle azzorre di ergersi finalmente verso Nord, andando a stringere la mano al collega russo, formando il tanto desiderato ponte di Wejkoff (Unione tra alta pressione delle azzorre ed alta pressione russa per l’appunto). Questa configurazione è quella piu’ desiderata in inverno dagli amanti della neve poichè consente con la sua particolare disposizione barica la retrogressione di nuclei di aria gelida che stazionano ad Est.

Talvolta le retrogressioni possono risultare molto intense, apportando ondate di freddo e neve anche rilevanti. L’esempio piu’ recente di influenza dell’orso russo risale pensate all’ormai lontanto 1996. Era il mese di Dicembre e il Burian (il vento gelido proveniente dalle steppe siberiane) interesso’ gran parte della penisola, specialmente le regioni centro settentrionali, dove le temperature restarono sotto zero anche nelle ore centrali della giornata.

Andando piu’ a ritroso nel tempo, non si puo’ di certo dimenticare l’inimitabile Febbraio del 1956, quando un Orso veramente prepotente regalo’ agli annali della meteo l’evento nevoso piu’ intenso e duraturo. Il 1956 risulta eccezionale anche per l’estensione e la ripetitivita’ dei fenomeni nevosi, che colpirono praticamente l’intera penisola, senza risparmiare neppure le isole.

Tornando al punto del discorso, l’affievolimento del Canadese, anche fisiologico per certi versi, spianerebbe dunque la strada al “Mostro Bianco”

Ma se il Canadese non dovesse cedere?

Al momento in realta’ crediamo e credo personalmente che il Vortice Canadese non potra’ continuare questa sua attivita’ ancora a lungo, ma se la natura vorra’ che perseveri nella sua azione allora le chanches dell’arrivo dell’Orso diminuirebbero esponenzialmente, per ovvi motivi.

In conclusione, la seconda parte della stagione sembra gettare le basi per un arrivo, seppur assai in ritardo, del vero inverno. L’orso corre verso Ovest, quasi come a rendersi conto che è in imperdonabile ritardo sulla tabella di marcia invernale, speriamo che nella sua corsa non trovi nessun ostacolo e confidiamo che dopo l’ombra ed il respiro, tra qualche giorno si possa parlare del ruggito dell’orso, perchè significherebbe che, il candido animale, sarebbe finalmente tornato dopo tanti anni a farci visita.

Noi, appassionati di neve ed amanti del freddo, lo attendiamo ovviamente a braccia aperte, e chissa’ che non possa regalarci bianche emozioni d’altri tempi.

Autore: WALTER LANCIANI

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