Arriva il caldo fuori stagione in Europa
Nei prossimi giorni previsto caldo fuori stagione in Europa e sopratutto sulla porzione centrale e Occidentale del continente, caldo che potrebbe protrarsi all’inizio del prossimo mese stando all’evoluzione prevista attualmente dai principali modelli, tra qui reading e GFS che sembrano essere abbastanza alineati. Attualmente l’apice del “caldo” è prevedibile proprio a cavallo tra la fine del mese di febbraio e l’inizio del mese di marzo con valori massimi che potrebbero toccare se non addirittura raggiungere i +20°C su Francia, Spagna e sull’Italia centro-Settentrionale. Di conseguenza sono previsti valori ben al di sopra della media del periodo questo per l’insistenza di un vasto e robusto anticiclone che dalle Azzorre abbraccerà tutta la porzione centro-Occidentale del continente, solo a cavallo tra il 27 e il 28 del mese corrente, l’Italia centro-Meridionale potrebbe essere lambita da una debole linea frontale associata a correnti Settentrionali che scorreranno lungo il margine Orientale del vasto campo di alta pressione che tuttavia coinvolgeranno maggiormente l’Europa Orientale, per il centro-Sud Italia si dovrebbe trattare di un temporaneo peggioramento
al quale saranno associate scarse precipitazioni, perlopiù relegate al Nord della Sicilia per il 28 del mese e ad un temporaneo rinforzo dei venti Settentrionali sul mar Ionio e sul basso Adriatico. Anche le regioni del versante Nord Alpino verranno lambite dalla debole perturbazione con qualche precipitazione prevedibile tra il 27 e il 28 del mese ma in un contesto di temperature non particolarmente basse, sopratutto sulla Svizzera Orientale e sulle Alpi Austriache saranno possibili alcune deboli precipitazioni, con limite delle nevicate che solo temporaneamente si porterà fin verso gli 800 metri di quota lunedi 27 febbraio, per riportarsi sopra i 1300 metri di quota nel corso della giornata di martedi 28 febbraio. Poi anche su queste regioni, prevalenza di sole e temperature che si porteranno su valori molto miti grazie alla maggior invadenza dell’alta pressione Azzoriana, alta pressione che tra l’altro favorirà un aumento delle temperature anche sulla porzione più Orientale del continente. Insomma, dopo l’abbaglio delle prime 2 settimane di febbraio che hanno regalato tanto freddo e tanta neve su diverse regioni del versante Adriatico, ora prende sempre più piede la possibilità che l’inverno sia praticamente giunto al termine e chissà che non torneremo già a battere nuovi record di caldo.
Lunedi 27 febbraio 2012
Una debole linea frontale favorirà deboli precipitazioni sparse sulla Polonia e sulla Bielorussia, un pò di nuvolosità sull’Europa Nord Orientale e sui Paesi Bassi maggiormente coinvolti dalle forti correnti Nord Occidentali che scorreranno lungo il margine Orientale della vasta e robusta area di alta pressione centrata sull’Europa Occidentale, annuvolamenti dal pomeriggio anche lungo le pre-Alpi centro-Orientali del versante Nord Alpino, possibili anche sul Triveneto, ma senza precipitazioni di rilievo, tanto sole e stabilità invece sulle restanti regioni con temperature molto miti per il periodo su Francia, Spagna e sul centro-Nord Italia, piuttosto mite anche sul Sud Italia, sull’Europa centrale e sulla Gran Bretagna.
Venti Settentrionali in rinforzo sul mar Ionio e sul basso Adriatico, venti perlopiù deboli sui restanti mari dell’area Mediterranea. Forti venti Nord Occidentali possibili sul mare del Nord, moderati venti Occidentali sulla Manica.
Martedi 28 febbraio 2012
Qualche debole precipitazione sparsa lungo le pre-Alpi centro-Orientali del versante Nord Alpino e sull’Est Europeo per il transito della debole linea frontale, un pò di nuvolosità possibile anche sulle regioni del Sud Italia e sulla Sicilia, con qualche debole precipitazione sul Nord dellîsola. Qualche annuvolamenti possibile anche sul Triveneto ma seza precipitazioni significative. Tanto sole e stabilità sulle restanti regioni e su tutta l’Europa centro-Occidentale, poco nuvoloso sui Balcani e sull’Europa Nord Orientale. Temperature molto miti per il periodo su Francia, Spagna e sulla penisola Italiana, piuttosto mite anche sull’Europa centrale e sulla Gran Bretagna.
Venti Settentrionali sostenuti sul mar Ionio, moderati venti Nord Orientali sul basso Adriatico e sul basso Tirreno, venti perlopiù deboli sui restanti mari dell’area Mediterranea. Forti venti Nord Occidentali possibili sul mare del Nord, sostenuti venti Occidentali sulla Manica.
Mercoledi 29 febbraio 2012
Tanto sole e stabilità su gran parte del continente, qualche rovescio o temporale sparso nel pomeriggio non escluso lungo il versante Occidentale dei Pirenei e sulle zone interne della Spagna Orientale. Qualche annuvolamento non escluso sull’Est Europeo. Temperature molto miti per il periodo su Francia, Spagna, sull’Europa centrale, sulla penisola Italiana e sui Balcani, piuttosto mite anche sulla Gran Bretagna e sull’Est Europeo.
Venti Settentrionali moderati sul mar Ionio e sul basso Adriatico, venti deboli sui restanti mari dell’area Mediterranea. Venti Sud Occidentali moderati sul mare del Nord e sulla Manica.
Ricordo che marzo meteorologicamente parlando è già primavera, questo perchè se è vero che fasi di freddo e nevicate a basse quote sono possibili anche in marzo e aprile, in genere si tratta di fasi temporanee, ma sopratutto non dobbiamo dimenticarci che le giornate si allungano e il sole sempre più alto riscalda maggiormente il suolo, di conseguenza la neve che eventualmente si accumula, difficilmente resta a lungo.
Falvio Scolari
Siberian Express
Dominio totale dell’alta pressione Russo Siberiana su tutta l’Europa, gelo e neve protagonisti in moltissime nazioni.
Immagini come questa sono molto frequenti in questi giorni nei vari Tg e su Internet.
Torino nella morsa del gelo, temperature fino a -15 dopo una settimana di neve. Non va meglio a Bologna, Venezia e Milano. Roma imbiancata come non si vedeva ormai da moltissimi anni, e ora tocca anche a Napoli.
Una visione dall’alto dello Stadio Olimpico di Roma.
Il fascino del Colosseo innevato.
Ora l’attenzione è rivolta al prossimo Venerdi, quando con tutta probabilita’ un nuovo nucleo di aria Siberiana si dirigera’ di gran carriera verso il centro-nord italiano, apportando gelo e nuove storiche nevicate, molto probabilmente anche sulla Capitale
Salve a tutti.
L’avevo detto in tempi non sospetti tramite le mie ultime analisi che l’Orso Russo avrebbe picchiato duro, e cosi è stato. Neve su quasi tutto il Nord, sul Centro italia, neve abbondantissima sull’Adriatico ed ora tocchera’ anche al Sud che nelle prossime ore vedra’ diversi episodi nevosi fino in pianura.
Se al Nord nelle ultime ore è cessato l’allarme neve, ora si fanno i conti con temperature polari, che in diverse zone sfiorano i -20° C, specie in Piemonte.
La situazione è critica in Emilia Romagna, nelle Marche, nell’Umbria, in Abruzzo e nelle zone interne del Lazio, dove molte famiglie restano ancora isolate dalle abbondantissime nevicate.
Nelle prossime ore e per buona parte di domani Martedi 7 Febbraio la situazione restera’ critica sull’Adriatico con nuove intense nevicate, mentre la neve guadagnera’ anche i litorali del Sud imbiancanco dopo Napoli anche Bari.
La situazione generale, come è facilmente intuibile dal titolo di questa analisi, non è destinata a migliorare, anzi, dopo una breve pausa tra mercoledi e giovedi, da venerdi tornera’ a nevicare intensamente su buona parte del Centro Nord, anche in pianura, e Roma avra’ occasione di vestirsi nuovamente di bianco tra venerdi e sabato, quando la nevicata potrebbe risultare eccezionale, ancor di piu’ di quella verificatasi negli ultimi giorni. Tuttavia servono ancora conferme sull’effettiva situazione che si andra’ a creare nel prossimo Week End, soprattutto per la citta’ di Roma che come tutti sappiamo viaggia sempre sul filo del rasoio fino all’ultimo minuto quando si parla di neve.
Ma cosa succedera’ Venerdi?
Il ponte di Weijkoff, determinato dall’unione dell’alta pressione delle azzorre e di quella Russa avra’ modo di trovare le condzioni per una sua riaffermazione decisa, e cosi, sul bordo meridionale dell’Hp Russa si muovera’ in senso retrogrado un nucleo di aria gelida che puntera’ dritto verso l’Italia:
Notate la pulsazione dell’Hp delle azzorre verso nord con conseguente retrogressione della “palla gelida” presente in alto a destra in zona Russo-Scandinava.
Ora le ipotesi sono due:
1) Il nucleo entra deciso sull’Italia orientale, apportanto bufere di neve sull’Adriatico e al Sud ma lasciando al secco e al gran gelo gran parte del Nord e Tirreno:
Questa la visione del modello Europeo UKMO.
2) Entrata piu’ diretta della “bomba bianca” sull’Italia, con coinvolgimento di tutto il Centro Nord e con nuove possibili nevicate anche molto intense sulla Capitale:
Il modello americano Gfs propende per un coinvolgimento piu’ diretto dello “Stivale”.
Va detto che in ogni caso, in entrambe le ipotesi, sarebbero ancora una volta le regioni centrali a beneficiare delle precipitazioni piu’ intense, che localmente potrebbero assumere carattere di eccezionalita’ per quantitativo e durata. Il Nord infatti non dovrebbe assistere a nuove nevicate intense, vi sara’ modo di rivedere la neve, ma non con l’intensita’ e l’insistenza dei giorni scorsi.
Al momento non c’è un’ipotesi numero “3″ , nel senso che la situazioe barica comunque resta favorelissima alle due ipotesi appena citate, pertanto bisognera’ attendere ancora qualche giorno per stabilire i dettagli che comunque potrebbero portare differenze notevoli tra Tirreno e Adriatico, come descritto sopra.
L’inverno dunque sembra volere recuperare tutto il tempo perduto nella prima parte della stagione e scrutando i vari indici teleconnettivi possiamo asserire che la fase fredda e nevosa potrebbe protrarsi per buona parte del mese, seppur con situazioni differenti. Dopo l’arrivo del Burian infatti, la seconda parte del mese potrebbe essere soggetta ad una diversa tipologia di irruzioni fredde, quelle meridiane artico-marittime, certamente meno gelide, ma comunque nevose.
Dunque il bianco spettacolo è appena iniziato a quanto pare, non resta che goderselo appieno, sapendo che certi eventi sono piu’ unici che rari negli ultimi anni.
Buon proseguimento a tutti gli amanti del gelo e della neve, preparatevi ad altri meravigliosi momenti bianchi.
Autore: WALTER LANCIANI
Da un blocco Zonale a un blocco Meridiano
Febbraio 4, 2012 by scolari
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari
Febbraio non smetterà di stupirci, stando alle emissioni attuali il freddo potrebbe proseguire anche oltre la metà del mese, ma l’uso del condizionale è d’obbligo, tuttavia di fatto ora alcuni modelli intravedono per il prossimo fine settimana la “rottura” del ponte di alta pressione che attualmente lega l’anticiclone dimanico delle Azzorre all’anticiclone Russo responsabile del grande freddo che attualmente si sta verificando su quasi tutta Europa e che appunto ci accompagnerà anche per i prossimi giorni.
E dopo? Ebbene ora i modelli cominciano a intravedere una nuova situazione di blocco grazie ad un elevazione piuttosto imponente dell’anticiclone delle Azzorre che si potrebbe legare all’anticiclone termico Groenlandese, si dovrebbe trattare di un blocco piuttosto esteso nel vicino Atlantico, il moto retogrado che spinge nuclei di aria molto fredda dalla Siberia verso l’Europa centro-Occidentale attraverso un flusso della circolazione tipicamente antizonale, ossia da Est ad Ovest, verrebbe sostituito da un moto tipicamente Meridiano con nuclei di aria fredda che dall’Artico si spingerebbero verso l’Europa Mediterranea, a seconda della posizione dei minimi di bassa pressione, il versante Sud Alpino potrebbe trovarsi esposto o riparato dalla catena Alpina qualora i minimi di bassa pressione fossero posto sull’Europa centro-Orientale, attualmente reading, ossia il modello Europeo vede una discesa di un lembo del VP in direzione della Francia con annessa depressione, ciò significherebbe che anche il versante Sud Alpino e il Nord Italia potrebbero godere dell’effetto indotto da tale situazione di blocco in quanto in presenza di una circolazione più variabile e non prevalentemente Settentrionale, l’effetto di sbarramento da Nord indotto dalla catena Alpina verrebbe a mancare.
Viceversa qualora sulla regione Alpina si dovesse verificare una circolazione prevalentemente Settentrionale, il Sud delle Alpi e il Nord Italia si troverebbe in parte riparati dalla catena Alpina dall’aria fredda e dunque anche dalle precipitazioni, a godere dei maggiori effetti sarebbero senz’altro il Nord delle Alpi che riceverebbe precipitazioni nevose per effetto di sbarramento, perdipiù con correnti solitamente fredde ma più umide di quelle di estrazione continentale. Questo dipenderebbe appunto dalla posizione dei minimi di bassa pressione in corrispondenza della regione Alpina e dunque anche alla posizione longitudinale del ponte di alta pressione ad Ovest del vecchio continente dato che fondamentalmente tutto il sistema è inteconnesso. Questa tipolgia di blocco Anticiclonico solitamente risulta essere meno stabile essendo disposto in senso Meridiano, mentre un ponte congiunto tra l’anticiclone dimanico delle Azzorre e l’anticiclone Russo, come quello attuale, risulta essere più stabile nel tempo essendo disposto prevalentemente in senso zonale, come la circolazione media dell’atmosfera. Queste situazioni sono state favorite dalla lunga situazione di stabilità degli ultimi 2 mesi, quando con un VP particolarmente compatto e stabile e una circolazione zonale molto forte, ha consentito accumulo di neve alle alte latitudini e un marcato raffreddamento alle alte latitudini, principalmente su Canada e Siberia, il rallentamento del VP in seguito allo stratwarming che abbiamo avuto a metà gennaio, ha consentito l’elevazione dell’anticiclone delle Azzorre con la formazione di un anticiclone dimanico di blocco centrato tra la Scandinavia e la Russia Europea, richiamando aria fredda dal polo lungo il proprio margine Orientale ha favorito un raffreddamento nei bassi strati e la conseguente termicizzazione parziale dell’alta pressione, praticamente l’elevazione dell’anticiclone delle Azzorre è riuscito ad agganciarsi all’anticiclone termico Russo che si è spinto fin sulla Russia Europea, il blocco di alta pressione ha comportato e sta comportando tutt’ora un moto retogrado della circolazione alle nostre latitudini, convogliando di conseguenza aria gelida di estrazione Russa, a differenza delle masse d’aria Artico-marittime, le masse d’aria continentali solitamente hanno un basso gradiente termico verticale, ossia la temperature decresce meno con l’altezza, in quanto tendono a coinvolgere maggiormente anche i bassi strati, viceversa la discesa di masse d’aria Artico-marittime solitamente presentano un abbassamento del geopotenziale possedendo un gradiente termico verticale solitamente molto più pronunciato. Stando a reading (modello Europeo), la situazione attuale si potrebbe sbloccare da domenica prossima, tuttavia un elevazione molto pronunciata dell’anticiclone Azzorianno, potrebbe agganciarci all’anticiclone termico Groenlandese coinvolgendo con correnti molto fredde di estrazione Artica tutta l’Europa. Anche in passato eventi significativi, si verificarono talvolta sicessivamente ad un periodo contraddistinto da un VP compatto e stabile, tant’è vero che molti inverni durante la PEG iniziarono con una forte corcolazione zonale, mentre tra gennaio e sopratuto febbraio si verificarono molto più spesso eventi simili a quelli attuali. Se all’interno della stratosfera il moto zonale ha riguagnato forza, nella medio-bassa stratosfera la situazione risulta essere quasi ferma, con un VP dunque molto intabile, questo dovrebbe proprio favorire una parziale scissione del VP in 2 lobi secondari nei prossimi giorni all’interno della medio-bassa stratosfera, favorendo di fatto configurazioni bariche analoghe a quelle attualmente previste dal modello Europeo dalla metà del mese corrente.
Inoltre tra venerdi e domenica prossima, sempre stando all’evoluzione attuale, vi è la possibilità di avere nevicate anche abbondanti sulle regioni Settentrionali e in particolar modo sulle regioni di Nord Ovest per effetto di sbarramento della catena Alpina in presenza di forti correnti prevalentemente Orientali, nevicate intense attualmente sembrano probabili anche sulla Toscana e sulla Sardegna fino a basse quote favorite da un vortice di bassa pressione.
Un tempo queste situazione di freddo intenso e duraturo accadevano con maggior frequenza rispetto agli ultimi decenni, ecco il perchè?
La stagione risente comunque sempre dell’insieme dei fattori, gli inverni oggigiorno risentono già di base rispetto a decenni e sopratutto a secoli fa, degli effetti di una variazione climatica che oltre a provocare uno spostamento latitudinale delle fasce climatiche, cambiano i tempi di quando si fornamo gli anticicloni termici, mi spiego meglio: secondo me un tempo l’estate più fresca e tendenzialmente più breve alle alte latitudini rispetto ad oggi, era alternata ad un’inverno tendenzialmente più lungo, favorendo mediamente una maggiore vita agli anticicloni termici che potevano estendersi fin verso l’Europa Orientale anche grazie al “precoce” innevamento che favorisce una maggior dispersione termica, il VP tendenzialmente più stabile dovuto all’aria più fredda, favoriva un contenimento dell’aria fredda anche alle alte latitudini. Oggigiorno gli inverni possono essere freddi ma per condizioni completamente diverse rispetto a quanto avveniva un tempo, in sostanza fasi (comunque piuttosto temporanee) di freddo, sono indotti da scambi meridiani, ossia grosse ondulazioni del VP e promontori di anticicloni dinamici in grado di raggiungere le alte latitudini, portanto aria mite a latitudini inusuali e aria fredda alle medie latitudini, in sostanza è vero che questo favorisce episodi di freddo e neve alle medie latitudini, ma piuttosto temporanei, più che altro queste condizioni favoriscono condizioni meteorologiche incostanti con ondate di freddo e nevicate, alternate a masse d’aria molto più mite e condizioni di bel tempo, già solo i maggiori contrasti termici indotti dagli scambi meridiani, favoriscono perturbazioni più intense e dunque precipitazioni più abbondanti, anche alle alte latitudini, senza ovviamente calcolare che in estate la maggior superficie d’acqua libera dai ghiacci, consente un maggior accumulo di calore durante la calda stagione e l’atmosfera in presenza di aria più calda, è in grado di mantenere maggiori concentrazioni di vapore acqueo. Durante la PEG in Svizzera sull’Altipiano, l’innevamento spesso era presente da ottobre ad aprile compresi, praticamente l’inverno stesso era mediamente più lungo rispetto ad oggi, poi ovviamente anche in questo caso vi erano differenze a seconda dell’annata.
Flavio Scolari















