Poche Macchie, minimo solare? Non pare sia così!
Settembre 24, 2009 by natoxcorrere
Filed under Clima, Energie Rinnovabili
Le macchie solari sono senz’ altro un buon indicatore dell’ attività solare, misura , comunque, qualitativa.
Altri Indici noti servono a misurare l’ attività solare, quali la radiazione solare, di cui riporto il grafico:

Un altro indice utilizzato è quello di Mayaud, Aa, misurato in nT, misura “quantitativa” del campo geomagnetico, ossia dell’ influenza “magnetica” del sole sulla Terra.
Entrambe le misure ( Radiazioni e Mayaud) sono prese “al suolo”, ossia all’ interno del campo Magnetico terrestre.
Molti degli studi dell’ interazione tra Sole e Clima si basano sugl’ Indici accennati, anche se ne esistono altri.
Le ultime pubblicazioni, però, mettono in crisi il concetto di minimo solare, basato solo sul numero di macchie.
Sarah Gibson (National Center for Atmospheric Research) ed un team di ricercatori, hanno pubblicato (Journal of Geophysical Research – Space Physics) uno studio in cui viene valutata l’ attività solare ,prendendo in considerazione gli effetti delle tubolenze dei campi magnetici trasportati dal vento solare quando vengono a contatto e si scontrano con la fascia di radiazione che protegge la Terra.
Il dato interessante è emerso paragonando i dati raccolti nel 2008, in regime di minimo solare con le misure effettuate nel 1996, sempre in assenza di macchie, ossia in presenza di un minimo solare.
In pratica è emerso che la fascia di radiazioni della Terra nel 2008 ha avuto un flusso energetico maggiore almeno 3 volte a quello del 1996.
Questo dato ,se confermato, potrebbe portare ad una nuova definizione di minimo solare, e ad un nuovo modo di interpretare le interazioni tra Clima e Attività Solare.
Impara dalle foglie e otterrai un’energia pulita
Settembre 21, 2009 by natoxcorrere
Filed under Energie Rinnovabili, Mazzarella
Le piante utilizzano la luce del sole per trasformare in zuccheri (glucosio) e in ossigeno l’acqua assorbita dalle radici e l’anidride carbonica presente nell’aria. Tale complicato processo, chiamato fotosintesi clorofilliana, è responsabile della formazione del pigmento verde (clorofilla) che ricopre tutti vegetali, dalle minuscole alghe alle piante delle praterie. Con il progetto “Foglia artificiale” (stanziati un mi1ione di sterline) i ricercatori dell’Imperial College di Londra, guidati dal biologo James Barber, hanno progettato di imitare il processo di fotosintesi delle foglie per ottenere energia pulita. L’idea è questa: il glucosio ottenuto dalla fotosintesi sarà trasformato o in idrogeno per produrre energia elettrica o in etanolo, noto biocarburante, se combinato con l’anidride carbonica. Il meccanismo della fotosintesi in laboratorio è già oggi impresa fattibile, ma non economica, dal momento che assorbe più energia di quanto ne produce. Ciò che manca ancora al successo del progetto è la conoscenza di alcune reazioni chimiche che avvengono all’interno della foglie e che impediscono alla clorofilla di degradarsi. Barber ed i suoi colleghi sono fiduciosi e promettono di arrivare al più presto alla soluzione del problema e ottenere un rendimento superiore del 15-20% rispetto a quello ricavato dai normali pannelli solari. Basterebbe, così, riempire di foglie artificiali i deserti per soddisfare la necessità energetica che il mondo raggiungerà nel 2030! Adriano Mazzarella Responsabile Osservatorio Meteorologico Università Federico II www.meteo.unina.it
Pannelli più efficienti? Basta inseguire il Sole
Marzo 30, 2009 by natoxcorrere
Filed under Energie Rinnovabili, Mazzarella
Alle nostre latitudini, è consuetudine orientare il pannello solare a Sud ed inclinarlo di circa 30 gradi. Per ottenere la massima efficienza di un pannello solare, occorre sfruttare il più possibile la radiazione solare diretta. La conoscenza della posizione del sole nel corso dell’anno può, però, aiutarci ad ottenere una efficienza maggiore. Il 21 dicembre è il giorno più corto dell’anno e il sole a mezzogiorno raggiunge l’altezza massima di circa 21 gradi; un pannello solare per essere perpendicolare al sole deve essere, perciò, orientato a Sud ed avere un’inclinazione di circa 69 gradi. Il 21 giugno è il giorno più lungo dell’anno e il sole a mezzogiorno raggiunge l’altezza massima di circa 68 gradi; un pannello solare per essere perpendicolare al sole deve essere, perciò, orientato a Sud ed avere un’inclinazione di circa 22 gradi. Un’inclinazione di 50/60 gradi favorisce il rendimento dei pannelli nella stagione invernale, mentre una di 20/30 gradi favorisce il rendimento nella stagione estiva. E’ preferibile, perciò, che impianti adibiti a produrre acqua calda per tutto l’anno abbiano inclinazioni che favoriscano il periodo invernale dato che la quantità di calore prodotta in estate sarebbe comunque superiore alle necessità; diversamente impianti solari che devono servire utenze prettamente stagionali estive (alberghi, agriturismi, case di vacanza ) è preferibile che abbiano un’inclinazione estiva dato che l’impianto sarà utilizzato prevalentemente in tale periodo.
Adriano Mazzarella
Responsabile Osservatorio Meteorologico
Università Federico II
www.meteo.unina.it

