Teoria dei mondi paralleli
Febbraio 12, 2012 by scolari
Filed under Astronomia, Il Blog di Flavio Scolari
Vi siate mai domandati com’è possibile che tra tutte le possibili evoluzioni, l’universo sembri essere fatto su misura apposta per noi, per consentire la nostra esistenza, la vita sulla terra? Questa domanda nello studio della meccanica quantistica che contrariamente alla relativià generale, osserva il mondo ultremicroscopico, è una domanda di riferimento atta a dare molte spiegazioni anche in quanto avviene continuamente a livello subatomico. In sostanza bastava una minima variante di una singola forza come ad esempio della gravità, e l’universo stesso non si potrebbe presentare così come lo conosciamo, noi stessi non saremmo potuti esistere, oppure bastava una diversa evoluzione degli eventi nel corso della storia dell’universo attuale, per non consentire la vita sulla terra, anche noi come singole persone, esistiamo per tutta una serie di eventi precedenti che si sono verificati in maniera tale che ciò sia stato possibile, bastava che un singolo evento fosse andato diversamente, ad esempio i miei genitori che non si incontrarono, e io non potrei essere mai nato.
Per rispondere a queste domande, la meccanica prende in seria considerazione l’esistenza di infiniti altri universi paralleli al nostro, in sostanza oltre il nostro universo esisterebbero infiniti altri universi indentici al nostro, dove tu in questo momento leggi queste righe che io ho scritto il 12 febbraio del 2012 e altri infiniti universi paralleli dove le diverse leggi cosmiche o più semplicemente il diverso corso degli eventi, non ha consentito la vita sulla terra. In sostanza l’universo sembra sia come una sorta di bolla in espansione dove i corpi celesti, sono posti sulla propria superficie, tuttavia a noi appare com’era in passato, la luce del sole impiega 8 minuti circa per raggiungere la terra, di conseguenza lo vediamo nella posizione di 8 minuti precedenti, così come una stella distante 8 anni luce, a noi appare come si presentava 8 anni or sono poichè questo è il tempo che la propria luce raggiunga la terra, galassie distanti migliardi di anni luce, a noi appaiono com’erano migliardi di anni a poichè la propria luce ci raggiunge solamente ora, in sostanza noi possiamo osservare l’universo fin dalle proprie origini, fino al Big Bang, oltre non potremo mai osservare cosa c’è, poichè questo rappresenta il nostro orizonte.
Secondo questa visione dell’universo, il nostro stesso universo deriverebbe da un’altro universo simile al nostro e dal nostro universo deriverebbero continuamente altri universi poichè ad ogni possibile variante, dobbiamo ammettere che lo stato di ogni evento resta in uno stato di indeterminazione finchè l’evento non si verifica, noi vediamo una delle numerose altre possibilità del verificarsi di un evento che comporta ad un diverso proseguimento del corso degli eventi, in realtà si verificano tutte le possibili varianti, solo che a noi se ne presenta solamente una.
Ad esempio in meteorologia dove tutto interagisce con tutto, questi episodi si presentano cointinuamente, il movimento di una depressione, di un anticiclone o di una perturbazione, dipenderà da innumerevoli altri fattori e da questo ne deriveranno innumerevoli altri fattori, il movimento di una perturbazione ad esempio può essere calcolato attraverso una probabilità con una percentuale, ma resta indeterminata finchè non viene misurata, se si sposterà in una determinata direzione e con una determinata velocità determinerà tutta una serie di eventi che ne influenzeranno l’evoluzione futura delle condizioni meteorologiche anche a grandi distanze, ma basta che vari anche solo leggermente la direzione o la velocità dello spostamento della perturbazione atmosferica e gli effetti sulla circolazione atmosferica e dunque gli effetti su quest’ultima possono cambiare notevolmente.
Questo accade continuamente in qualsiasi altro ambito, in geologia, nella genetica, nell’astronomia e nella nostra stessa vita quotidiana, un evento di qualsiasi genere si manifesta sull’evoluzione futura di tutti gli altri eventi, indipendentemente dalla propria natura.
Come la realtà oggettiva diventa assoluta solo in presenza di un’osservatore coscente:
Ho sempre trovato affascinante come la meccanica quantistica descrivi la realtà oggettiva dell’universo, l’universo stesso potrebbe celare un volto del tutto diverso da come si presenta ai nostri occhi, si osservano particelle comparire e scomparire apparentemente nel nulla, forse in altre dimensioni a noi invisibili poichè “legate” alle altre 3 dimensioni più la quarta temporale, particelle che sembrano trovarsi nello stesso momento in più punti diversi suggerendo l’esistenza di un principio di non località nel mondo ultramiscoscopico con particelle che interagiscono tra loro istantaneamente indipendentemente dalla distanza che le separa. Una delle scoperte più sensazionali della meccanica quantistica è il dualismo onda-particella degli elementi subatomici, in passato ad esempio i fotoni per alcuni fisici erano onde, per altri particelle, oggi si è scoperto che sono entrambi, nota bene, sono particelle solo se l’osservatore decide di rilevarle come tale, altrimenti sono onde. Un esperimento pratico fù il seguente: immaginiamo di avere come una sorta di mini cannoni, una parete con 2 fori e ditro di esso un telo bianco, ora immaginiamo di proiettare singoli fotoni che se si comporteranno come particelle, ogni singolo fotone passerà per forza in uno dei 2 fori posti della parete andando a colpire punti precisi del telo bianco posto sul retro, come se si trattasse di proiettili, mentre se saranno onde, ogni singolo fotone passerà contemporaneamente attraverso i 2 fori creando una figura di interferenza sulla parete bianca posta sul retro.
Ebbene, se non si decide di rilevare i singoli fotoni, si creerà una figura di interferenza sul telo bianco, di conseguenza i fotoni in questo caso si comportano come onde in grado di passare contemporaneamente attraverso i 2 fori e creare la figura di interferenza, diversamente se l’osservatore decidesse di rilevare i singoli fotoni come singole particelle, emettendo ad esempio un debole fascio luminoso, ecco che i fotoni si comporteranno come particelle e l’immagine di interferenza sul telo bianco magicamente scompare poichè i singoli fotoni passeranno in uno dei 2 fori, la cosa più straordinaria di tutto questo, è che l’esperimento funziona anche se l’osservatore decide di rilevare i fotoni come singole particelle, dopo che l’onda è già passata attraverso la parete forata, ossia a metà strata tra la parete fotata e il telo bianco posto sul retro, anche in quel caso, la figura di interferenza svanisce, dunque i fotoni diventano particelle, malgrado quest’ultimi siano passati attraverso la parte forata come onde poichè ancora non rilevate come particelle dall’osservatore. Questo gioco di prestigio vale anche per il mondo macroscopico, immaginiamo una galassia distante miliardi di anni luce da noi eclissata da una quasar, la grande massa della quasar posta davanti alla galassia distante miliardi di anni luce, crea una sorta di lente gravitazionale descritta dalla relatività generale, deviando di fatto la luce della galassia che passerà attraverso i 2 lati della quasar posta davanti, di conseguenza ogni singolo fotone come onda sarà passato contemporaneamente attraverso entrambi i fasci di luce finchè l’osservatore non decide di rilevare i singoli fotoni come singole particelle, in quel caso i fotoni miliardi di anni fa dovrebbero aver avuto una sorta di premunizione che a distanza di miliardi di anni, un osservatore avesse deciso di rilevarli come particelle, di conseguenza guarda caso, ogni singolo fotone sarà passato attraverso uno dei 2 fasci di luce finchè l’osservatore stesso decide di rilevarle come tale. Insomma, stando alle osservazioni della meccanica quantistica, vivimo in un mondo ben diverso da come ci appare, sicuramente il mondo ultramicroscopico presenta caratteristiche che vanno ben oltre la nostra concezione quotidiana di realtà oggettiva!
Flavio Scolari.
Da un blocco Zonale a un blocco Meridiano
Febbraio 4, 2012 by scolari
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari
Febbraio non smetterà di stupirci, stando alle emissioni attuali il freddo potrebbe proseguire anche oltre la metà del mese, ma l’uso del condizionale è d’obbligo, tuttavia di fatto ora alcuni modelli intravedono per il prossimo fine settimana la “rottura” del ponte di alta pressione che attualmente lega l’anticiclone dimanico delle Azzorre all’anticiclone Russo responsabile del grande freddo che attualmente si sta verificando su quasi tutta Europa e che appunto ci accompagnerà anche per i prossimi giorni.
E dopo? Ebbene ora i modelli cominciano a intravedere una nuova situazione di blocco grazie ad un elevazione piuttosto imponente dell’anticiclone delle Azzorre che si potrebbe legare all’anticiclone termico Groenlandese, si dovrebbe trattare di un blocco piuttosto esteso nel vicino Atlantico, il moto retogrado che spinge nuclei di aria molto fredda dalla Siberia verso l’Europa centro-Occidentale attraverso un flusso della circolazione tipicamente antizonale, ossia da Est ad Ovest, verrebbe sostituito da un moto tipicamente Meridiano con nuclei di aria fredda che dall’Artico si spingerebbero verso l’Europa Mediterranea, a seconda della posizione dei minimi di bassa pressione, il versante Sud Alpino potrebbe trovarsi esposto o riparato dalla catena Alpina qualora i minimi di bassa pressione fossero posto sull’Europa centro-Orientale, attualmente reading, ossia il modello Europeo vede una discesa di un lembo del VP in direzione della Francia con annessa depressione, ciò significherebbe che anche il versante Sud Alpino e il Nord Italia potrebbero godere dell’effetto indotto da tale situazione di blocco in quanto in presenza di una circolazione più variabile e non prevalentemente Settentrionale, l’effetto di sbarramento da Nord indotto dalla catena Alpina verrebbe a mancare.
Viceversa qualora sulla regione Alpina si dovesse verificare una circolazione prevalentemente Settentrionale, il Sud delle Alpi e il Nord Italia si troverebbe in parte riparati dalla catena Alpina dall’aria fredda e dunque anche dalle precipitazioni, a godere dei maggiori effetti sarebbero senz’altro il Nord delle Alpi che riceverebbe precipitazioni nevose per effetto di sbarramento, perdipiù con correnti solitamente fredde ma più umide di quelle di estrazione continentale. Questo dipenderebbe appunto dalla posizione dei minimi di bassa pressione in corrispondenza della regione Alpina e dunque anche alla posizione longitudinale del ponte di alta pressione ad Ovest del vecchio continente dato che fondamentalmente tutto il sistema è inteconnesso. Questa tipolgia di blocco Anticiclonico solitamente risulta essere meno stabile essendo disposto in senso Meridiano, mentre un ponte congiunto tra l’anticiclone dimanico delle Azzorre e l’anticiclone Russo, come quello attuale, risulta essere più stabile nel tempo essendo disposto prevalentemente in senso zonale, come la circolazione media dell’atmosfera. Queste situazioni sono state favorite dalla lunga situazione di stabilità degli ultimi 2 mesi, quando con un VP particolarmente compatto e stabile e una circolazione zonale molto forte, ha consentito accumulo di neve alle alte latitudini e un marcato raffreddamento alle alte latitudini, principalmente su Canada e Siberia, il rallentamento del VP in seguito allo stratwarming che abbiamo avuto a metà gennaio, ha consentito l’elevazione dell’anticiclone delle Azzorre con la formazione di un anticiclone dimanico di blocco centrato tra la Scandinavia e la Russia Europea, richiamando aria fredda dal polo lungo il proprio margine Orientale ha favorito un raffreddamento nei bassi strati e la conseguente termicizzazione parziale dell’alta pressione, praticamente l’elevazione dell’anticiclone delle Azzorre è riuscito ad agganciarsi all’anticiclone termico Russo che si è spinto fin sulla Russia Europea, il blocco di alta pressione ha comportato e sta comportando tutt’ora un moto retogrado della circolazione alle nostre latitudini, convogliando di conseguenza aria gelida di estrazione Russa, a differenza delle masse d’aria Artico-marittime, le masse d’aria continentali solitamente hanno un basso gradiente termico verticale, ossia la temperature decresce meno con l’altezza, in quanto tendono a coinvolgere maggiormente anche i bassi strati, viceversa la discesa di masse d’aria Artico-marittime solitamente presentano un abbassamento del geopotenziale possedendo un gradiente termico verticale solitamente molto più pronunciato. Stando a reading (modello Europeo), la situazione attuale si potrebbe sbloccare da domenica prossima, tuttavia un elevazione molto pronunciata dell’anticiclone Azzorianno, potrebbe agganciarci all’anticiclone termico Groenlandese coinvolgendo con correnti molto fredde di estrazione Artica tutta l’Europa. Anche in passato eventi significativi, si verificarono talvolta sicessivamente ad un periodo contraddistinto da un VP compatto e stabile, tant’è vero che molti inverni durante la PEG iniziarono con una forte corcolazione zonale, mentre tra gennaio e sopratuto febbraio si verificarono molto più spesso eventi simili a quelli attuali. Se all’interno della stratosfera il moto zonale ha riguagnato forza, nella medio-bassa stratosfera la situazione risulta essere quasi ferma, con un VP dunque molto intabile, questo dovrebbe proprio favorire una parziale scissione del VP in 2 lobi secondari nei prossimi giorni all’interno della medio-bassa stratosfera, favorendo di fatto configurazioni bariche analoghe a quelle attualmente previste dal modello Europeo dalla metà del mese corrente.
Inoltre tra venerdi e domenica prossima, sempre stando all’evoluzione attuale, vi è la possibilità di avere nevicate anche abbondanti sulle regioni Settentrionali e in particolar modo sulle regioni di Nord Ovest per effetto di sbarramento della catena Alpina in presenza di forti correnti prevalentemente Orientali, nevicate intense attualmente sembrano probabili anche sulla Toscana e sulla Sardegna fino a basse quote favorite da un vortice di bassa pressione.
Un tempo queste situazione di freddo intenso e duraturo accadevano con maggior frequenza rispetto agli ultimi decenni, ecco il perchè?
La stagione risente comunque sempre dell’insieme dei fattori, gli inverni oggigiorno risentono già di base rispetto a decenni e sopratutto a secoli fa, degli effetti di una variazione climatica che oltre a provocare uno spostamento latitudinale delle fasce climatiche, cambiano i tempi di quando si fornamo gli anticicloni termici, mi spiego meglio: secondo me un tempo l’estate più fresca e tendenzialmente più breve alle alte latitudini rispetto ad oggi, era alternata ad un’inverno tendenzialmente più lungo, favorendo mediamente una maggiore vita agli anticicloni termici che potevano estendersi fin verso l’Europa Orientale anche grazie al “precoce” innevamento che favorisce una maggior dispersione termica, il VP tendenzialmente più stabile dovuto all’aria più fredda, favoriva un contenimento dell’aria fredda anche alle alte latitudini. Oggigiorno gli inverni possono essere freddi ma per condizioni completamente diverse rispetto a quanto avveniva un tempo, in sostanza fasi (comunque piuttosto temporanee) di freddo, sono indotti da scambi meridiani, ossia grosse ondulazioni del VP e promontori di anticicloni dinamici in grado di raggiungere le alte latitudini, portanto aria mite a latitudini inusuali e aria fredda alle medie latitudini, in sostanza è vero che questo favorisce episodi di freddo e neve alle medie latitudini, ma piuttosto temporanei, più che altro queste condizioni favoriscono condizioni meteorologiche incostanti con ondate di freddo e nevicate, alternate a masse d’aria molto più mite e condizioni di bel tempo, già solo i maggiori contrasti termici indotti dagli scambi meridiani, favoriscono perturbazioni più intense e dunque precipitazioni più abbondanti, anche alle alte latitudini, senza ovviamente calcolare che in estate la maggior superficie d’acqua libera dai ghiacci, consente un maggior accumulo di calore durante la calda stagione e l’atmosfera in presenza di aria più calda, è in grado di mantenere maggiori concentrazioni di vapore acqueo. Durante la PEG in Svizzera sull’Altipiano, l’innevamento spesso era presente da ottobre ad aprile compresi, praticamente l’inverno stesso era mediamente più lungo rispetto ad oggi, poi ovviamente anche in questo caso vi erano differenze a seconda dell’annata.
Flavio Scolari
Queste evoluzioni, le rivedremo tra molto tempo
Gennaio 24, 2012 by scolari
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari
Queste evoluzioni, le rivedremo tra molto tempo e intanto piovono record di caldo per il 2011!
Freddo o gelo tra fine gennaio e inizio gennaio, attualmente non si esclude l’evento più significativo degli ultimi 30 anni!
Gli effetti dello stratwarming che si è manifestato nei giorni scorsi all’interno della stratosfera polare, dovrebbero riuscire a propagarsi almeno in parte all’interno della troposfera coinvolgendo stavolta più direttamente anche l’area Europea, infatti ancora attualmente i modelli continuano a “sfornare” emissioni da sogno per chiunque attende l’inverno in tutto il proprio fascino. Se si verificasse l’evoluzione proposta da diversi giorni dai vari modelli, si rischierebbe di avere una situazione di blocco (pressorico e circolatorio) tra le più significative degli ultimi 30 anni con conseguente “massiccio” afflusso di aria fredda di estrazione continentale, dal punto di vista delle precipitazioni l’evoluzione risulta essere attualmente incerta, precipitazioni nevose più significative sulle nostre regioni ora le si avrebbero in base all’evoluzione prevista da reading, mentre secondo il modello Americano (GFS) qualche precipitazione con neve fino a basse quote le si avrebbero più probabilmente per la giornata di sabato, poi piuttosto freddo, spesso nuvoloso ma senza precipitazioni di rilievo. Attendibilità: media nei prossimi giorni, bassa per l’inizio del mese di febbraio.
Situazione attuale nelle Alpi e in Europa:
A Nord delle Alpi invece sta vivedo una buona stagione sopratutto per quanto riguarda le abbondanti precipitazioni, nelle Alpi centrali (regione del S.Gottardo e Alpi del canton Uri) si sfiorano i 4 metri di neve, mentre nelle Alpi Vallesane, si sono raggiunti i 4 metri e 13 cm, le temperature per contro, dicembre è stato più caldo di circa 3°C a Nord delle Alpi, di 1-2°C a Sud delle Alpi, annualmente il 2011 in Svizzera, in Francia e in Gran Bretagna è stato un anno da primato per quanto riguarda le temperature annue più calde della media, è stato anche un anno molto secco sopratutto al Sud delle Alpi, il 2012 è iniziato molto caldo in Spagna, Sud della Francia e sul Nord Italia, piovosissimo a Nord delle Alpi con precipitazioni portate da Nord che a tratti non hanno risparmiato il versante Sud Alpino con ben 2 eventi di “sfondamento” delle precipitazioni che da Nord riuscivano a valicare le Alpi come se queste non vi fossero, evento piuttosto raro ma che in questo gennaio si è manifestato con frequenza portando addirittura in 2 occasioni anche precipitazioni significative sul versante sottovento, ossia al Sud delle Alpi.
Il caldo 2011 in Svizzera e sulla vicina Italia del Nord:
Gennaio leggermente fresco con un deficit di -0,5°C, precipitazioni scarse. Febbraio più caldo della media con +2°C. La primavera è risultata essere caldissima con marzo, maggio più caldi di circa +3°C rispetto alla media, mentre aprile è stato un mese da caldo record con +4,8°C superiori alla media, piovosità scarsissima con la siccità più significativa degli ultimi secoli su tutto il terrorio.Giugno leggermente più caldo della media di +0,5°C, piuttosto nuvoloso e instabilà atmosferica frequente, ma piovosità più rilevante nella seconda parte del mese con i primi violenti temporali, luglio invece è stato un mese piovoso e più fresco della media di circa -0,5°C con punte di -1,5°C a Nord delle Alpi, a Sud delle Alpi ha piovuto il triplo di quello che normalmente piove nel periodo con temporali violenti frequenti sia a Nord che a Sud delle Alpi. Agosto caldo con temperature mensili superiori alla media di +3°C, ultimi temporali a inizio mese poi piuttosto secco.
Complessivamente l’estate 2011 è stata più calda della media in Svizzera di circa +1°C.
Autunno anche molto caldo ma non da record con temperature superiori alla media di +1,5°C/+2°C superiore alla media, piovosità ridotta, sopratutto a Sud delle Alpi, salvo l’evento contraddistinto da intense precipitazioni per inizio novembre, che tra l’altro ha provocato un evento alluvionale significativo sulla Liguria. L’inverno lo stiamo vivendo attualmente. La stessa evoluzione del 2011 è toccata a molte altre regioni dell’Europa Nord Occidentale come in Francia e in Gran Bretagna per un’area di alta pressione piuttosto invadente sul continente, mentre l’inverno è cominciato in presenza di un VP particolarmente freddo e compatto e dunque una circolazione zonale molto intensa e persisistente alle medie-alte latitudini che tra l’altro ha favorito un inconsueto flusso di violente tempeste extratropicali sul Nord Europa, che hanno anche lambito la Svizzera, come la violenta tempesta Andrea responsabile di numerosi disagi nel periodo dell’epifania, anche il Sud ha visto molte precipitazioni portate dai violenti venti Nord Occidentali in quota associate alla tempesta, per contro la persistenza dell’area di alta pressione dinamica delle Azzorre spesso disposta lungo i paralleli sull’area del Mediterraneo, coinvolgendo più direttamente la porzione centrale e Occidentale dell’area Mediterranea. Gli effetti dello stratwarming che si è manifestato nei giorni scorsi all’interno della stratosfera polare, dovrebbero riuscire a propagarsi all’interno della troposfera coinvolgendo stavolta più direttamente anche l’area Europea, percontro la NINA sta toccando valori Strong, nel corso dell’inverno l’anomalia negativa dovrebbe diminuire ma secondo le proiezioni, anche il 2012 sarà tutto all’insegna della NINA, il che favorisce un attenuazione del GW (oscillazione climatica)!
Cartine climatiche inerenti al 2011 tratte da: Meteosvizzera.ch
Flavio Scolari
























