La trottola nord-africana
Settembre 22, 2009 by Alfredo Di Monte
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L’elemento sinottico di attualità è la circolazione ciclonica in quota presente sul mediterraneo centro-occidentale. In particolare è da seguire l’evoluzione del minimo che in queste ore interessa l’entroterra algerino.

Secondo il modello ECMWF run 00, questo minimo si sposterà verso est-nord-est, ostacolato dall’alta pressione europea, e tenderà ad interessare nuovamente le nostre isole maggiori, portando con se il contributo di masse d’aria sub-tropicali, nelle giornate di mercoledì e giovedì.

Le carte del modello WRF-ECMWF e GFS del LaMMa Toscana indicano la probabile formazione di un ciclone a mesoscala tra la Tunisia e l’Algeria, ulteriormente alimentato dalle calde acque del golfo della Sirte. La successiva evoluzione potrebbe portare forti ed insistenti precipitazioni e fenomeni temporaleschi sulla Sicilia, in particolare quella occidentale, e sulla Sardegna, segnatamente la zona orientale e meridionale. Il condizionale è più che mai d’obbligo perché il movimento di questo minimo è difficilmente predicibile, sia per le sue caratteristiche sinottiche che per la sua collocazione geografica. Se l’evoluzione fosse quella proposta dal WRF-ECMWF LaMMa, i parametri indicativi di fenomeni intensi (vedi anche il mio precedente articolo) sarebbero veramente notevoli.



Gli “ingredienti” per i fenomeni intensi
Settembre 15, 2009 by Alfredo Di Monte
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Per il mio articolo di “esordio” vorrei prendere spunto dalla situazione meteorologica attuale, ma soprattutto da quella prevista per la mattinata di domani, per indicare alcuni “strumenti” prognostici, diciamo complementari, che sono di enorme utilità nella previsione dei fenomeni meteorologici intensi.
Una volta studiata la configurazione sinottica prevista dai modelli ed individuati i soggetti meteorologici presenti e previsti, grazie alle carte “fondamentali” come la 500 hPa, la pressione al suolo e le carte di umidità a 700 hPa, è necessario analizzare grandezze che possano meglio aiutare a definire l’entità dei fenomeni previsti.
Il primo elemento è l’analisi della corrente a getto e l’individuazione di eventuali “massimi” relativi di vento in seno al flusso perturbato.
Il secondo è lo studio del flusso nella parte alta della troposfera per individuare le zone di diffluenza.
Come si vede nella carta, il flusso a 300 hPa è diffluente: ciò provoca divergenza in quota che richiama aria dagli strati sottostanti innescando moti verticali.
Inoltre in seno al flusso è presente anche un massimo di vento. Esso contribuisce in maniera determinante apportando ulteriore vorticità per “shear” a quella già presente per curvatura.

Altro elemento da tenere in considerazione è la temperatura equivalente potenziale, che è un importante indice dell’instabilità dell’aria.
Valori elevati di ThetaE come in questo caso sono indice di forte instabilità potenziale, cioè di grandi energie in grado di liberarsi se opportunamente innescate….e come abbiamo visto l’innesco in quota non manca!

Ultimo elemento che aggiungerei è la quantità di acqua precipitabile che è l’altezza di acqua che risulterebbe se tutto il vapore acqueo della colonna verticale di aria fosse fatto condensare.
Come vediamo, la carta di previsione mostra valori molto elevati, anche oltre il fondo scala!

Ora se volete potete guardare le carte di precipitazione previste!!!!

