Il Prossimo El Niño? Nel 2013
Gennaio 24, 2011 by natoxcorrere
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Tra i diversi indici utilizzati per descrivere il fenomeno del surriscaldamento del pacifico equatoriale, comunemente noto come “El Niño”, uno dei più interessanti è senz’ altro il MEI. Questo indice tiene conto di diverse variabili, e tiene conto anche dell’ interazioni Atmosfera-Oceano. Le variabili prese in considerazione sono le seguentI. Pressione a livello del mare Componenti zonali e meridionali dei venti di superficie SST Temperature di superficie dell’ aria Nuvolosità. Recenti studi condotti dal Prof. Mazzarella, Andrea Giuliacci, Ioannis Liritzis, prendendo in considerazione una serie di dati, ed un paio di metodi di calcolo, hanno dimostrato come i fenomeni di “El Niño” e “La Niña”, possa no essere descritti attraverso una curva di 60 mesi ( Condizione necessaria ma non sufficiente), e quindi come il prossimo Nino, probabilmente, avverrà intorno al 2013, e la seconda intorno al 2016. Questa previsione è molto importante in quanto si potrebbe intervenire in tempi ragionevoli su taluni effetti disastrosi provocati da questi fenomeni. Proprio su quest’ ultimo aspetto si concentra il nuovo studio del Prof. Mazzarella, Andrea Giuliacci, Fabrizio Pregliasco.
Napoli: 2010 anno più freddo da 5 anni a questa parte!
Gennaio 11, 2011 by natoxcorrere
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Il mese di dicembre è stato caratterizzato da una notevole variabilità atmosferica con alternanza di caldo e freddo per la presenza sul Mediterraneo di un vortice, denominato “Scarlett”, che ha risucchiato in alternanza aria caldo-umida tropicale e freddo-asciutta siberiana; le medie mensili sono risultate così di 9.3°C per le temperature minime (un grado in più della media) e di 14.0°C per le massime (in linea con la media). Il cono del Vesuvio è stato ricoperto da neve nei giorni 5, 17, 26 e 27 e la quantità di pioggia è stata di circa 60 mm, la metà di quella che cade normalmente a dicembre A chiusura d’anno, risulta utile riportare il bilancio termo-pluviometrico dell’intero 2010, come ricavato dai dati dell’Osservatorio Meteorologico della Federico II, sito a Napoli centro e funzionante dal 1872. La temperatura media del 2010 è stata di 18.0°C, mezzo grado in più rispetto alla media annuale ma circa mezzo grado in meno rispetto ai valori degli ultimi 5 anni; la quantità di pioggia annuale è stata di 990 mm, 150 mm in più della media annuale.Tali risultati sono in controtendenza rispetto ai recenti allarmismi su un futuro del Pianeta sempre più siccitoso e bollente.
Prof. Adriano Mazzarella
Tra nuvole, cannoni, laser e acquazzoni
Maggio 16, 2010 by natoxcorrere
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Il controllo delle condizioni atmosferiche è stato sempre il sogno dell’uomo: basti pensare alla Cina che è intervenuta sul tempo in occasione dei Giochi
Olimpici o ha causato “per sbaglio” una nevicata dopo l’ultimo periodo di siccità. Un team di ricercatori europei coordinati dal fisico tedesco Rohwetter
della Libera Università di Berlino ha pubblicato sulla rivista scientifica Nature Photonics di maggio 2010 un lavoro in cui dimostra che raggi laser
che colpiscono le nuvole dal basso sono in grado di stimolare la formazione della pioggia molto più efficacemente che cospargendo ioduro d’argento sulle
nuvole con aerei. L’esperimento è stato condotto prima in laboratorio. In una stanza con un’umidità vicina al livello di saturazione è stato utilizzato un
laser di grande potenza, una sorta di cannone energetico in grado di colpire ed eccitare le molecole di gas presenti nell’aria: si sono così creati nuclei
di condensazione sui quali si sono subito addensate piccole gocce di acqua, visibili anche ad occhio nudo. Il tentativo è stato poi ripetuto direttamente
nel cielo sopra Berlino, in una giornata nuvolosa. Anche in questo caso sono state ben visibili tracce di condensazione lungo tutto il percorso del
raggio laser, ma le goccioline di pioggia così ottenute sono state troppo piccole per scatenare un vero e proprio acquazzone. L’unico problema da risolvere
riguarda la possibilità di far agire il laser non solo su un singolo punto ma su chilometri di nuvole.
Adriano Mazzarella
Climatologo – Università Federico II

