Quando l’anticiclone porta tempo grigio e uggioso

Novembre 17, 2009 by scolari  
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari

20 novembre 2009 22 novembre 2009

Proprio in questi giorni stiamo assistendo ad una condizione tipicamente autunnale ma in presenza di una vasta area di alta pressione che abbraccia buona parte dell’area del Mediterraneo e più marginalmente il Nord della penisola Italiana, tuttavia le regioni del Nord hanno visto il transito di nuvolosità compatta prevalentemente di tipo stato-cumuliforme per l’influenza marginale di 3 deboli perturbazioni Atlantiche in transito a Nord delle Alpi, di conseguenza le regioni del Nord vedono dalla fine della scorsa settimana condizioni di cielo costantemente grigio e uggioso con a tratti deboli precipitazioni sparse, mentre le regioni del centro-Sud hanno visto condizioni di tempo maggiormente soleggiato, salvo nebbie mattutine che hanno interessato le valli interne del centro, ma sopratutto con valori termici piuttosto elevati con punte massime che localmente hanno raggiunto i +25°C (sulle regioni del Sud e sulle isole maggiori).
Nei prossimi giorni si prevvede una maggior influenza dell’alta pressione anche sul Nord della penisola Italiana, vi sarà dunque un’attenuazione della nuvolosità a media-alta quota, in compenso torneranno le nebbie in Valpadana, nebbie anche fitte o strati di nuvolosità bassa (strati/Stratocumuli) che tenderanno a divenire più tenaci anche lungo i littorali del centro-Nord come pure nelle valli interne e tenderanno a mantenere un tempo prevalentemente grigio e uggioso su tutte queste regioni sopracitate.
Le regioni del centro-Sud e le isole maggiori continueranno a vedere condizioni di tempo prevalentemente soleggiato, salvo banchi di nebbia più probabili durante le ore notturne lungo i littorali ma in rapida dissoluzione nel corso della mattinata.
Insomma pressione atmosferica prevista in aumento anche sulle regioni del Nord Italia ma sostanzialmente non vi saranno grandi cambiamenti dal punto di vista meteorologico rispetto ai giorni passati e questo è favorito dal ristagno di aria umida nei bassi strati della troposfera, inoltre le elevate temperature in quota (+15°C/+20°C a 850 hPa) favoriscono condizioni di inversioni termiche tra gli strati bassi della troposfera e gli strati superiori durante le ore notturne.

mare

Una condizione analoga avvenne a fine novembre 2006, dopo la dissoluzione della nuvolosità domenica 26 novembre 2006, nella massa d’aria calda di origine sub-tropicale fluita da Sud si registrarono valori prossimi ai +15°C ma con un tasso di umidità relativamente elevato.
Nella notte seguente (quella su lunedi 27 novembre 2006) la presenza di un cielo sostanzialmente sereno ha favorito un raffreddamento al suolo e di conseguenza la formazione di un’inversione termica sulla Valpadana.
La condensazione del vapire acqueo al suolo procurò lo sviluppo di uno strato di nebbia che ricoprì l’intera Valpadana.

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Inizialmente lo strato di nebbia presentò un limite superiore di 400 metri di quota, ma già nel corso della mattinata lo strato di nebbia divenne gradualmente più spesso e il limite superiore si elevò fin verso i 900 metri di quota consentendo un rientro della nebbia anche alle vallate pre-Alpine.

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Panorama del mare di nebbia visto lunedì mattina dai monti di Ditto. A sinistra il Ceneri, a destra le montagne della sponda destra del Verbano (foto Nicola Gobbi).

Il mare di nebbia che penetrò le vallate pre-Alpine presentò 2 distinti limiti superiori tra la regione del Sopraceneri e quella del Sottoceneri.
Come un fluido in lento movimento, la nebbia avanzò rientrando nel canton Ticino sia dal Luganese che dal verbano, la regione del Pieno di magadino fu interessata dalla nebbia rientrata dal verbano mentre la Val Rivera (Sottoceneri) fu interessata dalla nebbia che rientrò dal basso Ticino, pertanto si presentarono 2 strati di nebbia aventi un diverso spessore tra i 2 versanti del Monte Ceneri (fenomeno ben visibile nella foto qui sopra postata).

inversione

L’immagine mostra il limite superiore dell’inversione sul bacino del Verbano e del Piano di Magadino.
A sinista sull’immagine il fumo dell’incendio appare come una macchia nera.
Infatti proprio in quell’occasione si verificò l’incendio del magazzino di Pneumatici a Riazzino (Piano di magadino), il denso fumo nero sprigionatosi dall’incendio restò improgionato sotto l’inversione termica invadendo l’area del Locarnese e del Bellinzonese per “ricadere” nella notte seguente sui campi del Piano di Magadino, inutile elencare i gravi danni che l’evento avvenuto in circostanze meteorologiche sfavorevoli comportò dal punto di vista agricolo, rovinando intere coltivazioni.

incendio

Immagine dell’incendio di martedì 28 novembre 2009 pomeriggio attorno alle ore 16.00.
Il fenomeno della nebbia alta è ancor più comune lungo l’Altipiano Elvetico, in presenza di cielo sereno una cappa di nuvolosità bassa (prevalentemente di tipo stratificato) ricopre quasi sempre le pianure della Svizzera Nord Alpina.
Infatti anche l’Altipiano si presenta come una sorta di grande vallata stazionata tra la catena montuosa del Giura e la catena Alpina, un pò come la Valpadana che staziona tra la catena Alpina e la porzione Settentrionale della catena Appenninica.
Il limite superiore dello strato nuvoloso può variare molto a seconda del periodo e delle condizioni meteorologiche presenti.
Solitamente le prime nebbie che si formano in settembre ricoprono le pianure e tendono a dissolversi abbastanza rapidamente già nel corso della mattinata, più ci si avvicina alla stagione fredda più le nebbie tendono a diventare tenaci e a ricoprire le pianure anche durante le ore centrali della giornata, dissolvendosi praticamente solo in presenza di condizioni di tempo perturbato.
Il limite dello strato nuvoloso tende a sollevarsi raggiungendo spesso i 1000/1500 metri di quota, interessando anche le vallate interne del versante Nord Alpino e le zone collinari.
In presenza di Bise che come vento gelido sferza l’altipiano tende spesso a comportare un ulteriore sollevamento ed un aumento dello spessore dello strato nuvoloso con limite superiore che può raggiungere anche i 2500 metri di quota con episodi di nevischio o deboli nevicate sottostante la cappa di nubi, mentre l’aria secca di origine Orientale o Nord Orientale comporta ad avere un buon soleggiamento sulle regioni Alpine, di conseguenza le temperature possono durante il giorno risultare addirittura superiori in alta montagna ripetto alle regioni pianeggianti della Svizzera Nord Alpina.
Un fenomeno che si può verificare anche lungo il versante Sud Alpino, il rientro di freddi venti Orientali negli strati bassi della troposfera può facilmente favorire la formazione di strati nuvolosi bassi e campatti (di tipo stratocumuliforme) sul Nord Italia, nuvolosità che spesso interessa maggiormente le vallate pre-Alpine del Nord Ovest Italiano per la formazione di un lieve effetto di sbarramento della porzione Occidentale della catena Alpina in corrispondenza a venti Orientali o Sud Orientali negli strati inferiori dell’atmosfera.
Durante la fredda stagione questi episodi possono comportare a deboli precipitazioni o rovesci di neve fino alle basse quote su Piemonte, sopratutto sulla regione del Cunese.

Immagini tratte da: Meteosvizzera

La situazione presente il 19.11.2009.

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Flavio Scolari

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