Teorie riguardo a catastrofi avvenute in passato

Settembre 21, 2009 by scolari  
Filed under Il Blog di Flavio Scolari

Tutti avremo già sentito parlare di possibili cataclismi climatici avvenuti in passato.

L’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre:

La Terra ha un’inclinazione assiale di 23° 27′. È inclinata nella stessa direzione per tutto l’anno. Tuttavia, dato che la Terra orbita attorno al Sole, l’emisfero inclinato verso il Sole gradualmente viene a trovarsi in direzione opposta, e viceversa. Questa è la causa principale dell’alternarsi delle stagioni. Quando un emisfero è inclinato verso il Sole ha giorni più lunghi e notti più corte. L’inclinazione assiale non solo causa il variare delle ore di luce, ma provoca anche l’angolazione con cui la luce colpisce la terra, più verticale in estate, meno in inverno.

Estensione minima e massima dell’inclinazione assiale della Terra

L’inclinazione assiale della Terra varia da 22.1° a 24.5° con una periodicità di 41.000 anni, mentre la direzione dell’inclinazione subisce una graduale precessione, muovendosi lentamente lungo un cerchio in un periodo di circa 25.800 anni.
Altri fattori possono cambiare l’inclinazione assiale della Terra, e degli altri pianeti.

Nel tempo, la precessione assiale cambia il punto dell’orbita della Terra nel quale iniziano le stagioni (Precessione degli equinozi). Questo ha effetti minimi sull’ammontare dell’insolazione nei periodi in cui l’orbita è poco eccentrica, ma può avere grandi effetti sull’impeto delle stagioni quando l’orbita della Terra è estremamente ellittica (vedi cicli di Milankovitch). Il ciclo dell’eccentricità dell’orbita terrestre è di circa 100.000 anni.

Ma cosa accadrebbe se un’immane impatto cometale dovesse realmente produrre un’importante variazione dell’inclinazione assiale, tale da scombussolare il clima su scala globale.

Se vi fosse un’inclinazione importante dell’asse di rotazione terrestre (oggi a 23,57°) l’uomo soppravviverebbe tranquillamente, ma gli effetti sarebbero comunque molto evidenti anche per l’uomo: aree miti si ritroverebbero improvvisamente a latitudini molto fredde e viceversa.
Come se le nostre medie latitudini improvvisamente si ritroverebbero a latitudini subpolari il clima cambierebbe improvvisamente, dunque l’uomo dovrebbe subito adattarsi alle nuove condizioni climatiche in breve tempo, mentre per quanto riguarda la vegetazione: la vegetazione a latifoglie adatte per un clima mite come alle nostre medie latitudini non riuscirebbero ad adattarsi a climi molto freddi, dunque lascerebbe il posto a foreste di conifete che si adattano molto più facilmente a climi rigidi e piuttosto secchi come quelli delle latitudini subpolari.

Deriva dei continenti o terre inabissatisi?

Per quanto riguarda i continenti inabbissatisi e continenti che s’inalzarono dagli oceani… è tutt’altra teoria: infatti per chi crede in Atlantide come descritta da Platone, crede che continenti esistenti un tempo s’inabissarono, mentre terre un tempo sommerse sorgevano dai fondali oceanici.
Per quanto questa teoria possa essere affascinante e non impossibile, è allo stesso tempo molto improbabile e che non trova molti riscontri scentifici.
Io personalmente non credo a questa teoria, credo che sia esistita una Pangea insomma, infatti anche le alpi sono una linea di contatto con la zolla africana e quella euroasiatica.
Osservando tutto il planisfero si può notare quanto tutti principali sistemi montuosi Euroasiatici abbiano un certo legame gli uni con gli altri, infatti conbinati formano una grande fascia montuosa che attraversa il continente euroasiatico, come linea di di contatto tra zolle africana e oceanica con la zolla euroasiatica.
Gli appenini e i balcani invece si sono inalzati come linea di contatto con la microplacca adriatica e la zolla euroasiatica.
Lo stesso identico discorso vale per il continente americano, le catene montuose del nord america hanno un cento legame con le Ande che definisce le linea di contatto con la placca del pacifico e quella americana.
Anche osservando i fondali oceanici sopratutto dell’atlantico esiste una catena montuosa nei fondali che definisce la linea di contatto con la zolla americana e quella euroasiatica, si suppone che in un futuro remoto l’america allontanandosi dal continente europeo si congiungerà con il continente asiatico estremo orientale riproducendo così una nuova Pangea presente come un tempo.

Per quanto riguarda invece Atlantide descritta da Platone come ancor prima da molti miti di popoli passati, non credo alla versione come quella descritta di un continente inabissatosi improvvisamente, ma ciò non toglie che non possa essere esistita: teorie dicono che fu localizzata nel mediterraneo orientale, altre che fu localizzata su un isoletta centrata nel nord atlantico, poi inabissatasi nell’oceano, ecc… ecc… ma di atlantide non si è mai trovata alcuna traccia.
Una teoria di atlantide molto interessante invece localizza l’impero perduto, sul continente antartico, oggi sepolto perennemente da una spessa coltre di ghiaccio, infatti l’antartide fino a 13000 anni circa era un continente completamente “verde”, libero dal ghiaccio, poi 13000 anni successe qualcosa che provocò un netto raffreddamento climatico in breve tempo.
Questo potrebbe spiegare da dove potrebbero provenire “misteriose” mappe riguardante l’antartide di oltre 13000 anni or sono, che la rappresenta con estrema precisione quando era ancora libera dai ghiacci con tanto di corsi fluviale ancora esistenti sotto la coltre ghiacciata di circa 2 o 3 chilometri di spessore.
Inoltre se di atlantide non si è mai trovata alcuna traccia, forse è perchè i resti sono ancora sepolti dal ghiaccio da diversi millenni oramai, ma in fondo anche questa è solo una teoria che io però trovo particolarmente interessante, anche perchè su tale argomento lascia in sospeso quel “gusto” del mistero irrisolto, che forse resterà tale ancora per molto tempo.

Uno spostamento assiale potrebbe avvenire in entrambi i modi, ossia diminuire o aumentare di gradazione: come successe il 24 dicembre del 2004, quando il fatidico terremoto nel bel mezzo dell’oceano indiano con un magnitudo del ottavo grado della scala mecalli, procurò il terribile tsunami con effetti devastanti anche a miliaia di chilometri di distanza.

Inoltre il violento terremoto fece tremare (in maniera impercettibile dall’uomo) tutto il pianeta provocando così una deviazione dell’inclinazione assiale di un paio di gradi (se non ricordo male), l’inclinazione assiale però si reistabilizzò già subito dopo pochi giorni senza influire sul clima (se non in maniera irrilevante), questo perche la terra girado velocemente su se stessa, si comporta come una trottola, i poli per intenderci sono leggermente schiacciati rispetto all’equatore per il fatto che l’equatore gira più velocemente rispetto alle latitudini superiori, mentre i poli non girano affatto su se stessi essendo le due estremita della rotazione terrestre stessa (questo fattore genera anche la forza di coriolin, che provoca una deviazione importante dei venti su scala planetaria).

Se però dovesse succedere un fenomeno di proporzioni ancora maggiori, come ad esempio l’impatto di un grosso asteroide o di una cometa, questo potrebbe produrre un inclinazione assiale ancora più importante, in maniera tale che a livello geologico (dunque di sottosuolo) la terra converte la posizione dei poli ancor prima che l’inclinazione assiale si sia reistabilizzata, dunque terre una volta ai poli si vengono a trovare a latitudini diverse e viceversa, con un’inclinazione assiale di nuovo reistabilizzata in breve tempo.
Questo fenomeno può succedere tranquillamente se un fenomeno di grandi proporzioni “scuote o colpisce” il pianeta, mentre alcune teorie ipotizzano che sia già successo nella storia della terra, la prima volta circa 12 milioni di anni fa, mentre la seconda volta circa 13000 anni fa.

Se invece supponiamo che l’inclinazione assiale diminuisse di alcuni gradi, non cambierebbe molto in quanto anche in tal caso si reistabilizzerebbe in breve tempo, mentre se diminuisse di molti gradi, esempio avvicinandosi agli zero gradi, succederebbe un fenomeno particolare: per un certo periodo (prima che l’asse d’inclinazione terrestre si reistabilizzasse) verrebbero a mancare le stagioni in entrambi gli emisferi, infatti più l’inclinazione è importante, più aumenta il contrasto tra estate e inverno tra i due emisferi, viceversa più l’inclinazione diminuisce di gradazione più il contrasto tra estate e inverno diminuisce a livello termico.
Non ho mai sentito invece fenomeni di tale importanza da poter far convertire le stagioni, dunque da convertire l’inclinazione assiale di oltre 50°, azzerando l’inclinazione (azzerando le stagioni) fino a riaumentarne la gradazione convertendo istantaneamente le stagioni in entrambi gli emisferi.
Come se qui l’attuale inverno si convertisse in un’attimo in estate, questo mi sembra assai improbabile che possa verificarsi.
http://www.3dnworld.com/users/1/imag…imateEarth.jpg

Un’altra teoria che affascinò anche il grande Albert Ainstein, è una teoria molto similare: dice che appunto fino a 13000 anni or sono il nord america era centrata sul polo nord nel corso di una tenace glaciazione (l’ultima verificatasi) e come ben sappiamo i continenti si riscaldano molto più velocemente, ma allo stesso tempo rilasciano il calore accumulato in minor tempo rispetto agli oceani, raffreddando dunque molto più velocemente.
Tale fattore potrebbe aver incrementato l’accumulo molto importante di ghiaccio al polo nord per molti millenni, creando uno spessissimo strato gelato, gravando così un immane peso dall’alto, mentre al polo sud viceversa secondo la teoria si trovava solo acqua in quanto l’antartide era ancora fuori dal circolo polare.
Tutto ciò potrebbe aver sbilanciato la terra dal polo nord in maniera tale da provocare uno slittamento generale della crosta terrestre con ripetuti e devastanti terremoti in grado di produrre immensi tsunami e uno spostamento dei poli come dell’inclinazione assiale che reitabilizzandosi nel giro di pochi giorni, avrebbe convertito la posizione dei poli come li conosciamo oggi.

Premetto che queste restano comunque teorie benchè possano essere fattibili e affascinanti, l’unica cosa certa oggi è che circa 13000 anni fa ci si trovava in un periodo di disgelo, al termine dell’ultima grande glaciazione.
Vi furono grandi esondazioni, molte alluvioni dovute ad un improvviso scioglimento dei ghiacci, probabilmente questo sarebbe stato favorito dalla caduta di un grosso asteriode, caduto appunto circa 13000 anni fa.

Riguardo alla deriva dei continenti

Ma cosa cosa è realmente che muove i continenti con il passare del tempo?
La crosta terrestre: è uno di quei “gusci” del quale la nostra terra è formata internamente, il suo spessore varia dai 5 km (crosta oceanica) a 30 km (crosta continentale), si presenta solida, mentre sotto questo primo strato vi è il secondo strato chiamato: mantello che si estende fino a 2890 km di profondità nel sottosuolo, questo secondo strato si presenta liquido (magma), infine sotto il mantello fino a 6371 km vi è il nucleo (esterno e interno)

La crosta terrestre a sua volta non si presenta come “pezzo” unico, ma bensì come tante parti che si intersecano l’una con l’altra formando come un grande puzzle globale.
Principalmente si distinguono 5 principali placce e un gran numero di microplacce che slittarono e slittano tutt’oggi sopra il mantello con un andamento molto lento creando in questo modo anche i sistemi montuosi.
Ad esempio le alpi si sono formate quando la placca africana slittò sotto la placca euroasiatica milioni di anni fa in un processo piuttosto lungo, il Ticino (come anche l’italia, Sicilia escusa) infatti pur trovandosi sulla placca euroasiatica in superficie, nel sottosuolo in profondità si riscontra uno strato confinante della placca africana che slittò appunto sotto la zolla euroasiatica diversi milioni di anni fa, mentre invece la Sicilia fa ancora parte della zolla africana a livello geologico.
Tutte le catene montuose si sono formate per fattori analoghi come quello appena descritto.

Ma la deriva dei continenti comportò diversi fattori derivanti nel tempo: molte aree una volta a latitudini tropicali si spostarono a latitudini più elevate costituendo così un lento cambiamento climatico per le aree interessate dal fenomeno: l’italia ad esempio un tempo si trovava a latitudini tropicali con conseguente clima tropicale che poi lentamente è mutato in rapporto con la deriva dei continenti, oggi si presenta come lo conosciamo.
Inoltre si crede che grandi glaciazioni nella storia possano essere state favorite appunto dalla deriva dei continenti che alterarono le correnti oceaniche presenti un tempo per riproporne altre con il passare del tempo, lasciando dunque per lunghi periodi le latitudini medio-alte prive di quella parte di calore trasportata dai tropici con le correnti oceaniche.
Lo spostamento continentale avviene tutt’oggi e continuerà anche in futuro procurando un continuo ma lentissimo cambiamento climatico prodotto da questi processi che sono avvertibili solo nell’arco di molti milioni di anni, l’unico fattore evidente del fenomeno restano i vulcani: dati da una rottura della crosta terrestre dal quale fuoriesce il magma con le eruzioni vulcaniche e non da meno dai terremoti: dati dalla sovrapposizione delle zolle, il che sprigiona grandissime quantità di energia in grado di far tremare la terra con conseguenze disastrose.

Anche un eruzione vilcanica può avere conseguenze a livello climatico, infatti un eruzione (di tipo esplosiva) può immettere nell’atmosfera grandissime quantità di ceneti e polveri che si inalzano fino alla medio-bassa stratosfera, a circa 20 km di altezza creando in questo modo uno strato filtrante per la luce solare, portando le temperature medie globali a decrescere.
Quest’ultimo fenomeno lo si può ammirare al tramonto o all’alba, quando l’incidenza dei raggi solari scendono di frequenza sul rosso, il cielo s’irradia di un colore infuocato grazie ad uno strato di polveri vulcaniche visibile dallo spazio, Inoltre una grossa eruzione vulcanica di tipo esplosiva può generare o comunque favorire la formazione delle nubi madreperlacee visibili alle alte latitudini durante i mesi invernali (legato al vortice polare stratosferico dunque), con temperature che a 20 km di altezza possono scendere a -82°C, sopratutto al polo sud.

http://atmos.caf.dlr.de/projects/sco…/fig_10_18.jpg

Antiche civiltà:

Anche le grandi civiltà passate (EGIZI; MAYA; INCA; ecc…) ci hanno lasciato il frutto di tutto il loro sapere.
Erano civiltà che per quanto riguarda l’astronomia sapevano veramente tutto, infatti oggi la maggior parte delle nostre conoscenze le abbiamo ereditate da questi grandi popoli esistiti circa 6000 anni fa.
Trovo strano comunque pensare che gli Egizi, come i Maya e gli Inca abbiano misteriosamente imparato ad osservare il cielo così bene senza l’ausilio di conoscenze magari ereditate a loro volta da un popolo ancora precedente.
Sapiamo che le stelle un tempo venivano associate a divinità (agli DEI), ma il fattore ancora più insolito resta il fatto che tali civiltà conoscevano pure corpi stellari invisibili a occhio umano anche in quei tempi.
Oggigiorno grazie all’era dei computer possiamo ricostruire come si presentava il cielo in un determinato periodo grazie all’ausilio di potenti programmi, e grazie a queste elaborazioni si è potuto chiaramente constatare che corpi stellari invisibili a occhio nudo come lo sono oggigiorno lo erano un tempo di 8000 anni fa.
I Dragon ad esempio conoscevano “il cane” di orione, si tratta di una stella compagna molto più piccola che gira attorno alla stella di orione, poste appunto nella costellazione di orione.
Tale stella compagna è del tutto invisibile a occhio nudo oggi come allora, dunque la domanda più ovvia resta: Come facevano a conoscere così bene corpi stellari che possono essere osservati solo con l’ausilio di grossi telescopi?
La risposta più ovvia è quella che anche queste grandi civiltà devono aver ereditato le loro grandi conoscenze da popoli a loro precedenti, spesso riportati dai miti come ATZECHI o NEFELIN considerati degli DEI mandati dal cielo.
Forse l’impero perduto di atlantide è la chiave per risolvere questo grande mistero?
Potrebbe essere, il mistero comunque resta e forse resterà tale; malgrado ciò, non è da sottovalutare il fatto che potrebbero in teoria essere esistiti eventi di tale portata che noi non possiamo minimamente immaginare, eventi astronomici che potrebbero aver cancellato dalla faccia della terra resti di un’antica conoscenza precedente alle grandi civiltà tutt’oggi ben note.
Tutti questi misteri lasciano riflettere su quanto anche noi grazie alle nostre nozioni scentifiche di qui disponiamo oggi, potremmo ignorare fattori o eventi di qui oggi riteniamo assurdi, vivendo in un periodo geologico, astronomico e climatico relativamente tranquillo.
Pur credendo nell’evoluzione umana di Darwin, non escludo a priori che popoli evolutissimi nelle loro conoscenze astronomiche precedenti gli Egizi e i Maya possano aver popolato la terra prima di una possibile immane catastrofe avvenuta circa 13000 anni fa.
Questo infatti potrebbe risolvere il mistero della sfinge che porta segni di incessanti piogge torrenziale che si verificarono prima di quel tempo: infatti si ritiene che la sfinge possa risalire a oltre 11000 anni avanti cristo, orientata nella costellazione del leone (in quel tempo), poteva avere la testa di un leone caduta in seguito all’erosione del vento e delle piogge.
Da qui gli egizi la ricostruirono raffigurante la testa del faraone Keope (come si presenta oggi insomma), il copo sembra effettivamente un po sproporzionato rispetto alla testa molto più piccola, forse perchè precedentemente vi fu costruita la testa di un leone molto più grande e proporzionata al resto del corpo della sfinge.
Vi sono numerosi altri interrogativi nella storia di quei tempi, riguardo a costruzioni sparse in tutto il mondo, che si presentano un po “fuori posto” per come si presentava il cielo in quei tempi e sembra difficile pensare che popoli che disponevano di conoscenze astronomiche e matematiche così avanzate, possano aver fatto errori di calcolazione così grossolani, infatti indiettreggiando nel nel tempo di qualche millenio (nell’osservazione del cielo) ci si accorge subito che le cose quandrano perfettamente se consideriamo che tali costruzioni possano essere state costruite oltre 15000 anni fa.
Comunque sia la storia potrebbe riservarci sorprese non indifferenti che forse in futuro potremo scoprire.
Oggi possiamo comunque ammirarla per come la conosciamo, in tutto il suo splendore.

Probabilmente anche parte delle imponenti strutture costruite da questi grandi popoli, servivano per misurare il tempo, funzionavano come enormi orologi cosmici in grado di scandire il tempo secondo i movimenti degli astri.
Generalmente si basavano sui movimenti del sole, come i grandi ponti in pietra costruiti in Perù, che disposte a mo di cerchio calcolavano i sostizi stagionali, ad ogni sostizio il sole sorgeva e rispettivamente tramontava nel mezzo di due grandi blocchi in pietra disposti verticalmente.
Altre strutture servivano per lodare le divintà che generalmente erano associati alle stelle, dunque possiamo tranquillamente dire che grandi strutture furono create in onore alle stelle.
Infatti osservando la posizione delle piramidi egizie, si è constatato che erano disposte in egual misura (in scala) con la posizione stellare della constellazione di orione, sia per la loro posizione, per la distanza tra le stelle che per la loro dimensione, la costellazione di orione presente in cielo fu riprodotta in scala dagli egizi con la costruzione delle piramidi di Giza.

Inoltre la piramide di keope come pure la grande piramide Maya potevano scandire il tempo in base ai movimenti del sole nell’arco di tutto l’anno, funzionando così come grandi orologi cosmici.
All’interno delle piramidi vi si trovano delle camere che fino a qualche tempo fa si credeva servissero per ospitare la mummia del faraone, oggi si sa che il vero significato delle piramidi doveva essere tutt’altro, infatti oltre a riprodurre le costellazioni celesti, le piramidi potevano servire pure per scandire il tempo, in ogni camera (all’interno delle piramidi) è presente un foro e ad un determinato periodo dell’anno preso in considerazione (sostizi stagionali) come ad un determinato periodo della giornata i raggi del sole illuminavano una o piuttosto l’altra camera grazie a questi fori posti sicuramente con un ordine ben preciso.

Ma perchè le piramidi Egizie furono piazzate proprio a Giza?
Infatti potevano essere piazzate in altre regioni dell’Egitto, ma se furono piazzate proprio a Giza non è affatto per puro caso, prendendo in considerazione diversi parametri terrestri.
Un’sempio: l’area di Giza corristonde ad un punto centrale delle cordinate sia latitudinale che longitudinali rispetto alle terre emerse del nostro emisfero (una sorta di centro del mondo per le terre emerse).
Anche le piramidi stesse rispecchiano parametri terrestri non casuali, infatti le pareti esterne delle piramidi si è scoperto che non sono perfettamente lineari, ma besì che sono leggermente incurvate, come mai?
Il fatto che queste pareti esterne delle piramidi siano leggermente incurvate, non è affatto casuale, infatti si è scoperto anche qui che la lieve curvatura delle pareti esterne coincide perfettamente con la curvatura terrestre (essendo rotonda).

Probabilmente anche parte delle imponenti strutture costruite da questi grandi popoli, servivano per misurare il tempo, funzionavano come enormi orologi cosmici in grado di scandire il tempo secondo i movimenti degli astri.
Generalmente si basavano sui movimenti del sole, come i grandi ponti in pietra costruiti in Perù, che disposte a mo di cerchio calcolavano i sostizi stagionali, ad ogni sostizio il sole sorgeva e rispettivamente tramontava nel mezzo di due grandi blocchi in pietra disposti verticalmente.
Altre strutture servivano per lodare le divintà che generalmente erano associati alle stelle, dunque possiamo tranquillamente dire che grandi strutture furono create in onore alle stelle.
Infatti osservando la posizione delle piramidi egizie, si è constatato che erano disposte in egual misura (in scala) con la posizione stellare della constellazione di orione, sia per la loro posizione, per la distanza tra le stelle che per la loro dimensione, la costellazione di orione presente in cielo fu riprodotta in scala dagli egizi con la costruzione delle piramidi di Giza.

Inoltre la piramide di keope come pure la grande piramide Maya potevano scandire il tempo in base ai movimenti del sole nell’arco di tutto l’anno, funzionando così come grandi orologi cosmici.
All’interno delle piramidi vi si trovano delle camere che fino a qualche tempo fa si credeva servissero per ospitare la mummia del faraone, oggi si sa che il vero significato delle piramidi doveva essere tutt’altro, infatti oltre a riprodurre le costellazioni celesti, le piramidi potevano servire pure per scandire il tempo, in ogni camera (all’interno delle piramidi) è presente un foro e ad un determinato periodo dell’anno preso in considerazione (sostizi stagionali) come ad un determinato periodo della giornata i raggi del sole illuminavano una o piuttosto l’altra camera grazie a questi fori posti sicuramente con un ordine ben preciso.

Ma perchè le piramidi Egizie furono piazzate proprio a Giza?
Infatti potevano essere piazzate in altre regioni dell’Egitto, ma se furono piazzate proprio a Giza non è affatto per puro caso, prendendo in considerazione diversi parametri terrestri.
Un’sempio: l’area di Giza corristonde ad un punto centrale delle cordinate sia latitudinale che longitudinali rispetto alle terre emerse del nostro emisfero (una sorta di centro del mondo per le terre emerse).
Anche le piramidi stesse rispecchiano parametri terrestri non casuali, infatti le pareti esterne delle piramidi si è scoperto che non sono perfettamente lineari, ma besì che sono leggermente incurvate, come mai?
Il fatto che queste pareti esterne delle piramidi siano leggermente incurvate, non è affatto casuale, infatti si è scoperto anche qui che la lieve curvatura delle pareti esterne coincide perfettamente con la curvatura terrestre (essendo rotonda).

Infine la grande piramide di keope fu costruita con uno scopo ben diverso oltre a quella di contenere la mummia del faraone, inanzitutto è la più grande piramide proprio perchè come già detto prima rappresenta la stella più luminosa della costellazione di orione, inoltre al suo interno si trova la ZEN alto circa 30 metri.
Ve ne sarebbero più di uno sparsi per il mondo di ZEN, forse 5, uno di queste viene custodita proprio all’interno della camera segrata dentro la piramede di keope, ed era considerato un oggetto del tutto sacro, cosa significasse lo ZEN resta ancora un mistero.
Eppure c’è chi entrando nella camera segreta contenente lo ZEN, giura che qualcosa di insolito è successo durante la permanenza all’interno della camera segreta, il tempo dicono non scorreva in egual misura come per l’esterno, ad esempio: “uno giurò che mentre all’interno della camera passarono pochi minuti misurabili anche dall’orologio che portava al polso, all’esterno quando usci furono passate oltre 3 ore”.
Un paradosso o una sana bugia… nessuno lo può sapere, anche se io non crederei subito a priori che possa trattarsi di una semplice bugia dato che non fu l’unico individuo a vivere tale insolita esperienza, ne testimoniarono a voyager.

Prendendo tutti questi fattori ci si può subito rendere conto di quanto queste civiltà dovessero avere straordinarie conoscenze astronomiche e matematiche.
Cosa ne pensi a riguardo dello ZEN descritto prima?
Una semplice bugia o un paradosso inspiegabile?

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