Il 2011 a Napoli, e Dicembre 2011
Gennaio 14, 2012 by natoxcorrere
Filed under Clima, Mazzarella
Il mese di dicembre è stato caratterizzato da una notevole variabilità atmosferica nei primi 17 giorni, con temperature di 3-4°C superiori alla media, e con i rimanenti giorni con temperature al di sotto della media. Le medie mensili sono risultate così di 10.6°C per le temperature minime (due gradi e mezzo in più della media) e di 15.2°C per le massime (un grado e mezzo in più della media). Il cono del Vesuvio è stato ricoperto da neve continuamente dal 18 al 25 e la quantità di pioggia caduta è stata di circa 85 mm, un terzo in meno di quella che cade normalmente a dicembre A chiusura d’anno, risulta utile riportare il bilancio termo-pluviometrico dell’intero 2011, come ricavato dai dati dell’Osservatorio Meteorologico della Federico II sito a Napoli centro e funzionante dal 1872. La temperatura media del 2011 è stata di 18.2°C, circa un grado in più rispetto alla media annuale, in linea con i valori degli ultimi 5 anni ma con valori elevati soprattutto nei mesi invernali; la quantità di pioggia annuale è stata di 732 mm, il 15% in meno della media annuale, con un deficit soprattutto in autunno.
Prof. Adriano Mazzarella
DECEMBER 2011 (translation) Mark Walters
In December there was considerable atmospheric variability in the first 17 days, with temperatures 3-4 °C above average, and with the remaining days with temperatures below average. The mean monthly minimum was 10.6 °C (2.5 °C above average) and maximum 15.2 °C (1.5 °C above average). The cone of Vesuvius was continuously snow-capped from December 18th to 25th, and monthly rainfall was 85 mm, one third less than the normal rainfall in December. For the whole of 2011, based on data from the Meteorological Observatory of the University of Naples Federico II at the centre of Naples in operation since 1872, the mean temperature for 2011 was 18.2 °C, about 1 °C above the annual average, in line with the values of the last five years yet with high values especially in the winter months. The rainfall in 2011 was 732 mm, 15% less than the long-term average, with a deficit especially in the autumn.
Intervista sul Clima Futuro
Febbraio 10, 2011 by natoxcorrere
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Vi proponiamo, in esclusiva, un’ Intervista al Prof. Mazzarella, sempre molto cordiale e gentile a rispondere a tutte le domande che gli poniamo.
In base ai suoi ultimi lavori abbiamo appreso in che modo l’ ENSO si evolve, e quali possono essere le sue conseguenze sulla salute umana, ci può brevemente spiegare questi fenomeni?
R. Nel lavoro: Mazzarella A., Giuliacci A., Liritzis I.: On the 60-month cycle of Multivariate ENSO Index, Theor. Appl. Climatol., 100, 23-27, DOI: 10.1007/s00704-009-0159-0, 2010) dimostro che il MEI ha un andamento quasi periodico di 60 mesi e questo mi ha permesso di prevedere il prossimo minimo per il 2010 e il prossimo massimo per gli inizi del 2013. Ma il minimo del MEI rappresenta la Nina (perfettamente prevista) ed il massimo del MEI rappresenta El Nino. Nel lavoro: Mazzarella A., Giuliacci A., Pregliasco F.: Hypothesis on a possible role of El Niño in the occurrence of influenza pandemics, Theor. Appl. Climatol., DOI 10.1007/s00704-010-0375-7, 2010) ho dimostrato che tutte le 8 pandemie che hanno colpito il nostro Pianeta dal 1580 sono avvenute subito dopo (circa due anni) l’occorrenza di un El Nino.super o dopo un debole ma prolungato El Nino. Il fenomeno El Nino è in grado di determinare, in Asia e in India, lunghi periodo di siccità, carestie e malattie. Poiché il prossimo El Nino capiterà agli inizi del 2013, risulta probabile che potrebbero verificarsi le condizioni di una pandemia due anni dopo il 2013 . Ribadisco, però, che questa è solo una condizione necessaria ma non sufficiente (infatti la presenza di un super o prolungato El Nino non sempre determina una pandemia).
In che modo la magnetosfera si deforma, al fine di frenare la rotazione terrestre, ed in che modo influisce sul MEI?
R. L’impatto di un vento solare intenso sulla magnetosfera è in grado di determinare degli shock sulla magnetosfera che in cascata sono in grado di frenare prima l’atmosfera e poi la rotazione della Terra determinando l’allungamento della lunghezza del giorno. E’ noto che il fenomeno El Nino (MEI superiore a 1.7) è in grado di determinare una diminuzione degli alisei provenienti da Est verso Ovest e tale diminuzione determina un aumento della circolazione zonale e una diminuzione del LOD.
Cosa ci può dire della prossima estate in Italia in base alla Nina e quali sono i fattori che secondo lei influiranno
R. Quest’anno sarà ancora un anno con una Nina attiva per cui in Italia il caldo dell’estate sarà all’interno della norma ma senza ondate di calore eccessive. Occorre evidenziare che il clima in Italia è determinato dalla NAO e con Scafetta ho sottomesso un lavoro nel quale dimostro che, quando l’integrale della NAO è basso, la componente zonale della circolazione atmosferica diminuisce a favore di quella meridianale con conseguente diminuzione della temperatura. Quando la velocità della circolazione zonale è alta, il vortice polare non riesce a raggiungere le basse latitudini e la temperatura dell’emisfero Nord è più alta .
Recenti ricerche hanno ridimensionato l’ effetto del sole sulla PEG, cosa ne pensa?
R In corrispondenza di un minimo di attività solare i raggi cosmici non sono più filtrati dall’attività magnetica del sole e impattano numerosi sulla magnetosfera producendo un aumento della pressione atmosferica alle alte latitudini (il cosiddetto ovale aurorale) e perciò una NAO negativa. In corrispondenza del massimo di attività solare avviene il contrario e perciò una NAO positiva. Non a caso, il minimo di Maunder è avvenuto con la NAO negativa mentre l’Optimum medievale è avvenuta con NAO positivo (Trouet et al., 2009)..
Secondo lei quale potrebbe essere l’evoluzione climatica nei prossimi decenni, concorda con il fatto che continueremo a risentire degli effetti del GW o andremo verso una fase di controtendenza, e quanto incideranno i parametri astronomici su questi mutamenti?
R Il GW ha manifestato un un rallentamento e la temperatura tenderà a diminuire anche se insieme a qualche sussulto.
In tanti non capiscono come variazioni solari così ridotte possono influire in maniera pesante sull’ andamento del clima , affermando che la responsabilità è soprattutto umana: cosa si sente di dire a queste persone, e quanto secondo lei l’ uomo incide, e come si fa differenziare la CO2 prodotta dall’ uomo da quella di altra origine?
R Nei modelli GCM sono riportate equazioni differenziali che rappresentano le varie leggi di conservazione, dei gas etc. L’attività del Sole è espressa da una costante 1400 W/m2 e si sa che la derivata di una costante è zero. I modelli GCM sono perciò CO2 dipendenti e per nulla Sole dipendenti.
In molti ritengono che le relazioni statistiche tra i parametri astronomici e le mutazioni del clima, non sono sufficienti a spiegare le variazioni climatiche: cosa ne pensa?
R. L’onda di circa 60 anni è stata identificata in diversi parametri climatici: SST, NAO, Numero aurore, irradianza etc. ma l’onda di 60 anni è una conseguenza della quasi commensurabilità dei periodi di rivoluzione di Giove e Saturno intorno al Sole: 5x 11.86 = 2 x 29.46 ~ 60 anni. La quasi commensurabilità implica che la stessa geometria dei tre corpi Sole, Giove e Saturno si ripete ogni 60 anni .
Nonostante l’ attività solare sia stata bassa in questi ultimi anni si è continuato a registrare un aumento delle Temperature globali: come lo spiega?
R Il passaggio da stati termici diversi non avviene mai abruptly ma gradatamente; la temperatura dell’aria tra l’altro segue una sinusoide e non una Dirac function.
Come spiega che il ciclo delle glaciazioni, negli ultimi 1-2 milioni di anni coincide con il ciclo dell’eccentricità dell’orbita terrestre (una glaciazione ogni 100000 anni), mentre prima coincideva con l’andamento ciclico dell’inclinazione assiale (una glaciazione ogni circa 41000 anni)?
R La curva di Vostock evidenzia un ciclo nelle glaciazioni di circa 100000 anni.! Occorre considerare l’accuratezza dei dati che già lasciano a desiderare per quanto rigurada gli ultimo 400 mila anni della curva di Vostock. Insieme all’accuratezza dei dati occorre pure considerare il livello di confidenza dei risultati ottenuti. Tutto questo non credo sia stato fatto per gli ultimi1-2 milioni di anni. .
La corrente del golfo quanto incide sul clima Europeo, ed in che modo?
R La circolazione atmosferica e oceanica è molto complessa e la corrente del Golfo svolge un ruolo dominante nel trssporto del calore . Nell’arco degli anni la corrente del Golfo è destinata a subire variazioni che saranno del tutto naturali. Il Clima non può impazzire perché è stato pazzo da sempre!!
Prof. Adriano Mazzarella, docente presso l’ Università di Napoli Federico II di Fisica Terrestre, Climatologia, Oceanografia, e Meteorologia, nonché responsabile dell’ Osservatorio Meteorologico di San Marcellino ( Napoli)
Gli Anticicloni Barbara Agnese: Gennaio 2011
Febbraio 8, 2011 by natoxcorrere
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Il clima dell’intero mese di gennaio 2011 è stato molto disomogeneo con valori della temperatura dell’aria al di sopra della media, anche di 8 gradi, nelle prime due decadi e con valori al di sotto della media fino alla fine del mese e con il cono del Vesuvio ammantato di neve. Le medie delle temperature minime e massime a Napoli centro sono state così, rispettivamente, di 9.0°C e di 14.0 °C, con punte di freddo al di sotto di 5°C, il 25 e il 26 del mese. Il giorno 17 gennaio è stato molto favorevole all’accumulo degli inquinanti perché caratterizzato da una stabilità atmosferica classificata dall’Osservatorio Meteorologico della Federico II come “estrema”; la quantità di pioggia caduta è stata di 92 mm, in linea con quella stagionale. Tale scenario è stato determinato dalla presenza dell’anticiclone “Agnese” sul Mediterraneo, nelle prime due decadi, e dell’anticiclone “Barbara” sull’Islanda, nella terza decade, che hanno agevolato l’ingresso sul Mediterraneo di masse d’aria calda-umida tropicale prima e fredda siberiana dopo. E’ curioso osservare che gli anticloni venivano chiamati con nomi maschili ma dal 1998 i movimenti femministi ottennero che venissero chiamati con nomi femminili negli anni dispari.
Prof. Adriano Mazzarella

