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Arriva il freddo per enfasi azzorriana.Analisi e prospettive sul prossimo futuro

Marzo 8, 2007 by  
Filed under Vecchie

8marzo2007

Dopo un inverno astronomico mai entrato e oramai avviato alla sua logica conclusione di calendario, si comincia a delineare con evidenza chiara e inconfutabile, la causa effetto di questa anomala stagione invernale, che ha lasciato in eredità, valori termici sopramedia e carenza pluviometrica più o meno marcata, variabile a seconda dei vari microclimi esistenti sull’area dello Stivale.

Di conseguenza, non metto certo in discussione i valori sopramedia di questo trimestre freddo meteorologico, conclusosi con l’ingresso del primo giorno di marzo,(primavera meteorologica) come anche di apporti precipitativi carenti, per un autunno assai avaro di perturbazioni degne di nota in area mediterranea.

Ma la legge della natura è ineccepibile, e non possiamo sottrarci alla sua cadenza inevitabile quanto variabile nel tempo, con tutte le cause effetto annesse e connesse. Un’analisi configurativa, che ha evidenziato in maniera tangibile e palese, come la grande circolazione generale dell’atmosfera, abbia perseverato a tenere l’area europea centro-occidentale e meridionale, sovente in un limbo termico, con valori indubbiamente al di sopra della medie di riferimento trentennali.

Ma ad ogni variazione configurativa, esiste sempre la sua causa effetto termica e meteorica, e per l’area euromediterranea, questa variazione significativa è stata rappresentata, come sempre, dalla lacuna importante dell’alta delle Azzorre, assente nella sua posizione abituale ad ovest dell’Iberia, sulle Isole Azzorre, dove sovente, quando è ben salda energica e in enfasi, propende a dirottare il flusso oceanico con frequenza anche verso nord, sotto la spinta di una sua elevazione nordatlantica, imprimendo al getto polare, una ondulazione vivace e costante.

Questa modifica di frequenza in seno al getto, è di estrema importanza per il trimestre autunnale e invernale, poiché è foriero di saccature oceaniche produttive e costanti, che inizialmente ricche di aria polare marittima nel periodo autunnale, finiscono per elargire nel trimestre freddo, una sempre più maggiore dominante di aria artica marittima, con puntate anche retrograde del getto, con in seno aria continentale gelida.

Ma tutto questo quadro meteoclimatico appena descritto, non si è mai realizzato, e questo per la consueta assenza cronica della figura barica importante per eccellenza, l’alta delle Azzorre, che come la collega del Pacifico in USA, ha un ruolo fondamentale nel variare la frequenza ondulata della corrente a getto, responsabile sempre delle cadenze meteorologiche stagionali, e di conseguenza dei climi esistenti alle varie latitudini di riferimento.

Basta poco a capire, che in questo ingranaggio complesso quanto delicato meteorologico, basta una semplice variazione in persistenza del getto, per modificare anche sostanzialmente, tutto lo scenario termico e meteorico preesistente normalmente, e la riprova l’abbiamo avuta sostanziale, con questo ultimo inverno, praticamente inesistente.

Una subtropicale atlantica, che ha dimostrato quanta importanza abbia per l’area euromediterranea, e quanto ne avrà anche nel prossimo futuro, poichè la sua presenza più diretta in Oceano, faciliterà una variazione configurativa importante e progressiva, che porterà in questo prossimo weekend, all’avvento di attiva flessione termica sullo Stivale, dopo uno scorso fine settimana, all’insegna della primavera inoltrata e temperature assai tiepide, incrementate da una elevazione transitoria subtropicale afromediterranea.

Una variazione termica verso il freddo di oltre 10° gradi, che avverrà a breve, dopo il peggioramento atmosferico rilevante entrato mercoledì nell’area mediterranea, che svilupperà nel suo proseguo configurativo, l’arrivo sull’area italica, di valori termici a 1400mt che saranno compresi fra 0° e -2° con punte anche di -4°, in netto contrasto rispetto la risalita assai sopramedia di appena 7 giorni fa, con valori termici sempre a 850 hPa che raggiunsero i +8 e +10°.

8marzo2007
Un azzorriana che rimarca in maniera tangibile la sua importanza meteoclimatica, poiché oltre ad impedire il proseguimento di perseverante flusso zonale temperato, presente da molte settimane verso l’area italica, ha incrementato un’onda di Rossby più acuta in area mediterranea, e disporrà anche un ponte altopressorio dinamico e termico verso oriente, con ritorno di vivaci fredde correnti nordorientali, che apporteranno, anche per un invito di area ciclonica latente sul basso mediterraneo, freddo in arrivo e wind child sostenuto (effetto di percezione del freddo acutizzato anche dalla presenza del vento), con tempo perturbato al sud e Isole (specie Sicilia).

8marzo2007
Aspettiamoci quindi nel prossimo futuro, ulteriori sorprese configurative anche eclatanti, poiché l’enfasi dell’azzorriano non rimarrà un fatto isolato, e questo alla luce dell’analisi dei modelli fisico-matematici, che mette in luce una variazione dispositiva del getto in quota, incline a nuovo trend barico, con la consueta perseveranza dichiarata dalla nota legge della persistenza. Ecco quindi che ritroveremo anche nel prossimo futuro, un ponte anticiclonico di stampo invernale e non di certo primaverile, fra le Azzorre e l’oriente, con aree dinamiche stabilizzanti (quota) in Atlantico e in Russia europea, e campo barico relativo ciclonico sempre in quota, verso l’area Iberica e retrogrado dall’area del Mar Nero, l’Egeo e la Turchia.
8marzo2007

Per concludere posso affermare che dopo un weekend freddo e ventoso, come perturbato al sud, e variabile sulle adriatiche con spolverate di neve a quote basse da stau, andremo incontro ad una settimana prossima che sarà comandata dal dominio altopressorio Russo-Atlantico, con lacune bariche in Iberia e sull’area greco-turca, e inversioni termiche di peso, che si affacceranno sulle pianure e fondi valle dello Stivale ad inizio settimana, per le notti stellate e l’assenza di ventilazione, con l’eredità dell’aria fredda affluita nei bassi strati atmosferici.

Il seguito meteoclimatico sarà da monitorare attentamente, poiché la presenza di due figure dinamiche in enfasi, quali l’alta delle Azzorre e l’alta orientale, depongono per un futuro avvento perturbato più meridiano, che potrebbe favorire l’ingresso anche di aria artica marittima oltre che polare marittima in direzione dell’area euromediterranea. Appuntamento ai prossimi aggiornamenti.

Previsore Roberto Madrigali

8 marzo 2007

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8marzo2007

Analisi configurativa per il prossimo cambiamento….

Gennaio 4, 2007 by  
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Prospettive favorevoli ad un break atlantico per enfasi altopressoria scandinava? probabile

 Siamo attualmente di fronte ad una situazione configurativa veramente particolare, che ricorda con affinità similari, al ventennio caldo sopramedia degli anni 80-90, salvo rare eccezioni. Indici positivi prevalenti e depressioni oceaniche attive ed energiche, che trasportano il flusso umido e mite atlantico, intervallato da saltuarie onde di Rossby più meridiane di chiusura, con annessa aria più fredda settentrionale.  

 È logico supporre, che con questa situazione configurativa, rimane prevalente l’azione mite oceanica, con scarsa continentalità e rimescolamento dell’aria con masse prevalenti di aria assai gradevole marittima, con brevi interessamento di affondi più convinti dell’aria fredda polare verso le medio-basse latitudini. 

 Ma non tutto è disposto verso la oceanicità, poiché da tempo vi sono segnali di continentalità e si sta affermando ad oriente dell’Europa, una meridianizzazione prevalente del getto in quota, con interessamento di masse di aria molto fredda artica su molte zone asiatiche, che hanno incrementato da mesi, a fasi alterne, situazioni fredde prevalenti, specie ad est degli Urali, ma che si sono estese per il momento saltuariamente, anche in direzione dei confini europei orientali. 

 Indubbiamente, siamo oramai sotto una prevalente informazione meteoclimatica monotematica, indirizzata ad un GW e temperature in risalita costante, con enfasi della fenomenologia del getto a caratteristiche miti prevalenti, ed ignorando quasi del tutto, la configurazione opposta della corrente a getto, che esalta viceversa, la discesa di aria artica rigida verso le medio-basse latitudini, comunque sempre presente e assai incisiva. 

 Ultimamente, e precisamente nel periodo natalizio, abbiamo evitato per un soffio configurativo, questa prima azione molto fredda artica in movimento meridiano sull’area asiatica europea, con valori a 1400mt di quota che hanno oscillato sui -16° e con una presenza latente ciclonica in area mediterranea, pronta ad adescare la colata fredda orientale, per conseguente aggancio con il getto polare meridiano. 

 Ma la scomparsa rapida dell’onda latente mediterranea, ha sospinto l’aria fredda  con decisione sull’Egeo, la Turchia e il Mar Nero, finendo per interferire sul Mediterraneo orientale, coinvolgendo Cipro con una isoterma a 1400 mt di -6°/-8° e con -4° che si è spinta fin sulle coste dell’Egitto, portando molto freddo sottomedia, su molte nazioni dell’area mediterranea orientale, ma tutto questo è passato come sempre, inosservato.

   Fa certamente più notizia il caldo che non  il freddo, ma questo sta creando molta confusione negli utenti, che non si stanno rendendo conto, delle reali  potenzialità assai marcate del flusso persistente orientale, che quando ha avuto la sua azione prevalente, ha sempre favorito situazioni meteoclimatiche assai rigide e continuative, che possono assumere connotazioni episodiche come le brevi incursioni tipo ’56-’85-’96 ,  come anche una  azione continuativa, avuta nella ben nota PEG.(1550-1850)

   Ma torniamo al discorso configurativo attuale, per ribadire che indubbiamente l’area euromediterranea, non è stata interessata in questo inverno in essere, da una nessuna situazione fredda degna di nota, salvo brevi incursioni artiche nella media minima stagionale. Ma questo fatto ha un sua ben precisa spiegazione nella lettura della dinamica atmosferica, per prevalente azione marittima, e situazioni costanti altopressorie sull’Europa meridionale. 

 Indubbiamente, l’esito configurativo natalizio ha allungato i tempi di ingresso di un blocking altopressorio scandinavo-russo, che ha risentito della mancanza di area retrograda ciclonica in area mediterranea, con conseguente spinta del flusso atlantico sull’area anticiclonica che era presente sul Mare del Nord, scivolata inevitabilmente verso sudest. Ma la natura ha le sue azioni prevalenti e persistenti, e l’osservazione accurata e pignola del getto in quota, mi ha semplicemente evidenziato una pausa più o meno attiva di blocking altopressorio, che sarà pronta a rientrare con decisione, come avvenuto nel passato dicembre, nel corso del mese di gennaio, e sempre a latitudini russo-scandinave. 

 Una dinamica che dovrebbe incrementare un conseguente blocco al flusso atlantico, con  enfasi di termica russa da oriente al suolo.In più il blocking altopressorio scandinavo, avrà la particolarità di favorire uno sfogo relativo al flusso oceanico, che avrà le sue vie di fuga, una verso il Polo per poi ridiscendere meridiano ad oriente, incrementando anche azioni retrograde artiche in quota, come anche un derivato flusso marittimo, in interferenza in area europea meridionale. 

 Una situazione configurativa particolare di blocco, poiché incline a persistere per settimane, comportando una azione rigida orientale da est-nordest specie sull’Europa centro-orientale e meridionale, con interferenze umide in area mediterranea, foriere sempre di gelo e neve.Utopia? non penso proprio, semmai fatti concreti e supportati da una dinamica atmosferica disposta a questo passo configurativo osservabile da tempo, per situazioni persistenti di anticicloni scandinavi, come di presenze cicloniche retrograde o latenti in area mediterranea.  

 Il mese di dicembre scorso, deve servire da monito, poiché quando tutti i modelli matematici davano per prevalente un flusso oceanico, abbiamo avuto intorno la metà del mese, il cambiamento sostanziale dispositivo, che ha palesato un cambio netto e repentino, con flusso artico meridiano in avvicinamento all’area italica.Una  situazione analoga dovrebbe entrare sempre intorno la metà del mese, ma con la grande differenza di avere un blocking altopressorio nel mese più freddo per eccellenza, con aria sempre più“rigida” orientale che si sposterà retrograda dal Polo verso l’area euromediterranea, con un flusso atlantico che incrementerà azioni di disturbo occidentali in contatto.  

 Il monitoraggio sui modelli ha quindi inizio, e la settimana prossima sarà senza dubbio assai importante per la svolta meteoclimatica appena illustrata, e se il trend configurativo acquisito dalla natura rimarrà prevalente, avremo i primi segnali importanti a 300 hPa in settimana entrante. Ribadisco che attualmente non ho avuto  smentite riguardo la mia tesi stagionale di freddo esponenziale, e sono in  analisi assidua sui modelli matematici, specie nel long range di GFS e ENS, autentici “cecchini” nel decifrare “tendenze” evolutive, e con una di queste “tendenze”uscite recentemente, vi lascio e vi saluto cordialmente, dandovi appuntamento al prossimo aggiornamento.

Roberto Madrigali

 

04-01-2007  

 

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