Previsioni del tempo in Italia dal 17 AL 20 AGOSTO
Agosto 17, 2007 by giulio.detti
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Situazione: Il campo di alta pressione presente sull’area delo Stivale è in diminuzione, per l’approssimarsi di due onde di Rossby cicloniche in direzione dell’area euromediterranea. La prima in azione venerdì sarà moderata e più presente al nord con enfasi temporalesca diurna, che sarà presente anche in zone interne centrali italiche e variabilità debole sulle coste e variabilità nelle zone appenniniche del sud, con moderata flessione termica, con un miglioramento nel weekend. La seconda onda depressionaria in seno al getto in quota in arrivo ad inizio settimana, già presente la domenica dal nordovest, sarà assai più incisiva e significativa, e apporterà sull’area italiana, per l’evoluzione lenta di onda stazionaria in quota, persistenza di condizioni peggiorative instabili-perturbate. A seguire netta flessione termica specie centro-nord, in caratteristiche evolutive meteoclimatiche da classica rottura estiva.
Previsore ROberto Madrigali
Autunno o primavera? Considerazioni ed analisi a riguardo.
Febbraio 20, 2007 by giulio.detti
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Vortice oceanico terrà a freno la colata rigida artica, ma il dilemma tuttora rimane: autunno o primavera? Queste le considerazioni ed analisi affrontate dal mio editoriale.
Questo inverno sta proseguendo il suo cammino, sempre con situazione termica sopra le medie del periodo per l’area italica, che da tempo, sta risentendo di una configurazione ostinata oceanica con trasporto di aria mite atlantica, con saltuarie infiltrazioni di aria più fredda polare marittima.

Il Mediterraneo gode senza dubbio di un privilegio non indifferente dal punto di vista meteoclimatico, essendo soggetto con dominante del flusso a getto semizonale occidentale, al trasporto di aria mite marina, con contributo ancora più mite afromediterraneo e con l’Arco Alpino da diga imponente benefica alle avvezioni artiche meridiane.
Ma con avvezioni retrograde artiche, di aria gelida marittima come continentale, i rilievi meno imponenti e massicci della diga alpina orientale come la dorsale appenninica meno elevata, non oppongono un baluardo imponente, e di conseguenza da est-nordest l’area italica rimane poco protetta, e di conseguenza più soggetta a recrudescenze rigide artiche anche rilevanti, che possono raggiungere senza problemi, anche limiti eccezionali dal punto di vista termico.
È facilmente comprensibile affermare, che se in area italica rimane dominante un flusso semizonale delle medie e basse latitudini, difficilmente avremo valori invernali consoni con la stagione di appartenenza, e le medie rimangono, in linea di massima, logicamente sopra le medie del periodo.Una valutazione climatica semplice da valutare come da esporre, senza tirare in ballo catastrofismi o presunte anomalie termiche esponenziali.
Di certo questo inverno sarà ricordato come fra i più miti di questi ultimi anni, e ricalca con decisione come andamento termico, la mitezza reiterata degli anni 80-90, dove le subtropicali atlantiche si impadronivano sovente dell’area europea, specialmente meridionale. Ho voluto specificare questo, per sgombrare i dubbi di molti, riguardo una incombente azione dilagante da GW che, specie in questo contradditorio inverno 2006-07, ha dimostrato essere sempre meno attendibile, all’analisi della situazione avuta ultimamente in USA, sotto tormente di neve e gelo diffuso da tempo, eccetto pause effimere, nonostante anche lì l’inverno era iniziato sotto auspici assai miti quasi mediterranei.
Da settimane sono sotto analisi e ricerca configurativa assidua, per capire comunque, le cause di questa ostinata azione mite invernale, che sta trascinando la stagione sopra una media di riferimento indubbiamente particolare, ma che può trarre in confusione l’utente inesperto o digiuno di tecnica fisicomatematica e meteoclimatica, portandolo a considerazioni frettolose e imprecisate climatiche, che stanno convergendo ultimamente, in un coro quasi ripetitivo, verso il classico “riscaldamento globale”.
Ma Global warning letteralmente ha il suo significato di riscaldamento generalizzato del pianeta, che in realtà non spiega l’esistenza di eccedenze ed estremi termiche rilevanti, poiché da sempre la grande circolazione generale dell’atmosfera distribuisce la sua energia con le semionde e meridianizzazioni, come le onde stazionarie di Rossby, alle varie latitudini, comportando una media di riferimento che risente sempre di questi movimenti “imponenti” di energia termica. Il titolo del mio editoriale non è stato messo per caso, ma per far riflettere l’utente sulle potenzialità latenti della stagione invernale, che nonostante oramai il calendario avanzato, mette in luce sempre la presenza di situazioni gelide artiche in movimento anche eclatanti, come la stazionante azione di estesa goccia fredda artica rigida a latitudini russo-scandinave, che da diversi giorni viene monitorata, per comprendere e valutare una sua possibile azione di esondazione verso l’area italica.
Nel corso dell’ultima settimana, abbiamo vissuto una situazione configurativa che ci aveva fatto rasentare per un coro unanime dei modelli, una avvezione rigida artica eccezionale, con valori che potevano essere in ingresso anche sotto i ben -15° su molte regioni italiche, e questo mette in luce con franchezza, come basti veramente poco a livello configurativo, per essere catapultati da una situazione mite ottimale sopramedia, ad una azione termica opposta e incisiva rimarcante, e il passo è stato veramente esiguo.
In questo inizio di settimana, i modelli fisico-matematici, mi hanno confermato la perdita di importanza per l’area italica, del gelo nordorientale, e invece di ritrovarsi sotto il gelo e la neve, avremo sempre una continuazione di questo autunno ad oltranza, non specificando il termine primavera per un semplice e logico motivo meteoclimatico, quale che l’inverno sull’area dello Stivale non è mai entrato questo anno, e questo deve far riflettere tutti gli utenti, poiché le potenzialità in gioco da parte della natura, sono sempre rilevanti, e per avere conferma di questo, basta osservare la previsione termica delle europee, sempre più avare di valori rispetto alle americane, che pongono valori latenti sul nord dell’Europa come ad oriente, nel corso dei prossimi giorni, assai significativi

Valori che si aggireranno intorno i -28°, confermando una vivacità termica ragguardevole, sempre pronta ad esondare con un minimo movimento retrogrado, all’invito di un primo accenno di blocking azzorriano con isolamento di depressione a tutte le quote in sede italica. Ecco spiegato perché non ho usato il termine di primavera anticipata, con un inverno che non è mai entrato, ma che, guardandomi intorno, rimane comunque latente come in stand-by poco ad est e nordest dell’area italiana.
Concludo il mio editoriale, con l’ultima riflessione sulla emissione di ECMWF del fine weekend, dove si legge l’avanzata della vivace depressione atlantica, che ha avuto il pregio (o il difetto) di avere arginato l’intercedere del lago gelido nordorientale, ma che provocherà con la sua azione di anticiclone di chiusura, tipico di situazioni configurative di questa fattezza, una avvezione artica marittima più dominante, con risalita altopressoria dell’alta delle Azzorre verso nord ad ovest dell’Islanda, con discesa di onda meridiana di Rossby in evoluzione ad onda stazionaria.

Una depressione che avrà il pregio di portare ragguardevoli precipitazioni sull’area italica dal fine weekend e neve attiva sui rilievi, ma che avrà anche un peso rilevante meteoclimatico per il prossimo futuro, poiché sia con la complicità azzorriana che del lago gelido latente a latitudini settentrionali come ad est, si potrebbero creare i presupposti di una nuova minaccia artica anche rilevante per l’area italica, senza togliere la prospettiva di continuazione di flusso mite delle medie latitudini.Ma la mia riflessione è supportata dalla constatazione di fatto di un inverno inesistente, carente di degne azioni termiche tipiche stagionali, e i segnali che leggo configurativamente sia a livello troposferico che stratosferico, mi portano ancora una volta ad usare per “cautela”, il termine “autunno”, più che di una primavera oramai avviata.
Artico in avvicinamento.Correlazioni con l’avvezione artica in USA
Febbraio 4, 2007 by giulio.detti
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Alta pressione dinamica in evoluzione sul Mar di Norvegia, la possibile variabile per un coinvolgimento artico più diretto sull’Italia.
L’osservazione dei vari modelli fisico-matematici europei e mondiali, con l’ausilio della situazione modellistica a corto termine a 300 hPa, mi palesa una variazione configurativa incline a situazioni meteoclimatiche future anche particolari, per la probabile evoluzione di alta pressione dinamica(quota) ad ovest della Norvegia.
Questa alta pressione in quota come al suolo, sarà originata dalla dirompente azione artica, che si sta sviluppando attualmente in USA, dove un intenso vortice artico-canadese, per la progressione del getto in quota meridiana e una elevazione dell’alta del Pacifico verso nord, sta favorendo una avvezione rigida settentrionale, con valori a 850 hPa intorno a ben -40°.

Una situazione artica notevole in USA, che incrementerà valori a 1400mt di quota molto rigidi non solo nell’interno continentale degli Stati Uniti, ma anche sulla costa orientale, a riprova della vivacità della circolazione atmosferica, e della latente azione rigida artica, confermando in pieno, la mia tesi madrigali, di inconfutabile azione prevalente del getto in quota, come la responsabile dei cambiamenti climatici che si sono succeduti da sempre sul nostro Pianeta.
In un riscaldamento globale conclamato ripetutamente specie in questi ultimi anni, non può sussistere una azione rigida di tale fattezza, che in realtà si ripete con normalità, come le onde calde subtropicali, su molte nazioni mondiali, e questo a riprova che le variazioni climatiche nel corso del tempo, sono semplicemente legate intimamente, con gli umori configurativi della grande circolazione generale dell’atmosfera, che dispone con periodicità, situazioni dispositive del getto di persistenza, tali da mutare nel tempo le condizioni meteoclimatiche di qualsiasi zona del globo.
Ma torniamo a parlare dell’azione rigida artica in USA, poiché come è normale che avvenga per le correlazioni climatiche, avremo una azione di causa-effetto del getto in area europea, che avrà la sua variazione derivata proprio dalla situazione meteoclimatica in USA, e incrementerà scalarmente, la nascita di alta dinamica progressiva in direzione dell’Islanda, per la disposizione del getto sudovest-nordest in azione sul lato orientale del vortice canadese, e in movimento successivo sul Mar di Norvegia.
Una azione configurativa stabilizzante di blocking, che avrà ripercussioni incidenti sul Vecchio Continente, che si ritroverà progressivamente, con la presenza evolutiva di un vortice artico russo scandinavo che si estenderà progressivamente verso l’area europea, con annessa avvezione artica molto fredda con genesi sia dal Polo che dall’artico russo, che si impadronirà di buona parte dell’Europa oltralpe, e che farà sentire i suoi primi effetti anche in area italica dal nord, dal venerdì e progressivamente nell’inizio del prossimo weekend.

Ancora c’è da affermare comunque, che sussiste una evidente sofferenza dei modelli fisico-matematici, a decifrare con chiarezza e unanimità l’evoluzione in quota per la prossima settimana, e si notano sempre delle variazioni di vedute fra i vari modelli, anche se le Gfs e Ens come in maniera chiara anche le Dwd, sembrano più inclini a questa evoluzione, foriera anche di possibili colpi di scena artici eclatanti per lo Stivale, mentre Ecmwf, nonostante si sia indirizzato inizialmente in questa evoluzione, rimane sempre il più incerto e il meno probabilistico per questa visione di blocking, prediligendo la via oceanica.

Ma l’ulteriore conferma di una atmosfera in dinamicità e di una corrente a getto assai vivace disposta a generare blocking barici significativi ed incidenti, viene dalla visione e analisi dell’indice AO, che conferma una sua caduta drastica verso anche il fondo scala negativo per la metà di febbraio, come anche per la NAO in contenuta variazione verso il neutro e valori di seguito negativi.In conclusione inviterei a osservare attentamente l’evoluzione della corrente a getto per l’inizio del prossimo weekend, quando comincerà ad avvicinarsi aria rigida settentrionale ed nordorientale al Mediterraneo, sotto azione dinamica stabilizzante settentrionale, con probabili ciclogenesi italiche, pronte a riversare l’aria gelida da est-nordest, specie se la subtropicale atlantica si manterrà più convinta e in moderata elevazione verso nord-nordest.

Le variabili per un evento freddo normale, in arrivo per la Penisola italiana, dopo un rialzo temporaneo termico nell’inizio settimana, sono confermate dalla giornata di fine giovedì/venerdì prossimi, ma questo evento potrebbe assumere proporzioni ben più eclatanti ed eccezionali verso la metà del mese, con l’inizio di importanti segnali configurativi, probabilmente nel corso della settimana successiva, dal lunedì 12 a venerdì 16 febbraio. Monitoraggio costante e pignolo che proseguirà per tutta la settimana entrante, con ulteriori prossimi aggiornamenti.
4 febbraio 2007 Roberto Madrigali
previsore Toscana Channelsat-VideoFirenze-Maremma Channelsat

