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Inverno 2008/09, inverno old style?

Marzo 31, 2009 by  
Filed under Clima

Spesso durante l’ormai trascorso inverno abbiamo sentito parlare di inverno old style, con atlantico da vecchi tempi. Io non sono molto d’accordo con questa definizione. L’atlantico è stato il dominatore degli inverni anni 70, tutti molto nevosi per il nord e le alpi, come del resto lo è stato quest’anno, ma a mio parere le somiglianze terminano qui.

Quando si parla di atlantico si intende il famoso treno di perturbazioni in movimento da ovest verso est, il grande Bernacca le numerava una ad una.

Questo tipo di tempo è caratterizzato da continue precipitazioni, non sempre eccessivamente abbondanti, ma tali da garantire numerose e costanti nevicate sulle zone alpine e talora le temperature lo permettano anche sulla pianura padana, specie quella del NW, soprattutto se le correnti spirano da SW o SE.

Spesso però questo tipo di tempo veniva interrotto da ondate da NE tali da beneficiare di precipitazioni nevose anche il resto della penisola, altrimenti escluso causa la mitezza delle correnti atlantiche.

A riprova di quanto detto ecco le carte delle anomalie bariche a 500hpa e di temperatura a 850hpa degli inverni anni 70.

Si vede chiaramente come il flusso sia stato tendenzialmente est-ovest ma comunque sia entrata aria fredda, altrimenti le anomalie termiche a 850hpa non avrebbero altra spiegazione.

Analizzando il periodo dicembre-gennaio di quest anno ci accorgiamo invece delle differenze:

 

 

 

 

Il flusso non è più ovest-est ma nord-sud in direzione della penisola iberica.

Come si può facilmente vedere dalla cartina sovrastante. Ciò ha favorito intense precipitazioni su tutta la penisola, temperature sopra la norma al centro-sud, in effetti non c’è molta corrispondenza tra l’intensità dei venti meridionali e le temperature a 850hpa che a mio avviso dovrebbero essere più alte di quelle riportate, e molta neve al nord, Nw in primis.

In base a ciò credo che ci siano sostanziali differenze tra gli inverni cosiddetti old style e quello attuale, soprattutto da un punto di vista “ atlantico”, di perturbazioni tra dicembre e i primi di gennaio  se ne sono viste poche, tutta l’enorme mole di precipitazioni è stata dovuta alle miti ed umide correnti richiamate da gli affondi artici sulla Spagna.

In conclusione diamo anche uno sguardo agli ultimi 20 giorni dell’inverno meteorologico 2008/09.

 

 

 

Ovviamente l’aspetto è stato completamente diverso da quello che lo ha preceduto, con intensa attività da delle correnti da nord è blocco posizionato più ad est del precedente.

A mio avviso questa invertenza di rotta è dovuta essenzialmente allo straordinario warming avvenuto in stratosfera a fine gennaio. Senza di esso questo inverno si sarebbe concluso con un nulla di fatto per tutto il centro-sud.

 

                                                              Pasquale Contento

 

Evoluzione genetica della nostra specie: seconda parte

Febbraio 17, 2009 by  
Filed under Modelli

Ci eravamo lasciati alle spalle gli Indoeuropei che diedero vita alle diverse Etnie oggi presenti in Europa, quando migrando da un’area compresa tra il Danubio e gli Urali all’europa centro-Occidentale, si “miscelarono” con i popoli indigeni del Neolitico allora già presenti in Europa da 35-40000 anni fa (quando i Cro-Magnon giunsero in Europa).

Inanzitutto ricordo che per definire un’etnia, non si prende in considerazione l’aspetto culturale, ne tanto meno aspetti fisici che possono facilmente mutare con il tempo secondo le condizioni ambientali presenti in una determinata area geografica, ma bensì dobbiamo prendere in considerazione il patrimonio genetico presente nei diversi individui di un determinato popolo, unico vero aspetto che tende a mantenersi analterato fin dalle sue origini.
I più grandi e antichi gruppi etnici Europei ebbero origine circa 5000 anni fa, si individuano i Mycenea (attuali Greci), i Germani che popolarono le aree comprese tra il Nord della Germania e il Sud della Scandinavia, e forse l’etnia che più riguarda da vicino i popoli dell’Europa centrale, compresi quelli del Nord Italia, stiamo parlando dei Celti che secondo recenti ipotesi di natura genetica, la loro origine risalirebbe a ben oltre 7000 anni fa con la nascita dei proto-Celti.
Osservando la frequenza in molte aree dell’Europa centro-Occidentale dell’aplogruppo del cromosoma Y e contandone invece la rarità nell’area di sviluppo della cultura di La Tème, è stata postulata l’ipotesi di un’evoluzione ininterrotta, fin dal Mesolitico, di quei popoli che stanziati nelle loro sedi storiche, sarebbero storicamente emersi come Celti, in questo caso la connessione linguistica con l’Indoeuropeo e archeologica con La Tème, sarebbero esclusivamente frutto della contaminazione culturale successiva.

I popoli Celtici ebbero origine tra la Francia Orientale, la Germania Meridionale e la Svizzera Settentrionale, qui i proto-Celti si consolidarono come popolo avente una propria lingua e una propria cultura, evoluzione lineare di un vasto gruppo Indoeuropeo esteso fin sull’Europa centrale dall’inizio del terzo millenio avanti Cristo.

Dominio Europeo dei Celti:
La massima estensione dei Celti si ebbe tra i 400 e i 300 anni a.c.
In quell’epoca la lingua e la cultura Celtica cositituivano l’elemento più diffuso e caratteristico dell’intera Europa, con una vasta area ininterrotta che andava dalle Isole Britanniche al Nord Italia, interessando tutta l’Europa centro-Occidentale.

I popoli Gallici costituirono un’unità linguistica e culturale, tuttavia le varie tribù si differenziarono secondo vari aspetti politici formando vari gruppi di tribù Celtiche:
I Britanni che popolarono le attuali isole Britanniche, i Belgi stazionati tra la Manica e il Reno e parzialmente mescolati con i Germani (aventi un’altra origine etnica), gli Elvezi che popolarono il centro Europa entrando in contatto con i Reti, i Garonna e i Pirenei (popoli indigeni ma non di origine Indoeuropea), i Insubri che popolarono le regioni dell’attuale Svizzera Italiana, i Pannoni che popolarono le Alpi Orientali, i Lempotini che popolarono l’Italia Settentrionale, ma che ebbero una forte influenza anche sull’centro Italia con i Senioni, i Celtiberi che popolarono l’attuale penisola Iberica e i Galati dell’Anatolia derivanti da piccoli gruppi Celtici che si spinsero più a Sud.

Come i Galli dominarono l’Italia centro-Settentironale e come vennero sconfitti dall’impero Romano:
A più riprese i Celti valicarono le Alpi, oltre un millenio a.c., andando a rimpiazzare i popoli allora presenti quali i Liguri, gli Umbri e altre piccole popolazioni pre-esistenti.
I Celti furono popoli militarmente avanzati, descritti come popoli barbari, ma allo stesso tempo culturalmente avanzati e proprio questi fattori permisero il loro dominio di gran parte del continente per un lungo periodo.

Nel Italia Settentrionale la sottomissione dei Galli a Roma (dopo diverse sconfitte di Roma da parte dei Celti) incominciò nel terzo secolo avanti Cristo dopo una serie di iniziative militari contro i Lepontini, portò alla loro completa sottomissione, attestata alla creazione della provincia della Gallia Cisalpina circa nel 90 a.c.
Inizialmente i Romani conquistarono attorno al 125 a.c. tutta l’area Mediterranea tra le Alpi Liguri e i Pirenei mentre in un secondo tempo, circa nel 50 a.c. la Gallia Settentrionale passo sotto il dominio di Roma in seguito alle campagne condotte da Giulio Cesare.

Etnie presenti in Italia e in Europa:

Le due componenti genetiche presenti tutt’oggi in Italia: la rappresentazione posta a sinistra rappresenta l’influenza Celtica (maggior nel Nord Italia) mentre la rappresentazione a destra rappresenta l’Influenza Mycenae (dal Sud Est Europeo).
Il tutto oggi visto appunto in un contesto puramente genetico, proprio perchè linguisticamente e in parte cuturalmente parlando sappiamo bene che non vi è distinzione tra il Nord e il Sud Italia, tuttavia ripeto che vi sono alcune caratteristiche genetiche che tendono a preservarsi nel tempo fin dalle sue origini, il quale definiscono ad esempio alcuni aspetti fisionomici di un popolo.
Oggi grazie all’evoluzione genetica possiamo definire le varie etnie presenti tra i popoli Europei fin dalle proprie origini come pure la nostre storia.
Come già sottolineato si parla di etnie e non di razze, proprio perchè oggi sappiamo molto bene che l’intera umanità presente deriva da un unica specie umana (Cro-magnon) divisa tuttalpiù in diverse varietà genetiche (etnie).
Oggi possiamo anche definire l’Europeicità degli attuali popoli presenti sul vecchio continente, infatti per origine geneticamente parlando, prendendo in considerazione la sola Italia, si è constatato che i popoli del Nord Italia sono Europei per il 63% mentre i Calabresi e Pugliesi lo sono per il 32%, i Sardi per il 22%, malgrado contrariamente a quanto si possa pensare da queste parole, geneticamente i vari popoli Europei e Italiani presentano comunque caratteristiche molto simili tra loro date dal semplice fatto che hanno tutti origine Indoeuropea.

I Germani:
Nel terzo secolo avanti cristo si assitette ad una nuova grande migrazione, coinvolgeno molte aree dell’Europa centrale e Settentironale e influenzando principalmente la parte centro-Orientale del continente fin sulla Grecia.

La componente genetica Nordica presente oggi in Europa che corrisponde ai grosse spostamenti migratori avvenuti in passato delle popolazioni del Nord Europa.
I Germani erano una vasta popolazione Indoeuropea nata in un’area compresa tra la Scandinavia Meridionale e il Nord della Germania dalla prima metà del terzo millenio a.c., anche in questo casò si trattò di un popolo guerriero avente una proria lungue a una propria cultura complessa.
prima ancora del 500 a.c. raggiunsero il mar Baltico Orientale (attuale russia Europea allora popolata dai Baltici) dalla penisola Scandinava e dalle coste Orientali del mare del Nord.
Da qui a partire sopratutto dal terzo secolo dopo Cristo, numerose tribù Germaniche migrarono in molteplici ondate ad ogni direzione, toccando gran parte del continente Europeo e arrivando fino al Nord Africa e in Nord America.
I Germani vennero a contatto con Roma verso la fine del 200 secolo avanti Cristo con le incursioni da Nord dei Cimbri e dei Teutori in terrirorio Romano penetrando pure in Gallia.
Qui discesero il corso del Rodano favorendo le ribellioni Celtiche appena sottomesse dall’impero Romano e sconfiggendo a più riprese i combattenti Romani che cercarono di arginarne l’invasione.
Negli anni successivi i Cimbri penetrarono in Iberia, mentre i Tautoni proseguirono le loro scorrerie in Gallia Settentrionale, prima che i due popoli (Cimbri e Tautoni) tornarono a schierarsi contro i domini di Roma minacciando la Gallia Cisalpina.
A opporsi a loro fu inviato da Roma il console Romano Gaio Mario che in 2 battaglie “annientò” entrambi i popoli: i Tautoni nel 102 avanti Cristo ad Aix-en-Province, i Cimbri nel 101 avanti Cristo presso Vercelli.
Certamente anche le grosse migrazioni di questi popoli Nordici hanno lasciato un segno genetico indelebile nei popoli dell’Europa centrale e Settentrionale.

I Baltici-Slavi:
Popolo Indoeuropeo nato come i Germani dalla metà del terzo millenio avanti Cristo in un’area compresa tra l’attuale Lituania e l’attuale Bielorussia (area del Baltico Orientale)
La loro espansione avvenne pressapoco in corrispondenza alle grosse migrazioni Germani senza però interessare l’Europa centro-Occidentale, viceversa i Baltici interessarono maggiormente l’Europa Orientale rimpiazzando le popolazioni indigene pre-esistenti e creando quelle che oggi sono le popolazioni facenti parte dell’area compresa tra la Jugoslavia e la Russia Europea.
I Baltici ebbero pure una certa influenta sul Nord Est Italiano con piccole incursioni dall’attuale Slovenia.

Certamente sono tutti fattori che oggigiorno possiamo riscrivere con una certa precisione grazie alla genetica dato che come più volte detto, sono forse l’unico vero patrimonio che resta immutabile nel tempo fin dalle sue origini.

In definitiva per anticipare la terza e ultima parte della ricerca, ecco le principali componenti genetiche presenti in Europa:

Haplogroup R1b:

Haplogroup l1a:

Haplogroup R1a:

Haplogroup E3b:

Haplogroup l1b

Haplogroup N

Distribuzione delle 2 categorie Haplogroup J2

Fine seconda parte.

Continua…

Previsioni del tempo in Italia dal 19 al 22 febbraio

Febbraio 19, 2008 by  
Filed under Vecchie

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Situazione: dopo il parziale interessamento dell’Italia nei confronti della esondazione gelida notevole, che ha portato una sensibile flessione termica, e che ha interessato in maniera diretta l’area balcanica e l’Egeo, con neve diffusa e gelo, avremo il transito di una relativa azione ciclonica da ovest in quota, mercoledì, con rapido miglioramento dal giovedì, anticipata da stratificazioni in arrivo sul lato occidentale dal martedì.Prospettive di un fine weekend stabile e gradevole dalle caratteristiche ”primaverili”, per una evoluzione configurativa di dominio di alta pressione  di natura anche subtropicale afromediterranea transitoria, per area depressionaria che si localizzerà in area iberica.”Debole” parziale peggioramento ad inizio settimana prossima, ma con anticiclone dominante e temperature “primaverili”.

Previsore ROberto Madrigali

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