Dopo il peggioramento di inizio settimana, in arrivo subtropicale afro-oceanica e tempo mite sopramedia, ma attenti da metà febbraio, poiché l’inverno sembra ritornare più agguerrito che mai.
Febbraio 2, 2008 by giulio.detti
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Eccomi nuovamente pronto ad analizzarvi con il mio consueto editoriale, l’evoluzione meteoclimatica nel medio-lungo periodo, partendo dalla esigua entrata della esondazione artica che ha interessato buona parte dell’Europa oltralpe. Indubbiamente rimane la consapevolezza che ancora una volta l’area italiana non è rientrata nei disegni configurativi della natura, riguardo il trasporto di masse d’aria artiche rilevanti, e dopo l’effimero interessamento del nostro “bel paese” riguardo il fronte di irruzione artica marittima che penetrerà con decisione dalle Alpi verso nord, saremo interessati da un nuovo fronte perturbato polare marittimo ad inizio settimana.
Certamente la mancanza di un’alta delle Azzorre salda e convinta come i mesi autunnali, sta lasciando il segno, riguardo l’ingresso di una stagione invernale astronomica irrilevante e sopramedia specialmente in quota, dove hanno imperversato costantemente in questo mese di gennaio appena concluso, masse di aria miti di natura anche afromediterranea.
Una subtropicale atlantica che dopo essere stata tonica e presente nei mesi conclusivi del 2007, organizzando configurazioni da parte del jet strema più similari ad un inverno che ad un autunno, non cedendo minimamente agli assalti agguerriti di un VP canadese pimpante, è calata progressivamente nel momento top della stagione, quale la parte conclusiva di dicembre e tutto gennaio.
L’inverno iniziale del dicembre 2007 è stato salvato e non per tutti, dalla depressione rigida di -42° penetrata retrograda dai Balcani, che sempre per la latitanza di un’azzorriana ben salda e convinta in Oceano verso l’Europa occidentale, si allontanò rapidamente verso nordovest, in direzione del Golfo del Leone.
Ritornando anche all’azione artica in avvento sul Vecchio Continente del primo weekend del mese (febbraio), la mancanza sempre della subtropicale oceanica ben presente in Atlantico in estensione sull’Iberia e le coste europee occidentali, ha incrementato l’azione marginale per l’area italiana, anche se gli effetti saranno comunque sempre attivi al nord e parte del centro con isoterme comunque più interessanti, mentre il sud sarà preso in maniera molto più marginale.
Avremo anche l’avvicendarsi di un ultimo impulso polare marittimo fra il lunedì e il martedì della prima settimana del mese di febbraio, che avrà il pregio di contribuire ad apportare nuove precipitazioni sempre importanti, come altra neve sui rilievi. A seguire una nuova onda stabilizzante (Rossby) a connotazioni afro-oceaniche, con elevazione termica progressiva, sopra le medie del periodo, questo specie in quota e sul versante occidentale, con stabilità atmosferica fino al prossimo weekend.
Il tutto per la assenza di una azzorriana convinta, che lascerà il passo ad una solita presenza di falla barica ovest Canarie, che enfatizzerà come sempre, una causa-effetto stabilizzante di matrice continentale, che farà sentire i suoi effetti termici sull’Italia per tutta la prima decade del mese, salvo deboli interferenze più fredde dall’Arco Alpino nordorientale ai limiti delle coste adriatiche, per una erosione della subtropicale ad opera del getto polare in penetrazione sui Balcani verso il prossimo fine settimana.
Comunque questa erosione della subtropicale afro-oceanica sarà un primo campanello di allarme meteoclimatico, che tenderà a lampeggiare con insistenza in direzione della prima quindicina di febbraio, quando intorno il 13/15 del mese, avremo la presa di posizione più convinta della subtropicale oceanica, per il colmamento della falla depressionaria relativa ovest Canarie e per l’avanzamento in erosione da est-nordest di area rigida artico-continentale, mentre sul bordo occidentale della subtropicale oceanica, l’avvicinamento di una depressione canadese, ne favorirà l’elevazione in enfasi stabilizzante verso il grande nord. Questa configurazione ad omega, sarà il preludio di una avvezione artica che “potrebbe” avere ripercussioni anche eclatanti per l’area dello Stivale, confermando le anticipazioni di un inverno che ha ancora molto da manifestare, anche se sarà da monitorare e confermare la piena azione per l’area italica.
Comunque si stanno concretizzando i presupposti “di base” per un ritorno in grande stile della stagione fredda e la tendenza palesata dagli scorsi inverni del nuovo millennio, eccetto il 2006/7, è la conferma di una stagione invernale spesso in ritardo (Fine gennaio-febbraio) ma incidente, che penetra frequentemente e volentieri nella prima parte della primavera. In più una configurazione futura che promette situazioni anche rilevanti, poiché se sarà confermata l’omega con alta azzorriana in Oceano e l’Europa occidentale, e la pressione della depressione canadese da ovest con quella rigida asiatica da est, avremo la scontata elevazione dell’alta atlantica con persistenza tipica meteoclimatica, di queste situazioni “bariche”, favorevoli ad esondazioni artiche anche molto “intense” e persistenti, come di clima mite sopramedia a chi si ritroverà preso nella cresta anticiclonica.
Roberto Madrigali
Previsore e analista modelli fisico/matematici-studioso ed esperto clima e microclimaMeteoman Toscana Channel sat-Maremma Channel sat-VideoFirenze-emittenti toscane
Aria artica alla conquista dell’Italia: in arrivo molto freddo nonostante la stagione e nevicate a quote collinari. Le grandi piogge probabili nel corso della prossima settimana.
Ottobre 17, 2007 by giulio.detti
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La natura sta disponendo un brusco cambio termico in arrivo per l’area italica ad iniziare da venerdì 19 ottobre, con rinforzo dei venti settentrionali e avvento di aria artica assai fredda rispetto alle medie di riferimento della seconda decade di ottobre.
Come per ribadire l’importanza della grande circolazione generale dell’atmofera, la natura sta disponendo una espansione del VP coadiuvato dalla corrente a getto, che incrementerà una avvezione artica rilevante per il mese di ottobre, che agevolerà una caduta delle temperature energica, con situazioni nevose a quote collinari, con nuvolosità compatta sulle adriatiche.
Responsabile di tutto questo cambio meteoclimatico, le mosse configurative più invernali che autunnali del Vortice Polare e l’alta delle Azzorre, che disporranno nel corso del weekend, un corridoio aperto verso l’Artico, con discesa di aria molto fredda in avvento da nordest.
La falla ex iberica sarà comunque complice di tutta la disposizione barica in arrivo, poiché il suo avvicinamento graduale dalle Baleari, intensificherà l’aggancio e l’invito a tutta la saccatura meridiana molto fredda in avvento dalla Scandinavia, a proseguire la sua corsa sull’area mediterranea centrale.
Una onda di Rossby a vorticità positiva (ciclonica) che avrà annessa aria artica in discesa progressiva, con valori di partenza a 1400/1500mt compresi fra -8°/-12° che porteranno a ridosso del fine settimana isoterme sempre a 850° in direzione dello Stivale, fra -4° e -6°, addirittura una -8° nel nordest interno italico.
La depressione ex spagnola incrementerà l’umidità in area mediterranea e con l’avvento della depressione artica, favorirà l’esaltazione di fenomenologia in enfasi nel corso delle giornate del giovedì e venerdì, con al seguito una marcata diminuzione termica, che porterà le medie di riferimento molto al di sotto della norma.
Aspettiamoci fra il 18 e il 19 ottobre una brusca variazione termica di stampo invernale, con passaggio perturbato al fronte di irruzione artica da nordest verso sudovest, a cui sarà associata azione meteorica in intensificazione e nevicate in arrivo a quote collinari, specie lato orientale e zone interne appenniniche.
Non sarà solo una nuvolosità da effetto stau (addossamento di nuvole sul lato sopravvento) ma divergenza e ciclonicità attiva anche in quota, con formazione di depressione al suolo che coinvolgerà progressivamente il centrosud, portandosi in estensione verso l’area balcanica.
Dopo questa prima avvezione artica ne seguirà un’altra nel corso del weekend, con al seguito valori termici ancora più bassi ad 850 hPa, che conferiranno a tutta la situazione meteoclimatica, connotazioni energiche invernali, se si ragiona che il sabato avremo l’ingresso della -5° fin sulle coste occidentali, con una -7°/-8° in avvicinamento al nordest italico.
Aspettiamoci di conseguenza, rinforzo dei venti settentrionali e nevicate a quote collinari su tutto il lato orientale, che potranno portarsi a quote ancora più rilevanti per il mese di ottobre, sul lato nordorientale italico, come nevicate a quote medio-basse anche su tutto l’interno appenninico del centrosud.
Intenso raffreddamento che proseguirà anche nell’inizio di settimana, per il perdurare del cut-off artico in area italica in espansione verso i Balcani, con ponte di Weikoff (alta azzorriana con anticiclone russo-scandinavo) che in situazione analoga, in pieno inverno, ci avrebbe catapultato in condizioni climatiche molto rigide . Una configurazione del getto in quota, che subirà una temporanea frattura in area inglese, e questo incrementerà una nuova onda di Rossby nordoceanica in avvicinamento, che finirà per rinvigorire ed interferire con l’onda stazionante mediterranea, costruendo probabili situazioni perturbate con piogge diffuse e copiose nevicate sui rilievi da metà settimana.
In conclusione dell’editoriale, la conferma di un avvento vigoroso della stagione autunnale, che ad inizio evento si vestirà con connotazioni molto fredde invernali rispetto alla norma trentennale, mettendo in risalto la grande importanza del VP e la corrente a getto della libera atmosfera, per le vicissitudini termiche e meteoriche dell’intero pianeta.
Roberto Madrigali
Previsore-studioso ed esperto di clima e microclima-analista modelli fisico/matematici
Meteoman Toscana Channel sat-Maremma Channel sat- VideoFirenze-Teletirreno- Gruppo emittenti toscane
Prima avvezione di aria artica alla conquista dell’area europea e l’Italia. VP che conferma la sua vitalità, con un’alta delle Azzorre decisa ovest Inghilterra.
Settembre 1, 2007 by giulio.detti
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L’analisi configurativa osservata ed analizzata in questi ultimi giorni, sta confermando una sempre più decisa affermazione della subtropicale oceanica in direzione delle Isole Britanniche, palesando una chiara intenzione di colmare la “lacuna barica” estiva che molto tempo perturbato ha recato sull’Europa occidentale, specie area inglese.Nella tendenza mensile avevo anticipato di una prima irruzione artica decisa in avvento verso l’area europea orientale e l’Asia europea, e le analisi fisico-matematiche stanno confermando la discesa di prima avvezione artica imperiosa dal Mar di Norvegia e la Scandinavia, che dai primi di settembre, prenderà le mosse verso sud-sudest.
Per una particolare disposizione del getto in quota avremo l’asse della saccatura iniziale dell’onda di Rossby artica, che si disporrà retrograda dalla Lapponia con estensione dell’azzorriano verso il Mare Artico, e questo incrementerà una direttrice iniziale della saccatura fredda, in direzione dell’area italica, che sarà così raggiunta da una significativa flessione termica, con isoterme di 0°/+2° alla conquista anche dello Stivale, per ragguardevoli valori iniziali di partenza, compresi fra -4° e -6°.
Ancora una volta la natura, coadiuvata dalla grande circolazione generale dell’atmosfera, sta evidenziando una ferma intenzione di cambiare radicalmente la situazione termica in sede euromediterranea, e conferendo alla stagione in essere, connotazioni tipiche autunnali, rispettando il calendario meteorologico, che ha visto l’ingresso dell’autunno con il 1°giorno del mese di settembre. La risalita calda dell’ultimi giorni di agosto sarà presto, un lontano ricordo, e risentiremo “a pelle” di una incidente diminuzione delle temperature.
Avremo il getto polare che si disporrà meridiano nel corso di questi prossimi giorni iniziali di settembre, e favorirà una discesa di onda di Rossby in leggero west shift iniziale, incrementato dall’asse della saccatura scandinava, in rotazione debole occidentale. In questa veduta fisico-matematica ECMWF rimane più convinto rispetto a tutti gli altri modelli, posizionando il cut-off conseguente, più in area italica, vedendo una rotazione maggiore dell’asse di partenza della configurazione artica , che comunque traspare e si delinea anche dalle carte a 300 hPa AVN-GFS a corto termine.
Non illudiamoci di avere significative precipitazioni in area italiana, poiché l’asse della saccatura non avrà azione divergente sul Mediterraneo centrale ma in area adriatica e balcanica, e di conseguenza gli apporti meteorici saranno più attivi sulle Alpi specie lato estero, il nordest italico in compagnia del versante orientale ed interno appenninico e del sud peninsulare, ma con un cambio significativo e deciso della temperature, che si porteranno sotto la media del periodo, e con possibilità di vedere “imbiancate” dalla neve, non solo i rilievi alpini ma anche quelli “appenninici centro-settentrionali”.
L’evoluzione successiva sarà la completa affermazione dell’alta delle Azzorre da ovest, che rimarrà ben salda e presente dinamica (quota) sulle Isole Britanniche, con disposizione del getto settentrionale e movimento dell’onda stazionaria di estrazione artica, in successivo posizionamento scalare sull’area balcanica. Avremo di seguito, un netto miglioramento atmosferico sull’Italia verso il prossimo weekend, con aumento moderato delle massime ma una conseguente netta diminuzione progressiva delle minime, che risentiranno dell’aria fredda affluita, della minore insolazione scalare e dell’irragiamento notturno attivo (aria più secca).
Per il long range si prospetta come da tendenza mensile, un’alta azzorriana ben salda e convinta sull’Inghilterra, che dovrebbe favorire un blocking barico (Split flow) favorevole a scissione del getto polare, con flusso settentrionale di aggiramento e direttrice orientale e l’altro di penetrazione ad effetto tunnel verso l’area europea mediterranea, con monitoraggio dei modelli fisico-matematici per possibili azioni sullo Stivale, relative retrograde da nordest (meno probabile), ed interferenze oceaniche instabili dall’Iberia e Biscaglia occidentali, (più probabile) con l’azzorriana in spostamento lieve verso l’area europea settentrionale.
Roberto Madrigali
Previsore-analista modelli fisico-matematici-esperto clima
Meteoman Toscana Channel sat- VideoFirenze-Maremma Channel sat- Emittenti toscane-

