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Subtropicale afro-oceanica avrà vita breve in area italica, e dopo un weekend primaverile andremo incontro ad un cambiamento sostanziale configurativo verso il freddo, con l’incombenza di uno stratwarming da record.

Gennaio 19, 2008 by  
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La  consueta analisi dei modelli fisico-matematici europei e mondiali, mi conferma quello che ho sempre ribadito in questi ultimi giorni, riguardo una stagione invernale dinamica  e sempre ricca di sorprese, gravida di novità importanti all’orizzonte e con un campanello di allarme che inizia a lampeggiare, riguardo uno stratwarming in maestosa espansione verso valori da record.

 Intanto parliamo di questa tanto nominata subtropicale afromediterranea, il ben conosciuto e temuto “cammello” che comunque non sarà “puro” in ingresso in area mediterranea ma in unione con l’alta oceanica, e da qui il mio nome di battesimo di “subtropicale afro-oceanica”.

 Una causa effetto dispositiva del getto in quota, che sarà transitoriamente organizzata da un calo barico in pieno Oceano sul parallelo delle Canarie, che favorirà la enfasi comunque moderata di subtropicale afromediterranea dal Marocco, che si esalterà nel weekend, ma con vitalità effimera nel tempo, subito inibita dalla successiva invasione del più potente getto polare, ben più energico di ogni tentativo “disperato” di subtropicali afromediterranee.

 Ecco quindi che dopo un “illusorio weekend primaverile”  là dove non saranno presenti le nebbie in  formazione specie nei  fondivalle e pianure in genere, specialmente del nord, passeremo progressivamente nel finire della giornata di lunedì 21 gennaio, ad un calo barico importante  in viaggio dal Mar di Norvegia-Mare del Nord e Isole Britanniche in direzione dell’area italica, che sarà raggiunta dall’onda di Rossby fredda polare e artico marittima fra il 22 e il 23 gennaio.

 Avremo il transito di area ciclonica in avvitamento retrogrado, che incentiverà la discesa di aria fredda di un certo spessore ed entità, che sarà oscillante fra i -2° e -5° a 850hPa, e questo comporterà una brusca discesa termica, abbinata a nevicate sui colli a quote anche relativamente basse,  con ciclogenesi tirrenica in viaggio verso sudest.

 Breve pausa a seguire stabilizzante, che sarà seguita da una nuova ondulazione ciclonica polare, sotto l’avvento di ulteriore onda di Rossby depressionaria a genesi artico-polare marittima, che penetrerà anche questa gradualmente in area italica, con nuove precipitazioni anche abbondanti e nevicate a quote collinari, in un peggioramento che dovrebbe entrare deciso verso l’inizio del prossimo weekend.

 Sarà un momento configurativo importante, poiché segnerà la linea di confine verso una maggiore enfasi di meridianizzazione del getto artico, in un crescendo di elevazione azzorriana e affondo più deciso del getto polare, e tutto questo mentre ad oriente imperverserà il grande gelo continentale,, che sprofonderà sempre più su valori da record, pronto ad interagire verso l’area europea.

 Sarà il grande momento meteoclimatico di questo inverno 2007-2008, che sotto la causa-effetto di un poderoso sratwarming  in enfasi crescente nei prossimi giorni in estensione su tutta l’Asia settentrionale ed in propagazione al Polo Nord, costruirà le basi per un movimento “epocale” di aria gelida verso latitudini meridionali, sotto la pressione di una elevazione termica stratosferica a fondo scala sopra valori di  -10° a 10 hPa, quanto in una estensione di superficie da indiscusso primato “storico”, ridicolizzando il riscaldamento stratosferico del mitico gennaio 1985.

 Di conseguenza appare evidente la constatazione di fatto, di una situazione configurativa  futura da non sottovalutare assolutamente, gravida di colpi di scena potenziali anche eclatanti, che potrebbero degenerare rapidamente, in situazioni meteoclimatiche da record anche “epocali”.

 Quasi un monito della natura a non disprezzare questo inverno in essere, che ha ancora molte “cartucce” da sparare e in una situazione  minata e pronta ad esplodere in maniera eclatante. L’inverno ribadisce che non è al suo epilogo come erroneamente molti potevano supporre, ed è pronto a confermare la sua estrema vitalità ed energia già nel corso dell’ultima decade di gennaio, con un crescendo “esponenziale” che potrebbe entrare più deciso verso la fine del mese e l’inizio della prima decade di febbraio.

 Un monito a non abbandonare sciarpe e cappotti, perché molto presto sarà opportuno tenerle a portata di mano: il Jolly nel mazzo configurativo rappresentato dal riscaldamento stratosferico,  potrebbe imporsi con efficacia ed in condizioni termiche  “estreme”. Il campanello di allarme sta già lampeggiando e suonando con sempre più frequenza, e il rosso fisso potrebbe diventare molto presto, una realtà acquisita.

 Roberto Madrigali 

Previsore e analista modelli fisico-matematici- studioso ed esperto di clima  e microclima

Meteoman su Toscana Channel sat-VideoFirenze-Maremma Channel sat-emittenti toscane.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bilancio Meteo 2007

Gennaio 10, 2008 by  
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E’ iniziato il 2008 ed è ora di fare un bilancio, meteorologicamente parlando, del 2007.

Per l’analisi, le immagini e i dati faremo riferimenti ai dati ISAC CNR, con medie di riferimento 1961-90 (http://www.isac.cnr.it/~climstor/climate_news.html).

L’anno passato è stato interessato da tre importanti fenomeni, che ne hanno caratterizzato l’evoluzione meteorologica.
La prima parte del 2007 è stata interessata dalla fase finale del Niño, mentre gli ultimi mesi hanno beneficiato a livello di temperatura del fenomeno opposto, ovvero la Niña che si sta rivelando molto forte e che lascia ben sperare per il futuro sulle temperature.

Durante tutto l’anno è stato molto debole l’influsso Atlantico responsabile delle perturbazioni che dovrebbero portare piogge diffuse ed abbondanti su tutto il territorio, che sono essenziali per riempire le falde acquifere. Tali perturbazioni e peggioramenti organizzati sono venuti a mancare, come succede già da alcuni anni, a causa della fase di AMO++ che stiamo attraversando.

Tale fenomeno porta quindi a perturbazioni e fenomeni “a macchia di leopardo”, che colpiscono solamente alcune zone e lasciano a bocca asciutta le altre.

Il 2007 rimarrà impresso per moltissimo tempo nella mente dei meteo appassionati e della “gente comune” come l’anno del “non inverno”. Infatti l’inizio del 2007 è stato ovunque caratterizzato da temperatura superiori alla media e da scarse precipitazioni.

La stagione primaverile non ha registrato invece particolari eventi. è stata caratterizzata da temperature sopra la media, ma tutto sommato abbastanza piovosa al Sud.

Un altro evento che ha caratterizzato l’anno passato è l’estate caldissima e secca al Centro-Sud, che ha favorito il proliferare di incendi (purtroppo dolosi).

L’autunno e l’inizio inverno, almeno a livello di temperatura hanno regalato molte soddisfazioni, in quanto per la prima volta nel 2007 ci sono stati periodi sotto media.

L’inizio autunno è stato caratterizzato da piogge molto abbondanti al Centro-Sud. Sono mancate nell’autunno e ad inizio inverno perturbazioni atlantiche, mentre le regioni adriatiche hanno beneficiato a livello precipitativo di irruzioni da Est.

Osserviamo ora i dati di sintesi, soffermandoci prima sulla temperatura media registrata.

meteo

Tutto il territorio Nazionale appare sopra media (1961-90), ma le anomalie termiche maggiori su base annua sono state registrate nel Nord – Italia ed in particolare tra Lombardia e Trentino, con valori sopra la media di circa due gradi. Sul resto del territorio le anomalie positive risultano comprese fra 1,5 e 0,5 gradi.

Prendiamo ora in considerazioni i dati relativi alla pluviometria.

meteo2.JPG
La Sicilia e la parte meridionale della Puglia risultano in media (1961-90), o addirittura sopra media a causa delle precipitazioni molto abbondanti dell’autunno. Risultano anche in media le Alpi Centrali, parte delle Occidentali e delle Orientali.
Il resto del territorio è invece interessato da accumuli inferiori alla media, con uno scostamento maggiore sulla parte Tirrenica, sulla Sardegna e sulle regioni Nord Occidentali (ad esclusione di Valle d’Aosta e Alto Piemonte). Tale deficit è causato dalla mancanza di perturbazioni Atlantiche (AMO ++).

Il 2007 è quindi stato un anno particolare, almeno nella sua prima parte, che difficilmente si ripeterà.

Colgo quindi l’occasione per augurare a tutti i lettori di Meteogelo un Buon 2008, sia sotto il profilo strettamente personale che sotto il profilo meteorologico.

Enrico Ariaudo

Flusso occidentale prevalente, ma grande gelo latente appena ad est dell’Europa, in stand-by e pronto ad interferire in area mediterranea. Prospettive di gelo per l’ultima decade del mese.

Gennaio 9, 2008 by  
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La situazione configurativa vede la dominante di gelo intenso appena ad est dell’area europea, per l’azione di termica stabilizzante asiatica (al suolo) ben strutturata, che sta avendo in quota, un nuovo contributo altopressorio costante (dinamico)

E’ da osservare con estrema attenzione la proiezione di ECMWF e comunque confermata anche da altri modelli euromondiali, riguardo alta dinamica asiatica in ulteriore rinforzo dopo un breve periodo di “stanca”, che era subentrato come causa/effetto della depressione oceanica entrata con decisione sul nordafrica.

 

Una proiezione significativa di Reading a 168 h della 500hPa, che mette in evidenza una estesa quanto in crescendo cellula stabilizzante in quota in area asiatica e in risalita verso la Siberia occidentale, con discesa di rigido minimo barico artico verso il Mar Caspio.

 

Una azione di sbarramento dinamico al flusso atlantico, che tenderà a rinforzare ulteriormente le inversioni al suolo, con sempre più gelo latente appena ad est dell’area europea, pronto ad interferire al primo richiamo che sarà attivato da ciclogenesi italiche ed elevazioni dell’azzorriana verso nord-nordest.

 

Intanto per questo weekend, comincerà a lasciarci gradualmente il flusso mite delle medie latitudini, responsabile dell’aumento termico in quota specie al centrosud, e comincerà a farsi vivo un flusso mediamente più perturbato, a connotazioni fredde polari marittime, che contribuirà a riportare le medie di riferimento termiche, nuovamente verso la norma di gennaio.

 

Entrerà una prima depressione a tutte le quote in area italiana ad inizio weekend, un’onda di Rossby con annessa aria più fredda oceanica, che formerà una ciclogenesi ligure e tirrenica, foriera di precipitazioni più intense e diffuse come di nevicate sui rilievi a quote più basse, per isoterme di 0°/-2° in arrivo dalla Francia fra il sabato e la domenica.

 

A seguire un breve intervallo interciclonico, con onda latente depressionaria in lento movimento verso oriente, mentre da ovest avanzeranno altre onde di Rossby oceaniche polari marittime, che interagiranno con l’area euromediterranea, per l’opposizione di un’alta asiatica che si manifesterà con sempre più convinzione e in progressivo rinforzo. Nuove aree cicloniche in avvento nella settimana prossima, con isoterme più basse per prime interferenze fredde orientali.

 

L’evoluzione successiva è ricca di sorprese anche eclatanti, poiché la tendenza dichiarata di dinamica e termica progressiva ad est, incentiveranno valori in crescendo del lago gelido continentale a tutte le quote, alimentato in futuro da altri affondi rigidi in quota dall’artico russo, mentre in Oceano l’alta delle Azzorre, tenderà ad elevarsi progressivamente verso nord-nordest, e sarà infatti questo scontato “anticiclone di chiusura”, che segue sempre dopo il consueto “treno perturbato atlantico”, che modificherà la strada al flusso semizonale.

 

Le prospettive per l’ultima decade del mese, sono infatti mediamente più orientate verso un possibile ponte altopressiorio Azzorre-asia europea passando per l’area centro-settentrionale dell’Europa, con fattibili processi di isolamento di depressioni mediterranee e richiami di aria gelida nordorientale Da non escludere anche azioni retrograde cicloniche da est-nordest, in un contesto termico ad est che paleserà con decisione, un lago artico pronto ad interagire verso ovest.

 

In conclusione si può affermare che la stagione invernale astronomica appena agli inizi, ha in costruzione nuovi scenari di attacco gelido da est, in interferenza con il più mite ma umido flusso marittimo, e il probabile quanto scontato cambio configurativo occidentale precedentemente spiegato, farà da apripista per una eventuale ultima decade del mese che dovrebbe aprirsi in un gelo in crescendo nordorientale, che potrebbe assumere connotazioni anche “incisive quanto eclatanti” viste le temperature rigidissime presenti come costanti anche per il prossimo futuro.

 

Roberto Madrigali

Previsore-analista modelli fisico/matematici-Studioso clima e microclima mondiale

Meteoman Toscana Channel sat-Maremma Channel sat-VideoFirenze-emittenti toscane

 

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