La primavera si farà attendere? Considerazioni su una stagione primaverile “vestita” invernale
Marzo 21, 2007 by giulio.detti
Filed under previsioni vecchie

La situazione configurativa della grande circolazione generale dell’atmosfera, ha fatto registrare un cambiamento dispositivo delle figure bariche in Europa, significativo e incisivo, per l’avvento di situazione meteoclimatica, più attinente ad un inverno che ad una primavera astronomica entrata ufficialmente il 21 di marzo.
Certamente molti utenti pensavano oramai, ad una stagione primaverile lanciata verso un enfasi costante ed esponenziale, in un cammino quasi trionfante verso una stagione estiva, che da tempo veniva decantata in arrivo sempre più calda e secca stile estate 2003.
Indubbiamente tutti i mezzi di informazione sia tv che radio, come carta stampata o web, si erano esaltati su questa notizia, per l’enfasi di una situazione termica indubbiamente particolare, avuta per quasi tutto l’inverno, contrassegnata da tempo debolmente perturbato e temperature molto miti, frequentemente al di sopra delle medie del periodo trentennale di riferimento.
Ma come affermavo da tempo, un inverno cancellato non è mai un segno positivo per le stagioni a venire, poiché le leggi dinamiche e di persistenza che regolano la grande macchina del clima, sono molto più complesse e particolari di quanto si pensi, e la natura non ha regole umane di perseverare solo verso il caldo ad oltranza, solo perché un inverno è stato soppresso, poiché le regole del meteoclima sono ben definite e concrete nel tempo, ed esiste sempre una spiegazione “chiara quanto esauriente” nella dinamica dell’atmosfera, la corrente a getto,che da sempre alterna le vicissitudini termiche e meteoriche sul nostro pianeta.
Ma torniamo a questa primavera astronomica entrata con caratteristiche più invernali, con il freddo e la neve a quote anche basse, come anche con il graupel, neve tonda, che è comparsa frequentemente in molte località di pianura. Ma questi episodi di recrudescenza fredda non sarebbero un rarità, poiché nel mese di marzo le irruzioni artiche marittime o polari marittime sono normali, ma hanno comunque carattere transitorio e si risolvono mediamente, in poco tempo.

In più non hanno peculiarità configurative persistenti ma evolvono rapidamente, in seno, quasi sempre, a transiti di ondulazioni del getto, onde di Rossby, che entrano più marcate e in progressione da ovest-nordovest verso est sudest, con fenomenologia anche invernale attiva ma che rientra nei canoni normali del periodo e si estingue rapidamente con il ritorno a condizioni tipiche primaverili.
Ma nel nostro caso, la situazione del flusso in quota è diversa, e ricca di analisi e riflessioni, poiché intanto, veniamo da una stagione invernale inesistente sullo Stivale, con temperature assai temperate ad oltranza da mesi, che sono state bruscamente interrotte, da una avvezione artica marittima decisa ed energica, con caratteristiche incisive invernali, come anche di persistenza configurativa.
L’alta delle Azzorre, la grande assente di questo inverno appena concluso, è come anticipato nei miei ultimi editoriali, ultimamente in forte ascesa barica in Oceano Atlantico, e dalla sua posizione consona sulle Isole Azzorre tende ad essere più marcata e presente, come in elevazione verso nord. La sua erezione verso latitudini settentrionali è stata in simbiosi con una depressione scandinava, e apertura di corridoio artico diretto in area mediterranea.La differenza barica tra una irruzione normalissima marzolina e questa avvezione artica ben decisa, è senza dubbio la sua particolarità di aver avuto valori estesi di -35° a 500hPa in ingresso verso l’area Mediterranea e il nord dell’Africa, , con una configurazione del getto in quota tipica invernale, quale un’azzorriana salda in Atlantico verso nord e ponte successivo, al transito della massa artica, con l’alta orientale russo-scandinava.
La successiva causa-effetto, la nascita di onda stazionaria ciclonica ampia con perno proprio sull’area italica, che oltre ad avere una staticità evolutiva, garantirà condizioni configurative non propense al ritorno di condizioni rapidi primaverili sull’area euromediterranea, che rimarrà preda della goccia fredda per molti giorni, con azione di enfasi meteorica nuovamente intorno al weekend, per una alimentazione relativa fredda in arrivo dai Balcani (azione retrograda). Certamente la parte più attiva artica si sta risolvendo in questi giorni, con la neve che ha fatto al sua comparsa a quote molto basse, ma nel corso dei prossimi giorni la massa artica molto fredda in quota, perderà le sue caratteristiche polari e prenderà in parte una stemperata progressiva mediterranea, ma comunque manterrà le medie di riferimento sempre non consone al periodo per “quasi” tutto il mese di marzo.

Non avremo di conseguenza, condizioni termiche così fredde come questa parte iniziale della primavera astronomica, ma comunque si manterranno non nelle medie del periodo e specie nelle minime notturne, e questo per la persistenza da parte della natura, di un disegno configurativo non primaverile, ma più tipico invernale, quale la subtropicale oceanica e l’alta scandinava a ponte e figura ciclonica fredda latente sull’area italica. Avremo anche un ulteriore irruzione artica ancora più fredda ad est, sul bordo orientale dell’alta settentrionale, che scivolerà comunque verso sud, in direzione del Mar nero, confermando la vivacità del Vortice artico.
Avremo in definitiva sull’area euromediterranea, un situazione dispositiva del getto in quota, che nel periodo invernale, avrebbe richiamato “gelide” correnti secche orientali, ma che per la stagione avanzata perderà le sue caratteristiche crude della stagione fredda, ma contribuirà comunque a mantenere una situazione meteoclimatica non in linea con la stagione di riferimento (equinozio di primavera).Questo non vuole dire che si manterranno condizioni sottonorma ad oltranza, ma sarà comunque, molto lento il passaggio termico a condizioni stagionali normali,che si dovrebbero realizzare nel corso del finire del mese, per il movimento verso occidente della goccia fredda italica in colmamento, che comunque potrebbe, seppure con minore probabilità, rimanere più in east shift ed agganciare parzialmente la discesa fredda orientale.

Ma la situazione dispositiva in quota, rimarrà sempre molto delicata, sia per la presenza ritrovata di un alta azzorriana sempre forte ed energica solamente in Atlantico, in elevazione più verso nord che in espansione ad est, e sia per il ponte altopressorio azzorriano-scandinavo, che subirà una rottura in Europa centro-settentrionale, e il ritiro verso est dello scandinavo, con la elevazione dell’alta delle Azzorre, dovrebbe incrementare, verso i primi giorni di Aprile, una successiva avvezione artica marittima, diretta con probabilità sull’area dello Stivale, confermando un trend di inizio di primavera, che sarà minato da configurazioni invernali.Segnali importanti? Vedremo nel corso del prossimo futuro.
21marzo 2007
Previsore Roberto Madrigali
meteoman TOscana Channel sat-Maremma channel sat- Videofirenze- Gruppo emittenti toscane associate



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