Previsioni Venti
Venti locali:
Le condizioni di forti escursioni termiche e, forma e dimensioni di barriere fisiche locali, come le catene montuose, le scarpate e le valli, produce un ampio spettro di affascinanti e a volte devastanti venti locali.
A causa dei loro effetti drammatici, spesso ripetuti molte volte all’anno, a molti di questi venti è stato dato un nome caratteristico.
In Francia e in Costa Azzurra, il Mistral è noto per aver raggiunto velocità superiori agli 80 nodi.
In USA e Canada, il Chinook è un vento che soffia lungo i versanti orientali delle Montagne Rocciose (analogo al nostro favonio).
In california, il rovente, e spesso carico di polvere, Santa Ana, porta il deserto sulla costa, scatenando nel contempo numerosi incendi devastanti.
Un’immagine del muro del favonio, sovente quando lungo il versante sud alpino soffia il favonio, lungo la Costa Azzurra soffia il Mistral, mentre se soffia il favonio lungo le vallate nord alpine, nel mediterraneo soffia spesso lo Scirocco.
Quando invece lungo l’altipiano svizzero soffia la Bise, a Trieste soffia la Bora, mentre le vallate sud alpine sono percorse da veloci correnti forzate dal rientro di aria fredda continentale negli strati bassi della troposfera.
I venti estremi:
I venti locali possono essere estremamente caldi o freddi, a seconda della loro origine e formazione.
Venti estremamente freddi:
Quando la fonte dell’aria è molto fredda, come vicino alle sorgenti Artiche o Antartiche, i venti possono rimanere glaciali anche dopo aver percorso migliaia di chilometri dalla zona d’origine.
I forti venti sono tipici del clima Antartico e sono causati dal flusso di aria fredda proveniente dalle aree interne del continente che scorrono lungo lo strato di ghiaccio fino alla costa.
Bufere e tormente di neve con venti che raggiungono i 160 km/h sono frequenti.
Le burrasche dell’oceano Meridionale, dove si sviluppano profondi centri di bassa pressione, sono state per lungo tempo la rovina dei marinai.
In queste aree ancora oggi, nonostante il supporto della tecnologia, le navi sono vulnerabili.
Le lunghi pendi lungo i margini del continente Antartico, accellerano i freddi venti catabatici nel loro percorso verso le acque dell’oceano Meridionale, rendendo cosi le bufere di vento sulla costa, un fenomeno frequente in luoghi come Butson Point: un ghiacciaio nord orientale dell’Antartide.
I bui e quasi perpetui inverni polari, si combinano con questi venti estremi, che possono soffiare per giorni a oltre 300 km/h, rendendo dunque pericoloso avventurarsi all’esterno.
Venti estremamente caldi:
In netto contrasto i forti venti che soffiano attraverso i deserti delle latitudini subtropicali, possono trasportare polvere per migliaia di chilometri, causando un clima torrido e polveroso in regioni generalmente umide e temperate.
Immensi pennacchi di polvere provenienti dal Sahara, sono stati identificati sull’Atlantico Orientale, e polvere dall’Asia centrale raggiungere il Pacifico Nord-Occidentale.
Il Sahara, da solo produce 300 milioni di tonnellate di polvere all’anno.
Questi venti sono un’espressione continentale degli Alissei.
I veti Harmattan, dominano il deserto del Sahara e in particolare da dicembre a febbraio, portano aria molto secca e calda a buona parte dell’Africa settentrionale e occidentale, spesso portando sollievo dall’elevata umidità normalmente presente in quest’ultime aree.
La polvere trasportata dai venti Hamattan può raggiungere persino il Nord America.
Vortici e altre turbolenze:
Le nuvole si formano spesso sulle regioni montuose, dove l’aria che colpisce la barriera naturale costituita dai rilievi è forzata a risalire lungo i versanti.
Quando la massa d’aria sale lungo il lato esposto al vento delle montagne si raffredda e si spande a causa del crollo di pressione dovuto all’aumento dell’altitudine.
Raffreddandosi, l’aria umida può diventare satura di vapore acqueo e per condensazione portare a formazioni nuvolose.
Se l’aria in risalita è sufficientemente umida già ai livelli inferiori, può formare nubi e nebbie lungo tutto il versante esposto al vento.
L’effetto delle montagne sui venti prevalenti, sono spesso visibili come dei moti ondosi verticali.
Con l’aumento di questi effetti, spesso si formano delle nuvole con andamento ondulato sull’altro lato dei rilievi.
Effetto isola:
A volte nuvole che si formano in un’area atmosferica stabile, come sopra l’oceano, possono persino produrre fenomeni che appaiono come vortici quando visti dallo spazio.
Questi vortici si formano quando si crea una debole area di bassa pressione o quando i venti incontrano una barrier: come un’isola montuosa che si estende verticalmente fino a camprendere lo strato nuvoloso.
L’effetto del vento che soffia alto sulle isole Canarie, al largo della corsa occidentale dell’Africa, è evidente in questa immagine satellitare.
Il vento soffia da sinistra a destra, creando scie di turbolenze dopo le isole.
L’esistenza di questi fenomeni non fu pienamente apprezzata, fino a quando le immagini satellitari non ne confermarono appunto l’esistenza.
I rilievi sull’isola si estendono verso l’alto fino all’inversione di temperatura che limita fortemente i moti verticali di questi strati di aria sottostanti all’inversione termica, forzando così il flusso dell’aria a passare attorno alla barriera montuosa, invece che sopra di essa.
Questo produce dei vortici a valle dell’isola.
Quando visti dall’alto, questi vortici sono ben visibili nelle masse nuvolose, all’interno della scia di turbolenza, dopo la barriera montuosa.
Il fenomeno noto anche come “vortici di Von Karman”, spesso produce multeplici vortici che ruotano in direzioni opposte a causa del flusso oscillante esistente dopo l’incontro con la bariera fisica
Flavio Scolari








