Le grandi piogge ancora lontane e avremo temperature sempre sopramedia, ma attenti a non illudersi più di tanto, a maggio il probabile cambiamento.
Aprile 20, 2007 by giulio.detti
Filed under previsioni vecchie

Prosegue l’azione termica sopramedia sull’area italica, con situazione climatica indubbiamente più similare ad un mese di maggio inoltrato che ad una situazione stagionale attuale di poco più di metà aprile, con l’aggiunta di “peso” di una perseverante assenza di precipitazioni importanti.
Di certo la natura sta dando “una mano” in senso metaforico naturalmente, a tutta quella schiera di persone che credono fermamente in un GW dilagante, con esponenziale azione termica terrestre e catastrofismo sempre più sfrenato, e la situazione attuale sembrerebbe dare ragione a queste affermazioni, se fosse sempre sconosciuto il grande ruolo decisivo della grande circolazione generale dell’atmosfera, causa scatenante delle variazioni meteoclimatiche anche eclatanti al suolo.
La corrente a getto ben presente ed attiva, ha un peso rilevante sulle vicissitudini stagionali, e nonostante spesso, il calendario depone per una stagione ben precisa, sovente non c’è corrispondenza con le vicissitudini termiche e meteoriche attinenti al periodo considerato, e avviene con frequenza, anche uno stravolgimento completo termico, che può favorire delle situazioni meteoclimatiche anche estreme, totalmente diverse da quelle prefissate.
Un esempio lampante e ben evidente, viene dalla osservazione della situazione configurativa passata, come quella attuale e in prospettiva la proiezione futura, che in maniera palese esalta sull’area eruomediterranea, una azione prevalente molto mite afromediterranea, non certamente il contributo mite marittimo dell’alta oceanica, l’alta delle Azzorre, che ha come sempre un peso rilevante atmosferico per l’area italiana, come per il resto dell’area europea.
La natura da diverso tempo, sta attuando una sua legge di persistenza configurativa, che vede l’enfasi, sovente costante, di depressioni relative in quota sull’Iberia, in evoluzione meridionale verso il basso mediterraneo, precisamente sul nord dell’Africa, dove da tempo viene a coesistere una situazione meteoclimatica instabile a tratti perturbata, con temperature non consone al periodo.
Ma mentre sul continente nordafricano la situazione atmosferica risulta peggiorativa, sull’area mediterranea avviene, per una logica risposta di masse di aria in seno alla circolazione antioraria bassopressoria, una risalita di aria più calda afromediterranea, che viene a dare il suo contributo termico positivo con umidità e temperature più elevate, favorendo condizioni climatiche decisamente non corrispondenti al periodo, e con valori termici che permangono sopra le medie stagionali.
Un’alta delle Azzorre che risulta da tempo non convinta in area Iberica, lascia il passo dall’Atlantico, a situazioni depressionarie latenti, che inesorabilmente vengono ad influenzare l’area euromediterranea, esaltando richiami di aria assai più mite afromediterranea, con assenza di apporti pluviometrici degni di nota, con perseveranza di poche precipitazioni che da tempo contraddistingue la situazione atmosferica di molte regioni d’Italia, eccetto microclimi particolari.
Non catastrofismo quindi, ma una semplice azione dinamica della corrente a getto, che esalta una particolare e prevalente risposta termica, che anche nel futuro, per il momento, non avrà grandi variazioni significative, per una persistenza configurativa che non “esalterà” perturbazioni degne di nota in ingresso sull’area mediterranea, con un alta azzorriana distesa sui paralleli al suolo verso levante, ma non attiva in “quota” sull’area iberica e il nordafrica, dove continueranno a manifestarsi, azioni cicloniche in quota.
Di conseguenza, mentre da una osservazione generale configurativa, si evidenzia una preesistente e costante condizione termica sottomedia prevalente, ad oriente come specie verso l’Europa del nord, si realizza anche una situazione diametralmente opposta sull’Europa occidentale e specie in quella meridionale,. transitoriamente sul Vecchio Continente centrale, dove si rileva sovente, trasporti di aria molto mite afromediterranea, causa/effetto della circolazione prevalente sull’area mediterranea.
In conclusione per la prossima settimana, non avremo grandi cambiamenti, con una ennesima azione depressionaria in quota, che punterà più decisa verso l’area nordafricana dall’Iberia, e che esalterà condizioni stabilizzanti con temperature che permarranno sopra le medie stagionali, dando l’illusione di una stagione avanzata e oramai avviata ad un estremo estivo sempre più probabile.
Ma in natura non esiste una regola “umana“, ma la cabala configurativa unita alle variazioni cicliche del getto, che sono intimamente legate alle vicessitudini meteoclimatiche che da sempre, hanno imperversato sulla superfice del Pianeta, dagli optimum climatici agli estremi termici negativi, e l’esatta interpretazione dei segnali barici nel corso del tempo, il getto in quota, può rappresentare la chiave climatica per capire “quando” la natura compirà il prossimo “grande” passo in direzione della Peg. Un passo “obbligato” climatico, dove l’ultimo della serie si è concluso quasi 160 anni fa’.Ricordiamoci che l’azioni configurative palesano sempre le reali intenzioni della natura, e la caparbietà depressionaria in direzione del nord dell’Africa, ha sicuramente un“preciso” disegno configurativo/meteoclimatico, che sto analizzando in maniera assidua e scrupolosa, insieme ad altre segnali configurativi.
Per finire il mio editoriale, ribadisco di una azione dispositiva del getto in quota, che non palesa nell’immediato, l’avvento di azioni perturbate , per onde di Rossby decise in area italica, e avremo senza dubbio solo delle precipitazioni sparse sui rilievi, legate più ad attività diurna termoconvettiva. Ma un cambiamento assai “più importante”, potrebbe sopraggiungere nel mese di “maggio”, per un alta delle Azzorrre che si palesa più “convinta” in quel mese, e finirà per esaltare un affondo inevitabile del getto polare, che molto probabìlmente si consumerà più “mirato” verso l’area Mediterranea centrale, con tutte le conseguenze di causa/effetto perturbate, per aria fredda in ingresso oceanica, con enfasi stagionale di contrasto ed energia latente in costante aumento, questa ultima incentivata da una azione costante di richiamo afromediterraneo.Un inverno mancato, “lascia sempre” un segno indelebile nel proseguo stagionale………..appuntamento al prossimo editoriale.
20 aprile 2007 Previsore Roberto Madrigali
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