ERA GLACIALE ALLE PORTE!!! REAZIONE!!!!
Agosto 22, 2010 by Daniele Sanna
Filed under Clima, Modelli, Storia e Climatologia
Salve a tutti gli affezionati di Meteogelo,
oggi, con un mio caro amico, ho voluto analizzare quali possano essere i mutamenti culturali e politici dovuti ad una presunta realizzazione di un’era glaciale, ho deciso di condividere con voi tutti queste nostre ipotesi, nella speranza che tutti possiate colmare i “buchi” ad esempio tecnici, che sicuramente salteranno fuori.
Dunque, voglio iniziare con il dire che non mi occuperò in questo scritto di quegli aspetti climatici standard, ma semmai delle ripercussioni socio-politiche di una era glaciale.
Gettiamo le basi, il mondo come lo conosciamo oggi, estremamente dipendente da petrolio, coltivazioni, tecnologie più o meno utili, tutto sottostante alla ingombrante presenza di un DIO, molto potente, il dio DENARO.
Spesso leggo su Internet che molte persone si augurano determinati eventi, e sia chiaro che lo leggo anche qui talvolta, spesso senza pensare alle reali conseguenze continentali o relative al proprio stato, ma non voglio cadere nella demagogia di voler fare politica meteo, quindi tralasciamo chi e come, voglio solo che sia chiaro a chiunque legga questo articolo o scritto che dir si voglia che spesso sarebbe il caso di pesare di più i termini.
Iniziamo…..
corre l’anno 2010, un evento da molti pronosticato e da pochi temuto accade, la corrente del golfo si arresta, (aspetto narrativo, in realtà il processo non è immediato) e di punto in bianco ci si ritrova a contatto con quella che viene definita un’ ERA GLACIALE, capiamo le dinamiche di reazione dei governi e dei popoli:
-innanzitutto ci sarà chi esulterà, molti “te l’avevo detto” riecheggeranno nell’aria… tutti quelli che ostentavano il GW puntualmente si sotterreranno….
-inizia un periodo di forte crisi, popoli dei paesi del nord migreranno verso sud, iniziano nuove guerre per l’occupazione dei territori, molti stati ricorrano ad ogni mezzo oggi conosciuto per affermare il loro potere (nucleare) contiamo a breve milioni di vittime, per il freddo e altrettante per le guerre, chi sopravvive continua a farsi la guerra, la civiltà verrà spazzata via, effettivamente regrediremo come popolo di diverse migliaia di anni, niente sarà più come prima.
-capito che con la guerra non si ottiene nulla, ci sono volute solo qualche miliardo di vittime, quei pochi sopravvissuti tenteranno di spostarsi al “caldo” ma incontreranno diversi problemi dovuti al procurarsi il cibo, infatti gli stati più caldi hanno il brutto vizio di essere anche, spesso, desertici, e difficilmente le popolazioni native sono conosciute come civilizzate e questo la dice lunga.
-immaginate milioni di persone che migrano verso sud, molte muoiono, chi arriva non sa come sopravvivere…. e la fine per la razza umana?
difficile a dirsi, io non ho doti di preveggenza… ma qualcuno mi potrebbe rispondere… “l’uomo è sopravvissuto ad un’altra era glaciale” vero, ma non eravamo 6 miliardi e cosa più importante non avevamo già devastato ogni angolo del pianeta….
sono giunto alla fine, non so cosa succederà, non so se riusciremo a raccontare di aver vissuto in un era glaciale, e non vi dico neanche che dobbiamo cambiare le cose, ormai e tardi, molte forze a noi sconosciute sono in moto, che nessuno può controllare, e prima o poi arriverà la fine di quello che conosciamo, ripeto, possiamo solo esser spettatori del nostro destino, forse limitare i danni, ma non evitarli.
Dunque che ne dite? so che c’è molta fantasia in tutto ciò che ho scritto ma spero possa esser lo spunto per una discussione collettiva ed educativa su questo complicato argomento.
Daniele Sanna
STAFF Meteogelo.com
Per eventuali commenti vi invito sulla discussione ufficiale relativa all’articolo:
Il segreto di Stradivari? Il legno “freddo”
Marzo 16, 2009 by natoxcorrere
Filed under Mazzarella, Modelli
Una prolungata successione di inverni lunghi e freddi ed estati brevi che interessò l’Europa tra fine del 1600 e l’inizio del 1700 potrebbe essere all’origine del suono straordinario dei violini costruiti da Stradivari: è quanto sostengono Henry Grissino-Mayer, esperto di dendrologia (studio degli anelli degli alberi) dell’Università del Tennessee, e Lloyd Buckle, climatologo dell’Università della Columbia, in uno studio pubblicato sulla rivista Dendrochronologia. È questa l’ultima suggestiva ipotesi che cerca di spiegare il segreto di quei violini che ogni musicista spera, almeno una volta, di suonare. La cosiddetta “Piccola era glaciale” raggiunse il suo punto più freddo nei 70 anni compresi tra il 1645 e il 1715, il cosiddetto Minimo di Maunder, così chiamato dal nome dell’astronomo che osservò la scarsità di macchie solari e la diminuzione di circa 2°C della temperatura media dell’aria sul Pianeta. Fu proprio in tale intervallo di tempo che il grande liutaio, originario di Cremona, visse e costruì i suoi strumenti più pregiati. Alla luce di un lungo e laborioso studio sull’accrescimento dei cerchi degli alberi di quel periodo, i due studiosi americani hanno verificato che la crescita degli alberi fu eccezionalmente lenta e i fusti che ne derivarono furono caratterizzati da anelli stretti e particolarmente compatti. L’ipotesi dei due ricercatori è che gli alberi cresciuti durante il Minimo di Maunder ebbero una parte notevole nel suono eccezionale dei violini stradivariani.
Adriano Mazzarella
Responsabile Osservatorio Meteorologico
Università Federico II
www.meteo.unina.it
Lo sapevate che il caldo favorisce l’obesità?
Febbraio 7, 2009 by natoxcorrere
Filed under Mazzarella, Modelli
Il caldo favorisce lo sviluppo dell’obesità e del diabete: questa teoria innovativa è stata formulata dal prof. Saverio Cinti dell’Università di Ancona recentemente insignito della prestigiosa medaglia Blaise Pascal dall’Accademia Europea delle Scienze per l’eccellenza delle sue ricerche sui tessuti adiposi. Nel corpo umano esistono due tipi di tessuti adiposi: quello “bianco” che immagazzina energia sotto forma di trigliceridi con accumulo di grasso e conseguente aumento del girovita e quello “bruno” che ha una funzione totalmente diversa perché si oppone all’accumulo di grasso, dissipa energia sotto forma di calore e difende l’organismo dall’obesità e dal diabete. Finora il tessuto adiposo bruno era stato individuato solo nei neonati ma l’equipe dell’Università di Ancona lo ha scoperto anche in età maggiore. E’stato dimostrato, infatti, che il tessuto adiposo bruno non solo è presente nel 20% dei ragazzi, dai 15 ai 16 anni, ma è ancora riscontrabile negli adulti che vivono nei paesi freddi. Questi individui hanno, perciò, meno rischi di ammalarsi di obesità e di diabete rispetto a quelli che vivono nei paesi caldi a prescindere dal regime alimentare. Il messaggio innovativo lanciato dal prof. Cinti è di non tenere troppo al caldo i propri figli fino a 15 anni: d’inverno basta tenere in casa e nelle scuole una temperatura di 19°C per accrescere il tessuto adiposo bruno in modo da poter aiutare i ragazzi, una volta diventati adulti, a prevenire l’obesità e il diabete.
Adriano Mazzarella
Responsabile Osservatorio Meteorologico
Università Federico II
www.meteo.unina.it


