Tempo da “Orso Russo-Siberiano”

Novembre 18, 2011 by scolari  
Filed under Clima, Il Blog di Flavio Scolari

Quando l’orso era di casa.

Inanzitutto l’alta pressione Russo-Siberiana è una figura barica semi-permanente, non di origine dinamica, ossia non relegato direttamente ai movimenti della circolazione atmosferica su vasta scala come il noto anticiclone delle Azzorre, ma bensì di origine termica.
Contrariamente agli anticicloni dinamici, qui si ha generalmente un’elevato geopotenziale in quota, un anticiclone termico in genere riguarda esclusivamente il suolo, mentre in quota si hanno geopotenziali bassi, con valori termici che possono anche scendere fino a -40°C in Siberia e nella Russia Europea durante l’inverno, mentre al suolo i valori pressorici possono raggiungere i 1050 hPa, con valori record anche di 1080 hPa.
Inizialmente l’anticiclone termico si sviluppa in ottobre-novembre in presenza di un’anticiclone dinamico, per forte dispersione termica del suolo si creano inversioni termiche e questo favorisce l’isolamento al suolo della massa d’aria gelida appunto nel bassi strati della troposfera, alle quote superiori le incursioni di aria fredda dall’artico favoriscono l’abbassamento del geopotenziale, dove tuttavia non si registrano precipitazioni date anche le bassissime temperature che generalmente riguardano in inverno le pianure Siberiane.
La dissoluzione dell’anticiclone termico si manifesta in marzo-aprile con il progressivo allungamento delle ore di sole anche alle alte latitudini e di conseguenza il maggior riscaldamento diurno.
Un’altro classico esempio di anticiclone termico è l’anticiclone Groenlandese.
A favorire lo sviluppo di anticicloni termici è anche l’innevamento che si comporta come una sorta di feedback che aumenta l’effetto albedo e aumenta la dispersione termica durante le ore notturne.
Le ondate di freddo più intense anche in passato in Europa furono da relegare all’anticiclone termico che durante la PEG si espandeva dopo la metà di dicembre ed entro la metà di febbraio anche sul continente Europeo con conseguente maggior influenza continentale del clima, dopo gli anni ‘50 le ondate di freddo in Europa e in Italia, anche le più significative, furono da relegare sempre ad anticicloni dinamici che nulla hanno a che vedere con gli anticicloni termici, qui un esempio di alcune configurazioni bariche tipicamente responsabili di intense ondate di freddo in Europa o sulla penisola Italiana dopo gli anni ‘50.

Hp dinamico

Hp dinamico 2

Hp dinamico 3

HP dinamico 4

La maggior influenza continentale dei gelidi inverni Europei che si presentarono con maggior frequenza durante la PEG, fu indotta dalle numerose e importanti eruzioni vulcaniche che si verificarono con una certa regolarità in quel periodo, ad aver contribuito alla piccola era glaciale fu anche la bassa attività solare, i periodi di bassa attivitâ magnetica solare sono noti come minimo di Maunder e minimo di Dalton.

Sunspot_Numbers

Durante la PEG in presenza di condizioni climatiche mediamente più fredde e forse anche grazie al maggior innevamento sul continente, la maggior espansione dell’anticiclone termico Russo-Siberiano che spesso arrivava anche ad interessare la penisola Italiana e l’Europa in generale, favoriva inverni veramente rigidi con temperature che potevano anche scendere sotto i -15°C sulle pianure del Nord Italia, la laguna Veneta sovente Gelava, anche il fiume Tamigi e i canali dei fiumi dei Paesi Bassi si congelarono spesso durante l’inverno e la gente pattinò e perfino tenne fiere sul ghiaccio, anche il porto di New York ghiacciò nell’inverno del 1780, consentendo alle persone di camminare da Manhattan a Staten Island, la Groenlandia e l’Islanda furono irragiungibili in inverno data la calotta di ghiaccio che si estendeva a molti chilometri da terra impedendo l’accesso alle navi.

hp russo 6

L’inverno del 1683-84 fù il più rigido che si ricordi in Inghilterra, blocchi di ghiaccio vennero segnalati a 5 km dalle coste Francesi e a 40 km dalle coste Olandesi e nel mare del Nord, il grande gelo e la carenza di neve in Inghilterra consenti che il terreno gelò a oltre 1 metro di profondità, ma l’inverno del 1683-84 fù rigidissimo anche nel resto d’Europa, in Italia il gelo durò 2 mesi e 10 giorni tanto che al Colosseo di Roma venne allestita una pista di pattinaggio, il lago di Costanza (Svizzera-Germania) gelò completamente, in Francia e in Spagna si verificarono abbondanti nevicate, tutto questo per una vasta cellula di alta pressione che dalla Russia si spinse fino all’atlantico, mentre aree di bassa pressione interessarono il centro-Sud della penisola Italiana, questo consentì un intensa e persistente ondata di gelo su tutto il continente Europeo.
Un’altro inverno particolarmente rigido fu il 1709, basti pensare che a Berlino si misurò una temperatura media per il mese di gennaio di ben -13,6°C, il crollo delle temperature avvenne nell’arco di breve tempo.

hp russo 7

Una massa d’aria gelida che partì dalla Russia in corrispondenza ad una vasta cellula anticiclonica di blocco che dalla Russia si estendeva al mare del Nord, investì tutta l’Europa, tra il 06 e il 07 gennaio l’aria gelida giunse anche sulla penisola Italiana portando un crollo delle temperature di circa 20°C in poche ore, con venti Nord Orientali tempestosi, a Venezia le temperature in corrispondenza ad una bora fortissima, le temperature calarono fino a -17,5°C, a Roma vi durono 10 giorni di neve tra il 06 ed il 24 Gennaio, tuttavia non si trattò dell’anno più freddo in assoluto in Inghilterra e in Francia, basti pensare che precedentemente al 6 del mese e sucessivamente al 24 di gennaio, a Parigi e a londra piovve, il Tamigi non gelò in maniera persistente, non da poter allestire fiere sul fiume come accadde altri inverni.
Durante quell’evento gelarono tutti i principali fiumi Europei, gelarono anche il lago di Zurigo, il lago di Costanza e parzialmente gelò anche il lago di Ginevra, la laguna Veneta restò gelata fino al 29 gennaio, mentre l’abbondanza di neve e ghiaccio in Valpadana, consentirono un proseguimento del gelo fin verso marzo, oltre a molti porti anche del mar Mediterraneo (tra qui quelli di Genova, Marsiglia e Livorno), gelò pure la foce del Tago a Lisbona, mentre più a Sud gelò il Ofanto in Puglia tanto che poteva essere attraversato a piedi durante l’ondata di gelo.
Gelarono addirittura intere foreste e coltivazioni di piante da frutto, insomma, eventi che ai nostri giorni sono a dir poco inimmaginabile, eppure un tempo questi episodi evvenivano con una certa frequenza.
La PEG venne documentata anche dai dipinti di allora qui vengono raffigurati spesso paesaggi innevati.
Queste sono alcune rappresentazioni delle conformazioni bariche che dovevano presentarsi spesso durante la PEG, quando l’Europa sperimentò inverni molto freddi che ben poco hanno a che vedere con gli inverni degli anni ‘90 e dall’inizio del nuovo millennio.

hp russo 5

Europa HP

Europa LP

Configurazioni bariche piuttosto ricorrenti durante gli anni ‘90.

Hp dinamici 5

Hp dinamico 6

hp dinamico

Flavio Scolari

MIMOSA DI GHIACCIO??? FORSE….

Marzo 2, 2011 by scolari  
Filed under Modelli

Salve a tutti. Da giorni il panorama modellistico mostra la possibilita’ di una forte irruzione fredda a cavallo della festa della donna.

Questa probabile fase fredda sara’ dettata da uno split del Vp che portera’ un suo tentacolo sull’Europa dell’Est e, conseguentemente anche sull’Italia.

E’ bene sottolineare pero’ che, se di freddo si trattera’, potrebbe trattarsi principalmente di freddo intenso ma per lo piu’ secco, questo perchè la colata fredda riuscirebbe a giungere sull’Italia , ma solo in modo parziale, quel che basta comunque per rammentarci che Marzo, specie nella sua parte iniziale, sovente presenta caratteristiche ben piu’ invernali che primaverili.

Ecco le termiche previste dal modello americano Gfs valide proprio per il giorno della festa della donna:

gfs-1-138

Queste le termiche Ecmwf:

ECM0-144

Come si nota dalla grafica i due principali modelli sono concordi su un interessamento della penisola per quanto concerne il freddo, anche intenso e piuttosto diffuso.

C’è pero’ chi la vede anche in maniera differente, e stiamo parlando di Ukmo, modello non meno importante dei due appena elencati, il quale propenderebbe per un Hp piu’ invadente e freddo confinato ad Est.

Dunque fase gelida, o Hp alla ribalta?

Ad oggi, considerando anche le varie corse modellistiche di questi giorni, mi sento di poter affermare che il freddo, al momento, è in vantaggio. Molto probabilmente l’Italia vivra’ una fase assai fredda, principalmente secca, specie al Nord e sul Tirreno, almeno stando ai dati attuali, ma sappiamo bene che nella meteo le soprese sono sempre dietro l’angolo… E se la colata riuscisse ad entrare meglio, potremmo vederne delle belle…

Al momento dunque freddo al 60%, Hp al 40%.

Saluti a tutti.

Autore: WALTER LANCIANI

La “Balena” sfida la “Tigre Siberiana”

Febbraio 7, 2011 by scolari  
Filed under Modelli

Buongiorno a tutti e ben ritrovati.

Oggi analizzeremo insieme la possibile evoluzione per la seconda decade di Febbraio. Dopo una prima decade noiosa e priva di ogni scossone cercheremo di capire cosa ha in serbo per noi quest’ultima parte di Inverno.

Attualmente gran parte d’Italia è sotto la protezione di una campana altopressoria che domina ormai da giorni la scena mediterranea:

gfs-0-6

Temperature gradevoli su tutta l’Italia con valori massimi ben al di sopra della media del periodo:

gfs-1-6

Ma cosa ci attende ora?

Il titolo parla chiaro, sara’ lotta all’ultimo sangue tra Atlantico e Siberia, ho scelto i due animali piu’ rappresentativi (Uno per la sua forza, l’altro per la sua caparbieta’) per rendere meglio l’idea delle forze in gioco.

Cosa succedera’ dunque?

Come abbiamo appena detto molto aspro sara’ il conflitto tra queste due figure che tenteranno di impadronirsi dello scenario Europeo, da una parte il flusso zonale, con la sua umidita’ e carico di piogge, dall’altra una possente colata siberiana, con valori davvero notevoli sia al suolo che in quota, posto qui una carta emisferica di Reading per rendere meglio l’idea sull’aspetto termico:

ECH0-192

Notate l’impressionante azione gelida ad Est, molto vasta e decisa a puntare verso l’Europa. (Carta con valori relativi a 850hpa).

Ma il Canadese non ci sta.

Fara’ del tutto per rovinarci, ancora una volta, la festa.
Impertinente sfornera’ vortici Nord Atlantici anche molto profondi che saranno una vera e propria spina nel fianco per l’Hp, il quale trovera’ notevoli difficolta’ nell’imporsi in senso meridiano rischiando di non riuscire a dare manforte al suo collega scandinavo che intanto si fara’ strada sul Nord Europa.

Ad Est, una possente e vigorosa azione gelida proveniente direttamente dalla Siberia (Buran) iniziera’ a conquistare terreno, portandosi minacciosamente verso Sud Ovest.

L’Italia si trovera’ nel bel mezzo, eloquente questa carta a riguardo:

ECH1-168

Dunque cosa attendersi?

I modelli continuano a dare indicazioni di massima piuttosto attendibili fino alle 120 ore, dopodichè sovente tendono a testare le varie strade percorribili non riuscendo dunque a delineare una soluzione ben precisa.

Perchè questa indecisione?

Occorre dire che le forze in gioco sono davvero notevoli e che i modelli comunque risentono di non poche difficolta’ nell’inquadrare le retrogressioni.

E se l’Italia fosse territorio di “Incontro” tra queste due figure? Beh, in questo caso si potrebbero aprire moltissimi altri scenari, il piu’ suggestivo riguarderebbe uno scorrimento dell’aria umida atlantica su quella gelida, con risvolti nevosi per 3/4 d’Italia. Va detto che questa comunque è un’ipotesi estrema e poco probabile ma che al momento ritengo possibile considerando che si fatica ad intravedere la forza predominante. Va anche detto che il tutto potrebbe risolversi con un nulla di fatto, le due forze potrebbero annullarsi a vicenda lasciando l’Italia in una sorte di palude barica.

Io personalmente al momento propenderei per una maggiore interferenza atlantica, con gelo confinato piu’ ad Est, questo anche a causa di una mancata azione altopressoria, dettata principalmente dall’attivita’ molto forte ed insistente del vortice canadese che sfornando depressioni sul Nord Atlantico potrebbe fungere da calamita al gelo Siberiano il quale si porterebbe piu’ a Nord andando poi a perdere forza.

Sarebbe davvero un peccato non riuscire ad approfittare di questa situazione perchè, se dovesse arrivare davvero quella sfuriata Siberiana si potrebbe scrivere un bel capiolo della storia invernale Italiana, inutile negare che se quel lago gelido approdasse sulle nostre lande si tratterebbe di un vero e proprio evento.

Chiudiamo ora con le consuete percentuali realizzative:

45% Atlantico
25% Gelo Siberiano
15% Palude Barica
15% Interazione con Atlantico su Gelo Siberiano

Queste (Ad oggi) le soluzioni piu’ “probabili”. Seguiremo attentamente l’evoluzione in questi prossimi giorni e constareremo insieme la variazioni delle suddette ipotesi ed il possibile arrivo di nuove soluzioni. E che la fortuna, per una volta, sia dalla nostra parte.

Autore: WALTER LANCIANI

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