Il segreto di Stradivari? Il legno “freddo”
Marzo 16, 2009 by natoxcorrere
Filed under Mazzarella, Modelli
Una prolungata successione di inverni lunghi e freddi ed estati brevi che interessò l’Europa tra fine del 1600 e l’inizio del 1700 potrebbe essere all’origine del suono straordinario dei violini costruiti da Stradivari: è quanto sostengono Henry Grissino-Mayer, esperto di dendrologia (studio degli anelli degli alberi) dell’Università del Tennessee, e Lloyd Buckle, climatologo dell’Università della Columbia, in uno studio pubblicato sulla rivista Dendrochronologia. È questa l’ultima suggestiva ipotesi che cerca di spiegare il segreto di quei violini che ogni musicista spera, almeno una volta, di suonare. La cosiddetta “Piccola era glaciale” raggiunse il suo punto più freddo nei 70 anni compresi tra il 1645 e il 1715, il cosiddetto Minimo di Maunder, così chiamato dal nome dell’astronomo che osservò la scarsità di macchie solari e la diminuzione di circa 2°C della temperatura media dell’aria sul Pianeta. Fu proprio in tale intervallo di tempo che il grande liutaio, originario di Cremona, visse e costruì i suoi strumenti più pregiati. Alla luce di un lungo e laborioso studio sull’accrescimento dei cerchi degli alberi di quel periodo, i due studiosi americani hanno verificato che la crescita degli alberi fu eccezionalmente lenta e i fusti che ne derivarono furono caratterizzati da anelli stretti e particolarmente compatti. L’ipotesi dei due ricercatori è che gli alberi cresciuti durante il Minimo di Maunder ebbero una parte notevole nel suono eccezionale dei violini stradivariani.
Adriano Mazzarella
Responsabile Osservatorio Meteorologico
Università Federico II
www.meteo.unina.it

