Ciclo solare: Ottobre in numeri

Novembre 20, 2011 by natoxcorrere  
Filed under Astronomia, Modelli

Il mese di Ottobre si è chiuso con un SSN medio mensile davvero considerevole: 88.
I vari centri di previsione, tra cui la NASA, e il Radio Space and Service del governo Australiano, avevano previsto un ciclo solare debole, intorno ai 90 SSN medi mensili previsti per la fine dell’ anno scorso

Andamento Sunspot Number

Andamento Sunspot Number

Eccovi invece le previsioni della NASA:

Previsioni Nasa

Previsioni Nasa

L’ attività geomagnetica, invece risulta più debole: infatti il mese scorso si è chiuso con un 13,68 nT, seppur il SSN è stato molto alto.
I valori medi dell’ attività geomagnetica degli ultimi mesi ci porta indietro di una quarantina di anni:

Andamento Attività Geomagnetica

Andamento Attività Geomagnetica

Riportiamo per comodità i dati relativi al SSN e all’ indice di Mayaud degli ultimi mesi:

SSN                aa(nT)

Apr                54.4              15.4

Mag               41.6              16.6

Giu                37                  15.8

Lug               43.9               16.0

Ago              50.6               12.4

Set                78.0               21.4

Ott                88.0               13.7

I dati Parziali di Novembre ci dicono che l’ attività geomagnetica è in linea con quella del mese precedente, infatti, fino a ieri, eravamo a 13.8nT.

Questa particolare debolezza dell’ attività geomagnetica, dura da un pò, e questo può dare delle indicazioni sul ciclo 25, che potrebbe risultare davvero molto debole.

Va notata anche la coincidenza tra Attività Geomagnetica, e T Globali Marine: dal punto di vista statistico queste due grandezze sembrano essere in correlazione tra loro con un ‘ interessante indice di confidenza, ma sui meccanismi d’ interazione si sa ancora poco.

Cosa dire oltre al fatto di augurarci che le temperature globali nel prossimo futuro diminuiscano ( in media sui 30 anni) o quanto meno restino costanti?

Intanto restiamo in attesa di vedere gli effetti del Nino, che potrebbe arrivare tra un paio di anni, e vedere il suo potere riscaldante.

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Fabio Febbraio

Che tempo faceva? Ce lo dicono gli Alberi

Novembre 23, 2008 by natoxcorrere  
Filed under Mazzarella

Per sapere quanti anni ha un albero, basta contare i cerchi che compongono il suo tronco: a ogni cerchio corrisponde un anno. Lo studio della successione degli anelli si chiama dendrologia e gli alberi che meglio si prestano a tali studio sono il pino, l’abete, il larice e la quercia. In primavera, il diametro del tronco nella parte esterna aumenta e tale legno è più chiaro per la presenza di vasi dal diametro grosso e pareti sottili
per permettere un maggior passaggio della linfa. Verso la fine del periodo vegetativo, prevale l’esigenza di sostegno nei tessuti e il legno estivo, più scuro, è caratterizzato da vasi dal diametro inferiore e pareti
più spesse. Ma se osserviamo attentamente, si nota che non tutti i cerchi sono di uguale spessore: se l’anno è stato umido e le piogge sono state abbondanti, si avrà un cerchio con uno spessore superiore a quello cresciuto durante un anno più secco. Condizioni climatiche sfavorevoli ingannano l’albero che può percepire la fine della stagione vegetativa prematuramente producendo cellule di legno tardivo. Se le condizioni tornano normali, l’albero di risveglia e torna a produrre legno più chiaro e dai bordi più sottili. Talora gli
alberi formano un anello parziale, o non formano anelli e ciò accade per condizioni climatiche molto rigide. Le cicatrici registrano eventi come incendi, valanghe ed altri eventi geomorfologici, mentre le sequenze di anelli soppressi o più larghi registrano eventi come azione di insetti o effetti di inquinamento.

Prof. Adriano Mazzarella

Responsabile Osservatorio dell’ osservatorio meteorologico, Università Federico II, Napoli.

Le Pillole del Prof. Mazzarella: Colombo fu fortunato?

Settembre 27, 2008 by natoxcorrere  
Filed under Modelli

Cristoforo Colombo salpò da Palos il 3 agosto 1492, l’ 11 agosto si fermò alle Canarie per quasi un
mese per poi riprendere il viaggio solo il 6 settembre, navigando quasi in linea retta,un pò più a nord del Tropico del Cancro. Dopo 36 giorni di tranquilla navigazione, il 12 ottobre, Colombo sbarcò su
un’ isoletta dell’ Arcipelago delle Bahamas che chiamò  San Salvador. Ciò che sorprendenell’ impresa delle tre caravelle è la totale assenza di maltempo durante il lungo viaggio e la perfetta scelta dei tempi e del tragitto durante la traversata.
Colombo scelse per il suo viaggio una traiettoria molto bassa, lontano dalle violente tempeste del Nord Europa, al di sopra dell’ area di formazione degli uragani e protetto dall’ Anticiclone delle Azzorre;
la scelta della lunga sosta alle Canarie appare oggi fondamentale al momento che i cicloni tropicali, dopo aver attraversato gran parte dell’ Oceano Atlantico a latitudini equatoriali, tendono a risalire
verso nord non più bloccati dall’ azione dell’ Anticiclone delle Azzorre e hanno come loro destinazione preferita proprio i Caraibi meta del viaggio delle tre caravelle. La sosta alle Canarie permise a Colombo di evitare la stagione degli uragani dal momento che i cicloni tropicali atlantici raggiungono la massima frequenza tra agosto e settembre.
Insomma, che sia stata fortuna, oppure un’ eccezionale conoscenza della meteorologia, Colombo scelse i tempi e modi migliori per il suo viaggio alla scoperta del nuovo mondo.

Prof. Adriano Mazzarella

Articolo apparso su ilNapoli 27/09/2008